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L’intelligenza che trasforma, il territorio che risponde
L’Editoriale di Errico Formichella – CEO di Sef Consulting
Viviamo un tempo in cui le coordinate dell’agire economico e organizzativo vengono riscritte con una velocità inedita. L’intelligenza artificiale non è più un orizzonte lontano, ma una presenza concreta che interroga manager, imprenditori e decisori pubblici su questioni essenziali: che cosa significa guidare un’organizzazione quando gli algoritmi sono in grado di simulare, prevedere, persino creare? E, soprattutto, quale spazio resta all’umano in questo scenario in trasformazione?
Questo numero di Acta non verba affronta la sfida evitando la cronaca dell’innovazione per concentrarsi su ciò che conta davvero: il senso. Perché l’IA, come uno specchio implacabile, riflette la qualità delle nostre scelte, delle nostre culture organizzative, delle visioni di futuro che siamo disposti ad assumere. Guardare in quello specchio significa accettare la complessità, senza scorciatoie.
Il filo rosso che attraversa queste pagine intreccia tre dimensioni inseparabili: la rivoluzione tecnologica, l’urgenza della sostenibilità ESG e il ritorno del territorio come spazio generativo. Non sono temi giustapposti, ma facce di una stessa trasformazione. L’impresa che raccontiamo – e che vogliamo contribuire a costruire – non è più la macchina efficiente del Novecento, ma un sistema vivente, capace di creare valore condiviso per persone, comunità e ambiente.
La governance ESG emerge qui non come adempimento formale, ma come occasione di ripensamento strategico. Misurare l’impatto sociale, ambientale e relazionale diventa fattore competitivo solo quando questi indicatori entrano nel cuore delle decisioni. In caso contrario restano esercizi di superficie, facilmente riconoscibili da mercati e nuove generazioni.
I territori tornano protagonisti come laboratori di futuro: dai luoghi della riflessione culturale e progettuale alle filiere produttive, dall’agrifood al vitivinicolo, dove digitale, biodiversità e qualità si intrecciano in modo sempre più decisivo. Anche l’Europa, spesso raccontata in modo riduttivo, mostra in queste pagine una vitalità progettuale che guarda a un modello di innovazione attento ai diritti, all’ambiente e all’inclusione.
Non da ultimi in questo numero l’attenzione al lavoro di APRE e di Assoeuro, presìdi di orientamento e competenza che aiutano imprese e territori a trasformare le opportunità europee in progettualità concreta. E i diversi percorsi “sul campo” che hanno fatto l’annualità di Sef Consulting: da Ravello Lab, che celebra vent’anni, al Merano Wine Festival dove abbiamo presentato il progetto Vetra, fino al Settembre Olivettiano che riporta al centro un’idea ancora attualissima di impresa come comunità e cultura. Eventi diversi, ma un’unica convinzione: fare rete, mettere a terra visioni, costruire capacità progettuale e responsabilità condivisa, perché l’innovazione – tecnologica e sociale – non resti un racconto, ma diventi pratica.

