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Nel portafoglio Horizon Europe l’Africa riveste un ruolo prioritario per imprese, enti e università. Le call dedicate coprono cinque direttrici fondamentali: servizi meteo-climatici e gestione del rischio, filiere agroalimentari e nexus acqua–nutrienti–energia, dimostratori energetici su scala reale, salute globale con rafforzamento strutturale in Sub-Saharan Africa, alleanze culturali e innovazione nelle industrie culturali e creative.
C’è un cambio di passo evidente: nelle call 2026–2027 l’Africa non è più trattata come “campo di applicazione” di soluzioni progettate altrove ma come co-protagonista di programmi e dimostratori in cui contano governance, filiere, competenze e sostenibilità finanziaria. La Commissione spinge su partenariati Au-Ue che siano misurabili nei risultati e credibili nella distribuzione di ruoli e budget, premiando approcci multi-attore, strumenti di capacity building e quando serve meccanismi a cascata per far arrivare risorse a territori e beneficiari finali. Questo si traduce in una domanda semplice ma decisiva: il progetto “porta qualcosa” in Africa o costruisce davvero capacità e valore con l’Africa?
Clima e rischio
Il pacchetto clima lavora su un tema che in Africa è simultaneamente scientifico e politico: ridurre l’incertezza, soprattutto su precipitazioni ed eventi estremi, per trasformare modelli e dati in decisioni operative. Horizon-cl5-2026-07-d1-05 (scadenza 15 aprile 2026) è una Ria in lump sum (100% dei costi di progetto) e mira a migliorare modelli climatici e meteorologici per l’africa con attenzione a hpc e, dove pertinente, metodi Ai/Ml, e con un rigido requisito di partenariato africano.
Horizon-cl5-2027-01-d1-07 (scadenza 4 marzo 2027) sposta invece il baricentro sull’intera catena “comprensione-modellazione-previsione” degli eventi estremi chiedendo strumenti e workflow interoperabili, metriche robuste e gestione dell’incertezza. Ciò che serve per rendere confrontabili scenari e impatti e per alimentare piani di adattamento credibili. Anche in questo caso l’agevolazione è al 100% dei costi di progetto.
Il terzo tassello, Horizon-cl5-2027-01-d1-11 (scadenza 4 marzo 2027), è quello più “programmatico”: cofinanziamento fino al 50%, fstp come attività primaria e joint calls. Qui l’obiettivo non è solo produrre risultati ma costruire un meccanismo stabile di cooperazione e finanziamento Au-Ue sul clima.
Agricoltura e cibo: filiere, perdite, trasformazione e nexus acqua-energia-nutrienti
Se c’è un settore in cui l’UE sta chiedendo con forza una “messa a terra” è proprio l’agrifood: post-raccolto, stoccaggio, trasformazione, governance della filiera e modelli sostenibili di sviluppo locale. Horizon-cl6-2026-02-farm2fork-13 (scadenza 14 aprile 2026) è una Ria lump sum (quindi agevolato al 100%)focalizzata su salute delle piante e riduzione perdite lungo la catena dal campo allo stoccaggio con multi-actor approach obbligatorio e requisito minimo Au nel consorzio (almeno tre entità in stati ua). Qui la logica è chiarissima: senza agricoltori, advisory, autorità pubbliche e attori di filiera dentro il progetto, la proposta non sta in piedi.
Horizon-cl6-2026-02-farm2fork-14 (scadenza 14 aprile 2026) spinge sulla transizione verde nella trasformazione alimentare in Africa, sempre Ria lump sum (quindi agevolato al 100%) ma con un criterio di partenariato ancora più “disegnato”: almeno tre entità stabilite in stati Ua e, in più, almeno due nella stessa regione dell’Unione Africana. Anche qui multi-actor obbligatorio e possibilità di fstp utile per far arrivare micro-grant a imprese, territori e sperimentazioni.
Nel 2027 Horizon-cl6-2027-02-farm2fork-02 (two-stage: prima scadenza 08 aprile 2027, seconda scadenza 14 settembre 2027) entra sul nexus acqua-nutrienti-energia per agricoltura climate-smart. È il tipico topic che premia chi sa mettere insieme competenze tecniche e governance: Non chiede un “pezzo” di soluzione ma un sistema più ampio che regga nel tempo con multi-actor e fstp esplicitamente previsto. Trattandosi di un Csa anche in questo l’agevolazione copre il 100% delle spese di progetto.
Infine Horizon-cl6-2027-02-farm2fork-09 (scadenza 23 settembre 2027) è la csa di sistema del partenariato Au-Ue: meno ricerca “hard” e più coordinamento, uptake, scaling e allineamento tra iniziative. È un topic perfetto per chi ha già reti, programmi, capacità di orchestrazione e bisogno di una cornice operativa per far crescere risultati e partnership. Anche in questo caso, trattandosi di un Csa, l’agevolazione copre il 100% delle spese di progetto.
Energia: dimostrare davvero, arrivare al mercato, costruire filiere locali
per chi lavora sull’energia il topic più “industriale” del pacchetto è Horizon-cl5-2027-02-d3-10 (scadenza 31 marzo 2027): renewable energy valleys in Africa. È una Innovation Action a costi eleggibili (non lump sum), funding rate tipico IA (70% per for-profit, fino al 100% per non-profit) e chiede un dimostratore su scala reale: progettazione, costruzione, commissioning e avvio operativo. Sono necessarie supply chain e Pmi locali, formazione, governance/regolazione, business plan e strumenti di development finance per rendere l’adozione plausibile. Anche il partenariato è vincolato: almeno due beneficiari in almeno due Stati membri Ua, con “coinvolgimento reale” che pesa in valutazione.
Salute globale: capacity building e integrazione digitale nei sistemi reali
Sul fronte salute la linea più africa-centrica passa da Edctp3 con call che sono rafforzamento strutturale di funzioni critiche per la ricerca clinica e l’implementazione nei sistemi sanitari. Horizon-ju-gh-edctp3-2026-03-digit-02 (scadenza 2 settembre 2026) lavora su innovazione digitale e AI per integrare ricerca e assistenza sanitaria nell’Africa sub-sahariana con capacity building, retention di competenze e messa a terra di soluzioni nei contesti reali.
Horizon-ju-gh-edctp3-2026-03-serp-01 (scadenza 2 settembre 2026) è la call “infrastrutturale”: training & innovation networks su etica, regolatorio e farmacovigilanza, con strumenti e piattaforme (anche digitali) che alzano la qualità e l’affidabilità del ciclo dei trial e della sorveglianza. È un tipico investimento che fa da moltiplicatore.
Per entrambe le call la percentuale di agevolazione è 100% (sono CSA, finanziamento fino al 100% dei costi previsti).
Alleanze culturali e icc: africa come requisito di partenariato
Nel blocco Heritage/Icc il topic Horizon-cl2-2026-01-heritage-05 (scadenza 23 settembre 2026) è particolarmente interessante perché introduce un requisito geopolitico esplicito: il consorzio deve includere almeno tre entità (beneficiari) provenienti da almeno una delle regioni target tra cui l’Africa, che risultano eccezionalmente eleggibili a finanziamento Ue. Il progetto è una Ria in lump sum (100% dei costi ammissibili) e punta a costruire partnership paritarie e pilot/dimostratori per innovazione Icc oltre confine o relazioni culturali internazionali orientate alla resilienza globale.
L’Africa come architettura di progetto
Oggi l’Africa nelle call europee non è più una “dimensione internazionale” da inserire a fine corsa ma un’architettura di progetto. Entra nei requisiti di partenariato, plasma la governance e la distribuzione del budget, determina l’impostazione tecnica e la credibilità dell’impatto. In molti topic è una condizione di eleggibilità e, sempre più spesso, è la linea che separa le proposte convincenti da quelle deboli. Non conta “avere un partner africano” ma costruire con l’Africa un percorso verificabile di risultati, adozione e capacità che resti in piedi anche dopo il finanziamento.
