|
Preferisci ascoltare? Clicca play!
Getting your Trinity Audio player ready...
|
Lavorare è un diritto, purtroppo spesso si riduce in mero dovere e questa trasformazione ha portato il lavoro a essere vissuto come sacrificio, abnegazione e alienazione in funzione della produttività. In una società caratterizzata da un progresso sempre più rapido, le persone si trovano costrette a rinunciare al pensiero critico e alla creatività, schiacciate dalla mancanza di tempo e spazio per coltivarli.
Sebbene l’evoluzione tecnologica orientata al risultato può minimizzare gli errori sul lavoro, le ripercussioni negative sulla salute mentale, fisica e sulle relazioni interpersonali sono significative.
In un sistema basato sul capitale a pagarne le conseguenze caramente sono le donne che spesso si trovano all’interno di luoghi di lavoro che minacciano la loro tranquillità mentale e fisica soprattutto in relazione al loro apparato riproduttivo.
Diritti delle lavoratrici durante il periodo mestruale
Il periodo mestruale è una fase fisiologica che può comportare disagi significativi per alcune donne, influenzando la loro capacità di svolgere le attività lavorative. Sebbene non esista una normativa che regoli i diritti delle lavoratrici durante il ciclo mestruale, è importante considerare alcuni aspetti legati alla salute e alla sicurezza sul lavoro, nonché ai principi di parità e non discriminazione.
Infatti il D.Lgs. 81/2008, il Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro, già considera l’obbligo della valutazione dei rischi da parte del datore di lavoro per questo motivo quest’ultimo dovrebbe considerare l’apparato riproduttivo femminile, soprattutto durante la settimana mestruale per evitare momenti di disagio che compromettano la salute della lavoratrice. È importante considerare che molte donne soffrono di endometriosi, vulvodinia e altre patologie ovariche e uterine che inficiano la loro produttività, rendendo difficile mantenere un impiego stabile a causa del dolore cronico, della stanchezza, delle frequenti visite mediche e, in alcuni casi, della necessità di periodi di assenza. Per questo motivo è importante un adeguamento delle condizioni di lavoro e soprattutto la tutela della privacy, infatti,è fondamentale che le informazioni relative alla salute della lavoratrice, comprese quelle relative al ciclo mestruale, siano trattate con la massima riservatezza e nel rispetto della normativa sulla privacy prevista dal Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR).
Il ciclo mestruale e le malattie legate all’apparato riproduttivo sono ancora un tabù sia sul piano nazionale che internazionale. Il congedo mestruale, che permette alle donne di assentarsi dal lavoro durante il ciclo mestruale, è una legge approvata finora solo in qualche Paese asiatico, eccetto in Spagna che prevede tre giorni al mese retribuiti supportati dal certificato medico. In Italia, invece, la proposta di legge è arrivata il 27 aprile 2016, ma ancora non si trova una soluzione univoca.
Il lavoro può addirittura mettere a rischio l’apparato riproduttivo
Le lavoratrici esposte a sostanze chimiche sono esposta al rischio di endometriosi, irregolarità mestruali e problemi di fertilità. I ritmi di lavoro intensi e le posture inadeguate influenzano notevolmente l’apparato riproduttivo femminile e i suoi ormoni. A tal proposito i datori di lavoro è necessario che valutino l’esposizione a sostanze tossiche, a radiazioni e che organizzino il lavoro secondo orari che permettano alle dipendenti il giusto riposo. Inoltre è necessario che le imprese investano in luoghi di lavoro salubri con dispositivi che rendano i rumori sopportabili e la radiazioni meno invasive. Le lavoratrici, inoltre, devono essere adeguatamente informate sui rischi per la loro salute riproduttiva e sulle misure preventive da adottare. Sarebbe opportuno che le aziende prendessero sul serio la cura delle lavoratrici sottoponendole con il loro consenso a controlli periodici ginecologici se esposte ad attività che possono compromettere l’apparato riproduttivo.
Molestie sul luogo di lavoro
Le molestie rappresentano una grave minaccia alla dignità delle lavoratrici e hanno conseguenze devastanti sulla loro salute psico-fisica. Non solo creano un ambiente ostile ma compromettono l’integrità e la tranquillità, oltre che il rendimento, della donna offesa. Si tratta di una dinamica di potere che attraverso il disagio causato alla collega consente o illude un controllo. Le molestie sono una forma di violenza molto subdola per le quali è richiesto un impegno serio e nessuna tolleranza. Le aziende devono categoricamente adottare politiche che condannino con forza le molestie sessuali e psicologiche adottando delle procedure trasparenti per la gestione dei casi segnalati. Gli imprenditori devono mirare a una formazione e sensibilizzazione continua per tutti i dipendenti, donne e uomini, sul rispetto reciproco e su una comunicazione assertiva. Le donne non devono più temere ritorsioni qualora dovessero riscontrare una situazione di disagio, ma devono trovare un ambiente accogliente e preparato in cui possa esserci supporto psicologico, legale e medico.
La sicurezza delle donne nei luoghi di lavoro è un dovere morale, un segnale forte per educare la società a rispettare gli spazi, i corpi, il consenso e il dissenso degli esseri umani e per imparare a vivere insieme.
