Scade il 1° marzo il bando per assegnare i beni confiscati alle mafie agli enti del Terzo settore per progetti di prevenzione e riabilitazione in materia di dipendenze.
di Diego Pietanza
Sta per chiudersi l’avviso pubblico per l’individuazione di enti e associazioni cui assegnare a titolo gratuito beni immobili confiscati alle mafie per la realizzazione di progetti di prevenzione, cura e riabilitazione in materia di dipendenze comportamentali e da sostanze. La misura è promossa dall’Anbsc, Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata e permetterà il riuso di strutture confiscate in coerenza con i dettami del Codice antimafia.
A chi si rivolge
Lo scopo ultimo del bando è la valorizzazione degli immobili confiscati permettendo alle comunità colpite dal fenomeno mafioso di riappropriarsi delle risorse sottratte illecitamente alla collettività. Per ottenere quest’obiettivo l’Anbsc mette questi beni al servizio della cittadinanza attiva attraverso l’incentivazione del protagonismo di quegli enti del Terzo settore in grado di conciliarne il riuso con il raggiungimento della prevenzione, della cura e della riabilitazione in materia di dipendenze, intercettando soggetti di tutte le fasce di età affetti o a rischio di sviluppare dipendenze patologiche da gioco d’azzardo, sostanze alcoliche, stupefacenti o psicotrope. Possono quindi partecipare al bando i soggetti iscritti al Registro unico nazionale del Terzo settore che svolgono, da atto costitutivo o per statuto, attività e servizi coerenti con l’oggetto del bando e che sono in possesso dei requisiti di idoneità per stipulare convenzioni con la pubblica amministrazione, con particolare riferimento ai requisiti antimafia. I soggetti del Terzo settore interessati a partecipare al bando devono inoltre essere formalmente costituiti da almeno tre anni e aver svolto nell’ultimo triennio almeno un servizio analogo a quello oggetto della domanda di partecipazione
Le diverse aree di intervento
I progetti potranno svilupparsi secondo diverse linee di azione che spaziano dai servizi di ascolto, counselling informativo ed accompagnamento psicologico, anche telefonico, fino agli interventi di prevenzione e di avvio a percorsi di reinserimento sociale e lavorativo. Tra le linee di azione sono comprese anche le azioni volte a favorire la socializzazione degli utenti delle comunità terapeutiche, così come i percorsi, anche a carattere residenziale, di prevenzione, cura e riabilitazione in materia di dipendenze, e tutte le iniziative volte alla prevenzione di fenomeni di violenze di gruppo correlate alle dipendenze patologiche. I progetti dovranno assicurare il coinvolgimento di operatori formati ed esperti, in possesso delle competenze e delle qualifiche professionali richieste dalla legge per lo svolgimento delle attività previste. Dovrà inoltre essere previsto il coinvolgimento di almeno uno psicologo e di un medico. In caso di raggruppamenti temporanei i requisiti di capacità tecnica e professionale devono essere posseduti almeno dal capofila, il quale dovrà realizzare almeno il 60% delle attività e delle relative spese previste nella proposta progettuale.
La dotazione finanziaria e i lotti disponibili
L’Anbsc compartecipa alla fase di startup dei progetti selezionati con la messa a disposizione di un contributo finanziario complessivo di 1 milione di euro per iniziative di riuso di ben 83 lotti sparsi in tutta Italia. Il contributo sarà erogato ai progetti maggiormente meritevoli, sulla base della graduatoria di merito, fino a esaurimento del plafond stanziato, nella misura del 20% del valore della proposta progettuale, come comprovato nell’ambito del Piano economico-finanziario, e comunque fino a un importo massimo di 50mila euro. I lotti individuati dall’agenzia verranno assegnati gratuitamente per la durata di 10 anni, rinnovabile una sola volta al termine del primo decennio ed è fatto espresso divieto di subassegnare i beni ad altri soggetti sotto qualsiasi forma o a mezzo di qualsivoglia strumento giuridico.
Presentazione della domanda e scadenze
I progetti dovranno essere presentati per posta ordinaria entro le ore 12:00 del 1° marzo in unico plico trasmesso con raccomandata all’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, via Ezio 12/14, 00192 Roma. Per informazioni più dettagliate sulle modalità di presentazione della domanda consultare il documento ufficiale del bando.
I soggetti interessati a partecipare al bando possono chiedere ulteriori informazioni e chiarimenti entro e non oltre i cinque giorni antecedenti la deadline all’indirizzo mail bandoterzosettore@anbsc.it.