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Agricoltura 4.0: la digitalizzazione crea inclusività

La crescente penetrazione di tecnologie digitali in agricoltura contribuisce alla modernizzazione del settore e apre anche a una maggiore partecipazione femminile. L’esempio di xFarm Technologies.

 

di Andrea Ballocchi

 

Cresce la digitalizzazione in agricoltura: nel corso del 2022, come rilevato dall’Osservatorio Smart Agrifood della School of Management del Politecnico di Milano, ha superato i 2 miliardi di euro con uno sviluppo del 31% rispetto all’anno precedente. L’Agricoltura 4.0 è ormai determinante per lo sviluppo economico dell’Italia, ma anche per lo stesso mondo agricolo. Non solo, la digitalizzazione dell’agricoltura rende più inclusivo un settore ancora molto tradizionale. Basti guardare alla presenza femminile: sono più di 820mila le lavoratrici in agricoltura, ossia circa il 30% del totale delle persone occupate nel settore. Ancora troppo poche. D’altro canto, le donne capo azienda sono il 31,5%, un dato comunque abbastanza buono.

A cambiare le cose, aumentando la partecipazione delle donne, anche giovani, nel settore agricolo, contribuisce xFarm Technologies, tech company specializzata nella realizzazione di prodotti per l’Agricoltura 4.0, dai sensori Iot alla piattaforma digitale disponibile sia come app che come web app. «In xFarm Technologies, la ricerca di nuove risorse è sempre attiva e auspichiamo di poter accogliere negli anni sempre più donne, siamo infatti convinti che la diversità non possa che essere un valore aggiunto all’interno di ogni organizzazione», segnala Elisa Mancini, head of people in xFarm Technologies.

Digitalizzazione in agricoltura, come è nata xFarm Technologies

Azienda italo-svizzera, xFarm Technologies è nata da un’idea di Matteo Vanotti, il cofondatore e Ceo, ingegnere e al tempo stesso imprenditore agricolo. Ha unito la propria conoscenza e formazione alla passione per l’agricoltura, con l’obiettivo di contribuire ad un’agricoltura più sostenibile, attraverso il digitale. Da questi presupposti xFarm è partita per sviluppare nuovi prodotti e servizi digitali che permettessero una gestione semplice ed efficace delle aziende agricole. «Si era reso conto che la digitalizzazione, che aveva investito molti settori, non aveva ancora coinvolto il settore agricolo. Quindi, ha cominciato a porre le basi perché il suo desiderio di digitalizzare questo settore potesse concretizzarsi», racconta Elisa Mancini.

Nel 2021 Vanotti incontra Matteo Cunial, attuale cofounder e Chief revenue officer dell’azienda, anche lui impegnato nell’impresa agricola familiare, che al tempo aveva sviluppato una startup focalizzata sull’efficientamento irriguo. Da questo incontro è nata xFarm Technologies, che oggi è specializzata nello sviluppo di software e sensori in grado di contribuire a facilitare la vita sia al singolo imprenditore agricolo, ma anche alle grandi aziende agroalimentari, «perché i nostri clienti sono sì gli agricoltori, ma anche le grandi food company che devono gestire intere filiere, nonché costruttori di macchinari e attrezzature agricole o aziende che offrono servizi».

Nelle fasi iniziali, xFarm si è affermata anche grazie agli incentivi statali per l’Agricoltura 4.0, che hanno contribuito alla crescita aziendale. La finanza agevolata, quindi, si conferma un abilitatore per sostenere le aziende, specie le giovani realtà.

Il valore della digitalizzazione per l’inclusività

Come si innesta la digitalizzazione sull’inclusività? «Ho la fortuna di lavorare in xFarm Techonologies da quasi un anno. La trovo un’azienda molto bella dal punto di vista delle risorse umane e della cultura organizzativa. È una realtà giovane, ormai passata da startup a scaleup, che dal punto delle human resource conta su giovani preparati, dal grande spessore umano e culturale». L’inclusività è parte del Dna dell’azienda sin dalla nascita. «In xFarm non c’è bisogno di avviare iniziative specifiche per agevolare il tema dell’inclusività perché qui tutti possono fare la differenza, si dà spazio a criteri meritocratici. Qui contano principalmente le attitudini personali». Se si guarda l’organico, sono 19 le figure femminili al suo interno, un numero cresciuto sensibilmente nel tempo, contando anche su diverse posizioni manageriali tra cui, oltre a Elisa Mancini, anche la figura dell’head of product, ricoperta da Camilla Comaschi.

La digitalizzazione abbatte le barriere

«Il vero significato dell’inclusività sta nel fornire la possibilità, a una donna o a un uomo, di svolgere la stessa mansione grazie alle loro capacità», continua Mancini. «La digitalizzazione, in realtà, ha agevolato tutti. Credo che le donne abbiano capacità organizzative, gestionali, imprenditoriali più spiccate, per natura, e sono convinta che la digitalizzazione faccia cadere molte barriere. Quindi, se finora la partecipazione femminile era ostacolata dal pregiudizio o dal fatto che quello agricolo è un settore molto tradizionale, la digitalizzazione rende tutti uguali. Chiunque può usare strumenti hardware e software: la digitalizzazione permette di far cadere le differenze, le barriere, è inclusiva di natura e porta a valorizzare le differenze piuttosto che a renderle un ostacolo».

Sud Italia ed Europa: la digitalizzazione dell’agricoltura passa da qui

Resta il fatto che ci sono aree che hanno un particolare bisogno di sviluppare la digitalizzazione in agricoltura. Se in Italia il 45% delle imprese è ancora alla prima generazione, nel Meridione si arriva al 59%. Tuttavia il Mezzogiorno è l’area d’Italia con il maggior numero di aziende agricole a conduzione femminile, con una quota superiore al 50%, secondo i dati Ismea.

«Pur essendo un contesto agricolo molto diverso rispetto al Nord Italia, il Meridione sta crescendo. In xFarm Technologies ci sono diversi colleghi che si occupano di questi areali, dove sono presenti numerose eccellenze che possono giovare delle tecnologie di Agricoltura 4.0. Per raggiungere questi territori lavoriamo molto anche sulla sensibilizzazione e sulla formazione, per esempio con il progetto xFarm Education, volto a formare gli studenti di scuole, università e Its in tutto il territorio nazionale».

Il futuro di xFarm Technologies sarà sempre più rivolto anche all’estero, puntando sulla diffusione della digitalizzazione in agricoltura, partendo dal presupposto che in Europa nel 2021 solo il 6% della superficie agricola era coltivata con tecnologie smart.

 

 

 

 

 

 

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