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Transizione 5.0, il Governo approva il Decreto: adesso sono 13 i miliardi disponibili per ‘digitale’ e ‘green’

Il Consiglio dei ministri ha approvato lo scorso 26 febbraio, sebbene in bozza, le disposizioni urgenti finalizzate a garantire l’attuazione del Pnrr raggiungendo due importanti obiettivi, cioè la sesta e settima rata.

Il Piano prevede risorse pari a 6,3 miliardi di euro, che si aggiungono ai 6,4 miliardi già previsti dalla legge di bilancio, per un totale di circa 13 miliardi nel biennio 2024-2025 a favore della transizione digitale e green delle imprese italiane. L’obiettivo è quello di sostenere il processo di transizione digitale ed energetica delle imprese, in attuazione di quanto previsto dalla decisione del Consiglio Ecofin dell’8 dicembre 2023 e, in particolare, di quanto disposto in relazione all’Investimento 15 – Transizione 5.0, della Missione 7 – RepowerEu, è istituito il Piano transizione 5.0.

Il credito d’imposta 5.0

Tra le varie iniziative attese in primo piano c’è il credito d’imposta, che sarà automatico, senza alcuna valutazione preliminare, senza discriminazioni legate alle dimensioni dell’impresa, al settore di attività o alla sua localizzazione. Saranno agevolabili gli investimenti in beni materiali e immateriali, purché l’unità produttiva raggiunga una riduzione dei consumi energetici pari almeno al 3% (o al 5% se calcolata sul processo interessato dall’investimento). Le aliquote previste sono del 35% per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro, del 15% per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro, del 5% per la quota di investimenti oltre i 10 milioni di euro e fino al limite massimo di costi ammissibili pari a 50 milioni di euro all’anno per impresa beneficiaria. Saranno previste maggiorazioni nel caso di riduzioni dei consumi energetici superiori al 6% fino ad arrivare a quota 45%. Tra gli investimenti ammissibili, anche i pannelli fotovoltaici e gli altri sistemi per autoproduzione e autoconsumo, a eccezione delle biomasse, a condizione che il progetto di investimento in beni strumentali sia superiore ai 40mila euro. Sono previste anche spese per la formazione del personale, finalizzate all’acquisizione o al consolidamento delle competenze nelle tecnologie rilevanti per la transizione digitale ed energetica dei processi produttivi.

Durata e aspetti da chiarire

L’avvio della fruizione non potrà superare la data del 31 dicembre 2025, dovranno essere per quella data conclusi sia la certificazione che l’avvio della fruizione dell’incentivo ma è bene sapere che non è automatica. Il testo normativo dispone infatti che il credito d’imposta concesso sia disponibile decorsi dieci giorni dalla comunicazione ai beneficiari del provvedimento di concessione. Mentre è indispensabile la prima fruizione entro il 31 dicembre del 2025, si potrà scaricare il credito maturato, anche in cinque quote annuali di pari importo. Sono ancora parecchi gli aspetti che dovranno essere chiariti nel provvedimento attuativo: dalle certificazioni necessarie, quello che si sa è che le Pmi potranno aggiungere al credito d’imposta anche le spese sostenute per la certificazione fino a un massimo di 10mila euro, passando per gli oneri documentali, fino ad arrivare anche a quali criteri saranno utilizzati per la partecipazione delle nuove imprese che non saranno in grado di dimostrare la diminuzione dei consumi.

 

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