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Quando la cultura diventa una missione comune

Rimarrà aperto fino al 5 dicembre il bando per la valorizzazione del patrimonio culturale. La misura ha una dotazione di 50 milioni di euro ed è promossa dall’Istituto per il Credito Sportivo in collaborazione con l’Anci.

 

di Edmondo Giroud

 

Sta per concludersi la terza edizione del bando Cultura Missione Comune 2023 promosso dall’Istituto per il Credito Sportivo (Ics), in collaborazione con l’Anci. La misura si rivolge agli enti territoriali ed è finalizzata a sostenere la realizzazione di interventi, anche connessi al Pnrr, per la tutela, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio culturale. Il bando è aperto fino al 5 dicembre e rappresenta un’ulteriore tappa del percorso di valorizzazione del patrimonio culturale pubblico promosso da Ics, un’iniziativa che ha consentito di erogare negli ultimi due anni oltre 60 milioni di euro di finanziamenti a 75 enti locali in tutta Italia, con l’abbattimento totale degli interessi.

Gli enti territoriali beneficiari

Il bando si rivolge a Comuni, Città Metropolitane, Province e Regioni, ma anche alle Unioni di Comuni e ai Comuni in forma associata, i quali potranno presentare richiesta di contributo per accedere ad agevolazioni in conto interessi che variano a seconda delle caratteristiche demografiche del richiedente. Le richieste di contributo in conto interessi sono state deliberate dal Comitato di Gestione dei Fondi Speciali Ics, a valere sulle risorse del Fondo Cultura, finanziato dal ministero della Cultura.

L’Istituto per il Credito Sportivo mette a disposizione un plafond di 50 milioni di euro per mutui di durata fino a 25 anni, da stipulare entro il 31 dicembre 2023.

Gli interventi ammissibili

Il bando permetterà di finanziare progetti di potenziamento dei luoghi della cultura quali musei, pinacoteche, luoghi espositivi, archivi, biblioteche, aree e parchi archeologici, complessi monumentali, immobili vincolati, giardini storici, teatri, auditorium e sale concerti, immobili di interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico. Le agevolazioni prevedono quindi interventi di prevenzione, manutenzione e restauro, protezione, conservazione, salvaguardia e valorizzazione per assicurare le migliori condizioni di utilizzo e fruizione pubblica del patrimonio culturale stesso. Sono ammissibili anche operazioni di recupero, ampliamento, miglioramento, efficientamento energetico, abbattimento barriere architettoniche e messa a norma di immobili appartenenti al patrimonio culturale, così come gli interventi per la digitalizzazione di beni culturali e paesaggistici.

Priorità delle azioni

Il bando considera come prioritari gli interventi destinati all’abbattimento delle barriere architettoniche, all’efficientamento energetico e quelli rivolti all’adeguamento alla normativa antisismica. Sono inoltre privilegiate le operazioni realizzate su beni confiscati alla criminalità organizzata, quelli interessati dalla realtà virtuale e aumentata, e alla modellizzazione digitale del patrimonio culturale costruito. Sono considerati prioritari anche gli interventi di recupero di patrimonio culturale non fruibile prima dell’intervento ammesso a contributo e quelli realizzati nelle otto Regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna). Saranno inoltre considerati prioritariamente i progetti con uno Sroi (Social return on investment) superiore a due punti, calcolato e certificato da soggetto terzo qualificato.

La natura delle agevolazioni

L’importo erogabile viene definito sulla base del profilo demografico del richiedente. L’agevolazione massima sarà dunque di 2 milioni di euro per i Comuni fino a 5mila abitanti; di 4 milioni per i Comuni con popolazione compresa tra i 5mila e i 100mila abitanti e per le Unioni di Comuni e i Comuni in forma associata; e di 6 milioni per i Comuni con oltre i 100mila abitanti, i Capoluoghi, le Città Metropolitane, le Province e le Regioni. Il bando è a sportello, e per i primi 30 milioni di mutui è previsto il totale abbattimento del tasso di interesse su una durata di 15 anni, consentendo agli enti territoriali un risparmio di circa il 30% sulle somme da rimborsare.

Per conoscere il regolamento, scaricare la guida utente e, soprattutto, per poter accedere al bando, occorre consultare la pagina dedicata dell’Istituto per il Credito Sportivo e poi iscriversi al portale Ics.

 

 

 

 

 

 

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“La nostra mission consiste nel dotare i lettori di un magazine in grado di decifrare il vasto mondo della gestione d’impresa grazie a contenuti d’eccezione e alla collaborazione con enti pubblici e privati.”

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