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Nuovo bando Parco Agrisolare, c’è tempo fino al 12 ottobre

È aperto da pochi giorni il bando per accedere al secondo round di sostegno per la realizzazione di parchi agrisolari. La dotazione complessiva è di 1 miliardo di euro.

 

di Roberto Antiseri

 

Il 12 settembre si è riaperto il bando Parco Agrisolare promosso dal ministero dell’Agricoltura della sovranità alimentare e delle foreste per la realizzazione di impianti fotovoltaici su edifici agricoli. La misura rientra nelle disposizioni previste dal Dm 19 aprile 2023 nell’ambito del Pnrr attuandone la Missione 2, Componente 1, Investimento 2.2 denominato appunto “Parco Agrisolare”.

Il bando prevede il sostegno finanziario di progetti che riguardano l’acquisto e la posa in opera di pannelli fotovoltaici con potenza fino a 1.000 kWp sulle coperture di fabbricati strumentali all’attività delle imprese agricole, compresi quelli destinati alla ricezione e ospitalità nell’ambito dell’attività agrituristica.

Oltre all’installazione dei pannelli, il bando incentiva gli interventi di miglioramento dell’efficienza energetica delle strutture eseguiti contestualmente, come la rimozione ad esempio e lo smaltimento dell’amianto, l’isolamento termico dei tetti e la realizzazione di un sistema di aerazione connesso alla sostituzione del tetto. Saranno inoltre ammesse le spese per l’acquisto e la posa dei moduli fotovoltaici, la realizzazione di sistemi di accumulo e i costi di connessione alla rete.

Le novità del nuovo bando

Questo secondo round del bando Parco Agrisolare presenta alcune novità interessanti: innanzitutto l’incremento dell’intensità di aiuto massimo concedibile che può ora raggiungere fino all’80% per le imprese della produzione agricola primaria e della trasformazione agricolo in agricolo. Ma una delle novità maggiori è rappresentata dall’introduzione della nuova fattispecie di autoconsumo condiviso e dalla partecipazione di imprese in forma aggregata. Infine, oltre alla possibilità di realizzare impianti con potenza fino ad un massimo di 1.000 kWp per singolo impianto, vi è anche il raddoppio della spesa massima ammissibile per sistemi di accumulo fino a 100.000 euro e il raddoppio della spesa massima ammissibile per dispositivi di ricarica fino a 30.000 euro. La spesa massima concedibile per singolo beneficiario è ora pari a 2.330.000 euro.

La dotazione finanziaria

Le risorse previste per il bando ammontano a circa 1 miliardo di euro, così suddivisi: circa 700 milioni di euro per il settore della produzione agricola primaria; 75 milioni per il settore della produzione agricola primaria senza vincolo di autoconsumo; 150 milioni per il settore della trasformazione di prodotti agricoli e infine 75 milioni per il settore della trasformazione di prodotti agricoli in non agricoli.

Chi può accedere al bando

Esattamente come avvenuto nel precedente bando, potranno usufruire degli incentivi tutti gli imprenditori agricoli, in forma individuale o societaria, le imprese agroindustriali, le cooperative agricole e i consorzi e tutti i soggetti appartenenti a queste categorie e costituiti in forma aggregata, come le associazioni temporanee di imprese, i raggruppamenti temporanei di impresa, le reti d’impresa e le comunità energetiche rinnovabili.

Si tratta di una platea di oltre 5mila imprese potenziali, come documentato dalla ricerca realizzata da Crif-Centrale Rischi Finanziari, l’agenzia bolognese che fornisce supporto all’erogazione e alla gestione del credito, che ha voluto indagare quante e quali fossero le imprese agricole già pronte ad accedere ai fondi del bando.

Sono tuttavia esclusi dalla possibilità di accedere al bando i soggetti esonerati dalla tenuta della contabilità Iva e aventi un volume di affari annuo inferiore a 7mila euro.

L’ammontare del contribuito a fondo perduto

Tra le novità più importanti del nuovo bando c’è soprattutto l’incremento del contributo a fondo perduto che, per le imprese agricole attive nella produzione primaria, sarà erogato fino all’80% delle spese con vincolo di autoconsumo, anche condiviso. Il contributo a fondo perduto scende invece al 30% se non c’è vincolo di autoconsumo, con maggiorazione del 20% per le piccole imprese e del 10% per le medie imprese.

Il fondo perduto fino all’80% rimane invece per le imprese della trasformazione di prodotti agricoli senza vincolo di autoconsumo, mentre per le imprese dell’agroindustria, ossia quelle della trasformazione di prodotti agricoli in non agricoli, il contributo a fondo perduto è pari al 30% in assenza di autoconsumo, anche in questo caso con maggiorazioni del 20% e e del 10%, rispettivamente per le piccole imprese per le medie imprese.

I contributi saranno erogati in un’unica soluzione a conclusione dell’intervento, anche se il decreto del 19 aprile prevedeva la richiesta di un anticipo fino al 30% dell’importo, a fronte della presentazione di idonea garanzia fideiussoria rilasciata da primari istituti bancari o assicurativi.

Modalità di presentazione della domanda di contributo

Le proposte dovranno essere presentate esclusivamente tramite la piattaforma informatica predisposta dal Gse, Gestore dei servizi energetici, all’indirizzo www.gse.it a decorrere fino alle ore 12:00 del 12 ottobre.

Per informazioni più dettagliate è possibile scaricare l’ampia documentazione informativa direttamente dal sito internet del Masaf.

 

 

 

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