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Rigenerazione urbana: tornano i bandi Reinventing Cities

Riqualificazione di aree di pregio storico e artistico, edifici e complessi che riprendono vita dal degrado offrendo maggiore spazio all’edilizia residenziale sociale: il bando internazionale Reinventing Cities ridà vita a diverse aree urbane di Roma, Bologna, Napoli e Milano.

di Andrea Ballocchi

 

La rigenerazione urbana fa tappa a Roma. Al centro ci sono tre progetti che riguardano l’Appia Antica, un sito di archeologia industriale quale l’ex fabbrica della Mira Lanza e il complesso dell’ex Scuola Vertunni. Tutti e tre saranno oggetti di riqualificazione grazie al bando internazionale Reinventing Cities, iniziativa di C40 Cities giunta alla terza edizione, che affronta la necessità di cambiare il modo in cui le città sono progettate e costruite in risposta all’emergenza climatica. Il bando intende infatti riqualificare zone abbandonate attraverso sviluppi urbanistici a impatto zero.

Roma è una delle 12 città che a livello mondiale parteciperanno all’iniziativa 2022, che vuole dimostrare come la collaborazione tra pubblico e privato possa porre le basi per uno sviluppo a basse emissioni di carbonio e dare alle comunità la possibilità di vivere in modo più sostenibile. Tra le città partecipanti, oltre a Roma, figurano Bologna, Napoli e Milano, oltre a Bristol, Houston, Izmir, Lione, Montréal, Phoenix, San Francisco e San Paolo.

Rigenerazione urbana a Roma: da Mira Lanza all’Appia Antica

Veniamo ai tre progetti di rigenerazione urbana di Roma. Il primo riguarda l’ex complesso della Mira Lanza, storica azienda italiana di detersivi (chi non ricorda il celebre ritornello dell’Olandesina, in Carosello?). Oggi quello che rimane dello stabilimento romano è un complesso di archeologia industriale tutelato dal codice dei Beni culturali, che versa nel degrado. La riqualificazione include le aree libere che circondano gli edifici dismessi della ex fabbrica e la realizzazione del parco Papareschi, pensato come area di verde pubblico attrezzato per la riqualificazione del quartiere. Le proposte dovranno favorire l’inclusione sociale attraverso la dotazione e caratterizzazione di spazi, attrezzature e servizi, seguendo il modello della “città dei 15 minuti”, modello avviato a Parigi, “e generando opportunità d’impiego lavorative sul territorio”, afferma lo stesso Comune di Roma in un comunicato.

L’area Appia Antica – Casal Rotondo (mausoleo romano lungo la celebre via, di proprietà di Fs Sistemi Urbani), si sviluppa su una superficie di circa 110mila mq posta nel Parco Regionale dell’Appia Antica, l’area protetta urbana più estesa d’Europa. In occasione della presentazione del progetto, giunto alla terza edizione, il gruppo Fs ha fatto sapere di voler mettere a disposizione i propri asset immobiliari e fondiari non più strumentali all’esercizio ferroviario, coinvolgendo cittadini, operatori economici e amministrazioni pubbliche. Come ha specificato l’amministratore delegato di Fs Sistemi Urbani, Umberto Lebruto, l’area di Casal Rotondo “rappresenta una cerniera tra zone molto rilevanti della città lungo la linea ferroviaria Roma-Formia-Napoli. Un patrimonio con diverse possibilità di sviluppo e sfruttamento degli spazi pubblici, come ad esempio la predisposizione di percorsi all’aria aperta”.

Poco distante dalla stazione di Torricola, rappresenta un sito unico di grande valore storico e pregio paesaggistico. L’area, oltre a offrire la possibilità di dar vita a una forma di rigenerazione culturale, punta a concretizzare e rafforzare una connessione sul territorio.

L’idea per rilanciare l’ex scuola e il complesso industriale

L’ex scuola di via Vertunni, terzo sito oggetto della iniziativa di rigenerazione urbana, è un complesso mai terminato. Oggi versa in stato di abbandono e la riqualificazione rappresenta il recupero di uno spazio sottratto al quartiere e fonte di degrado.

Il compendio immobiliare viene messo a bando questa volta in alienazione e non in concessione come nella precedente edizione, “per favorire la sostenibilità economica degli eventuali investimenti sul bene”, specifica ancora il Comune capitolino. Seguendo un principio simile, si è deciso di mettere a bando l’ex Mira Lanza senza paletti economici preliminari. Nella precedente edizione, al contrario, veniva chiesto un canone di concessione di circa 8 milioni di euro per 50 anni, oltre ai costi di bonifica del sito, ai costi per la realizzazione del parco pubblico Papareschi e ai costi di realizzazione dell’intervento di recupero.

Sia l’ex complesso industriale dell’azienda di detersivi sia il complesso scolastico mai terminato erano stati candidati anche nella precedente edizione del bando, ma ricevettero poche manifestazioni di interesse, poi nessuna proposta finale. Roma Capitale, facendo seguito all’obiettivo primario di bonificare, recuperare e rifunzionalizzare queste due aree, ha deciso di proporle nuovamente con queste importanti novità.

Le manifestazioni di interesse potranno essere inviate entro il prossimo 20 settembre; a ottobre saranno annunciati i finalisti che dovranno inviare le loro proposte finali entro aprile 2023; a giugno 2023 saranno annunciati i vincitori.

Rigenerazione urbana a Bologna e Napoli

Il progetto di rigenerazione urbana che interessa Bologna riguarda l’area Ravone – Prati, ubicato nella zona nord ovest del capoluogo emiliano-romagnolo a circa 3 chilometri dal centro cittadino. Si tratta di aree che nel tempo hanno avuto diverse destinazioni d’uso, tra cui abitazioni e infrastrutture ferroviarie.

La nuova fermata del Servizio Ferroviario Metropolitano di Prati di Caprara, che sta sorgendo proprio all’interno del compendio, è al cuore dello sviluppo dell’area e fungerà da nodo di mobilità per Bologna, oltre che da collegamento ciclopedonale urbano. Di conseguenza, il progetto dovrà tenere conto dell’infrastruttura ferroviaria esistente per proporre soluzioni finalizzate alla rigenerazione urbana e al mantenimento di un collegamento fisico e funzionale tra le aree a nord e a sud del comparto.

Elementi di valore per l’area in concorso sono la vicinanza alle ex aree militari dei Prati di Caprara, soggetti di un importante processo di rinaturalizzazione, e l’appartenenza al più ampio programma di rigenerazione urbana denominato “Città della Conoscenza”, che collega i principali poli di ricerca e innovazione con le aree in trasformazione.

A Napoli sono due i siti interessati dal bando Reinventing Cities: Villa Ebe e quello che una volta era il Centro Polifunzionale di Piscinola. La prima è un edificio neogotico progettato dall’architetto britannico Lamont Young realizzato nel 1920, acquistato nel 1997 dal Comune di Napoli. Si trova in una delle zone più antiche della città, ubicata nell’area di Monte Echia è un costone tufaceo alto circa 60 metri che si affaccia sul lungomare nei pressi di Castel dell’Ovo. Su questo sito fu fondato l’antico nucleo della città di Palepoli, da cui discese la città di Napoli. L’area di interesse comprende, oltre a Villa Ebe, le rampe cinquecentesche che dalla zona dei grandi alberghi sul lungomare salgono sulla collina di Pizzofalcone e il belvedere in cima al Monte Echia, compresa l’area archeologica del I secolo a.C. costituita dai resti della villa di Lucio Licinio Lucullo.

Il Centro Polifunzionale di Piscinola è un complesso oggi in disarmo, mentre in passato è stato un centro di attività e, a partire dal 1988, un luogo di ritrovo per i giovani. La struttura sorge nella periferia nord della città ed è composta da una palestra, una piscina e altre strutture sportive, oltre a spazi per uffici, attività culturali ed educative. Il complesso si trova nel quartiere di Scampia/Piscinola. Il complesso ospita tuttora la biblioteca comunale “Domenico Severino”, che possiede uno dei più grandi fondi librari della città, e il teatro Area Nord, luogo di aggregazione urbana.

Milano, sei aree in Reinventing Cities: spazio ad alloggi Ers

La Giunta Comunale di Milano ha dato l’ok per la partecipazione del Comune alla terza edizione del programma internazionale Reinventing Cities indetto da C40 – Cities Climate Leadership Group. Per questo turno sono state messe a bando sei aree per la vendita e per il diritto di superficie. Si tratta di un’area sita in via Pitagora, da 4.800 metri quadri in cui si prevede la realizzazione edilizia residenziale sociale in locazione a prezzi accessibili, affiancata da quote di edilizia residenziale pubblica. La seconda area si trova in piazza Martesana, ampia 11.700 mq dove è prevista la riqualificazione dello spazio attraverso l’inserimento di mix funzionali e sociali con Ers in locazione a prezzi accessibili. Il terzo sito riguarda il progetto Zama-Salomone, in collaborazione con Aler Milano che ha messo a disposizione del bando il diritto di superficie di un’area di 16mila mq in cui saranno realizzati alloggi Ers. L’area di Abbiategrasso (7.940 mq di superficie) sarà interessata da una riqualificazione dello spazio anche in questo caso con edifici in edilizia residenziale sociale; alla Bovisasca è sita la quinta area (1.880 mq) che sarà connessa alla trasformazione attigua del progetto MoLeCoLa e prevedrà anche in questo caso la realizzazione di Ers in affitto. Infine Certosa 186, area di 4.200 mq vedrà la nascita di edifici Ers e anche la depavimentazione al fine di potenziare l’accessibilità agli assi viari circostanti. Non solo: togliere asfalto e cemento per creare nuove aree verdi con piante e alberi è un intervento utile per rendere le città più green e più resilienti, contribuendo a ridurre le cosiddette “isole di calore”.

 

 

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