|
Preferisci ascoltare? Clicca play!
Getting your Trinity Audio player ready...
|
È stato pubblicato online nei giorni scorsi il decreto ministeriale n. 124. Con questo provvedimento, nel triennio 2025-2027 gli Enti del Terzo Settore (ETS), siano essi Reti Nazionali o realtà regionali, potranno contare su 141 milioni di euro per finanziare iniziative e progetti finalizzati al perseguimento degli interessi generali individuati dall’art. 5 del D.Lgs. 117/2017.
A delineare l’ammontare complessivo delle risorse, la loro ripartizione e le priorità di intervento è stato lo schema di atto di indirizzo firmato dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone, lo scorso 7 agosto e ora reso disponibile sul portale istituzionale del Ministero.
Il decreto, previsto dagli articoli 72 e 73 del Codice del Terzo Settore, è stato adottato a seguito dell’intesa raggiunta in sede di Conferenza permanente Stato-Regioni. Lo scopo dichiarato è quello di rafforzare il modello di regolazione promozionale previsto dal Codice, sostenendo la crescita autonoma degli ETS sia in termini organizzativi sia nell’ampliamento delle attività statutarie di interesse generale, così da rispondere meglio ai bisogni emergenti delle comunità.
La novità principale: la valutazione di impatto sociale
Una delle innovazioni più significative contenute nell’atto riguarda l’obbligo, per i progetti di rilevanza nazionale, di predisporre un rapporto di valutazione dell’impatto sociale. Come si legge nel testo:
Il rafforzamento della capacità organizzativa degli ETS e la costante crescita del loro coinvolgimento nelle politiche pubbliche, grazie all’inveramento degli istituti dell’amministrazione condivisa di cui all’articolo 55 del d.lgs. n. 117/2017, rendono quanto mai opportuno introdurre, in relazione alle attività di interesse generale sussidiate a livello nazionale, meccanismi applicativi della misurazione dell’impatto sociale generato sulle comunità di riferimento dall’implementazione di dette attività, in linea con quanto previsto dal D.M. 23 luglio 2019, recante “Linee guida per la realizzazione di sistemi di valutazione dell’impatto sociale delle attività svolte dagli enti del Terzo settore”, adottato in attuazione della previsione contenuta nell’articolo 7, comma 3, della legge 6 giugno 2016, n. 106. L’importanza della gestione e della misurazione dell’impatto sociale è stata peraltro ripresa anche a livello europeo, in quanto a tale tematica è dedicato spazio significativo nella Raccomandazione 13287/23 del Consiglio UE sullo sviluppo delle condizioni quadro dell’economia sociale. La valutazione di impatto sociale costituisce un elemento di grande importanza: da un lato, infatti, ogni organizzazione genera nel breve, medio e lungo periodo effetti di cambiamento capaci di incidere sulle condizioni delle persone e delle comunità; dall’altro, questo discorso assume pregnanza particolare per gli ETS, in quanto, per espressa previsione legislativa, compartecipi, assieme ai soggetti pubblici, nella realizzazione dell’interesse generale.
Le risorse e la loro distribuzione
Le risorse disponibili ammontano complessivamente a 141.307.766,49 euro. Di queste, circa 41,5 milioni di euro saranno riservati a iniziative di rilevanza nazionale nel triennio considerato.
La ripartizione regionale segue criteri prestabiliti:
- 30% come quota fissa;
- 20% sulla base della popolazione residente al 1° gennaio 2025 (fonte Istat);
- 50% in funzione del numero di ETS iscritti al RUNTS.
Tabella della distribuzione regionale
| Regione | 2025 (€) | 2026 (€) | 2027 (€) | Totale triennio (€) |
|---|---|---|---|---|
| Abruzzo | 661.602 | 783.892 | 866.484 | 2.311.978 |
| Basilicata | 453.621 | 537.467 | 594.096 | 1.585.184 |
| Calabria | 752.977 | 892.157 | 986.156 | 2.631.290 |
| Campania | 1.365.743 | 1.618.186 | 1.788.680 | 4.772.609 |
| Emilia-Romagna | 1.536.815 | 1.820.881 | 2.012.728 | 5.370.424 |
| Friuli-Venezia Giulia | 655.799 | 777.017 | 858.884 | 2.291.700 |
| Lazio | 1.735.698 | 2.056.525 | 2.273.200 | 6.065.423 |
| Liguria | 658.475 | 780.188 | 862.388 | 2.301.051 |
| Lombardia | 2.413.115 | 2.859.155 | 3.160.396 | 8.432.666 |
| Marche | 737.397 | 873.697 | 965.750 | 2.576.844 |
| Molise | 392.848 | 465.462 | 514.502 | 1.372.812 |
| Piemonte | 1.413.687 | 1.674.993 | 1.851.470 | 4.940.150 |
| Puglia | 1.148.439 | 1.360.717 | 1.504.082 | 4.013.238 |
| Sardegna | 636.892 | 754.615 | 834.122 | 2.225.629 |
| Sicilia | 1.240.103 | 1.469.324 | 1.624.132 | 4.333.559 |
| Toscana | 1.493.205 | 1.769.209 | 1.955.612 | 5.218.026 |
| Umbria | 585.210 | 693.381 | 766.436 | 2.045.027 |
| Valle d’Aosta | 344.048 | 407.642 | 450.592 | 1.202.282 |
| Veneto | 1.429.778 | 1.694.059 | 1.872.544 | 4.996.381 |
| Totale Nazionale Regionale | 19.655.452 | 23.288.567 | 25.742.254 | 68.686.273 |
Collaborazione fiduciaria e sussidiarietà
Il decreto sottolinea inoltre il principio di “collaborazione fiduciaria” tra Stato ed ETS, in applicazione del principio di sussidiarietà sancito dalla Costituzione. Il testo recita:
Il presente atto di indirizzo costituisce ulteriore momento rilevante di applicazione del principio costituzionale di sussidiarietà, colto nella sua duplice accezione: orizzontale, attraverso la diffusione della cultura del volontariato, la valorizzazione del ruolo e del coinvolgimento attivo dei diversi enti del Terzo settore, sostenendone anche le capacità organizzative; verticale, affinché l’enunciata finalità promozionale degli enti del Terzo settore continui ad essere perseguita secondo un approccio basato sul canone della leale collaborazione, a partire dalla dimensione regionale e fino a coinvolgere la dimensione nazionale.
Prossimi passi
Secondo la tempistica indicata, l’avvio dei bandi di rilevanza nazionale è previsto per la metà di ottobre 2025, mentre quelli regionali seguiranno a partire dal 2026.
