La sostenibilità è ovunque, nei bilanci aziendali, nei bandi europei, negli slogan delle campagne pubblicitarie, finché non diventa quasi un rumore di fondo. Eppure ci sono realtà come il Festival dell’Ecologia Integrale a Montefiascone, in provincia di Viterbo, che aiutano ad accorgersi che la sostenibilità è reale, ben oltre la retorica.
Il fil rouge di questa edizione è «Oltre i deserti», un titolo che allarga lo sguardo rispetto al modo in cui siamo soliti pensarla, quello dei ghiacciai che si sciolgono o delle foreste che bruciano. I deserti, in questo contesto, sono una metafora: territori che si spopolano, scuole che chiudono, imprese che se ne vanno1.
L’ecologia integrale, quella di cui parlava Papa Francesco2 nella Laudato si’, non separa mai la cura dell’ambiente dalla cura delle persone. Sono due finestre della stessa casa comune. Ed è proprio all’interno della kermesse che è stato riconosciuto il premio “Custode della Casa Comune” a Errico Formichella, Sabrina Saccomandi, Giuseppe Bellantoni e Ciro Ferrara. Un riconoscimento che rappresenta un buon punto da cui partire per ragionare su cosa significhi davvero, oggi, essere sostenibili3.

Sef consulting di Errico Formichella4 opera nel mondo della finanza agevolata, dei bandi, della consulenza strategica per imprese ed enti pubblici. Un ambito apparentemente tecnico, burocratico, lontano dall’immagine romantica che spesso associamo alla parola sostenibilità. E invece è proprio lì, in quel lavoro fatto di pratiche, scadenze e numeri, che si decide spesso se un territorio riesce a intercettare le risorse per crescere. Aiutare un’impresa a trovare i fondi giusti, a strutturare un progetto solido, non è solo un servizio tecnico vuol dire assumersi la responsabilità di decidere, in parte, quale futuro avrà la possibilità di prendere forma e quale resterà solo su carta. A tal proposito la motivazioni del premio è esplicativa del modus operandi di Sef Consulting, «per la propria visione glocal dello sviluppo ambientale, coniugando etica, cultura e sviluppo economico»5. La sostenibilità, dunque, è anche nella capacità di far incontrare l’opportunità pubblica con il bisogno reale di un territorio, senza perdere di vista né l’una né l’altro.

Sabrina Saccomandi, consigliera delegata e direttrice generale di Bonifiche Ferraresi Research, è impegnata nella ricerca e nello sviluppo a servizio della filiera agroindustriale. In questo contesto la sostenibilità evoca, secondo l’immaginario collettivo, i campi, le filiere e l’innovazione agricola. ll punto interessante, invece, non è la tecnologia in sé, quanto il modo in cui viene messa al servizio delle persone che si occuperanno in futuro di queste filiere. Investire nella formazione delle nuove generazioni in un settore che spesso fatica ad attrarre i giovani, è una scelta che guarda lontano. È la differenza tra innovare per aumentare un fatturato nel breve periodo e innovare per lasciare in eredità un modo di produrre che regga nel tempo.

Giuseppe Bellantoni, CEO di ISS International Spa, è stato premiato per il contributo alla sostenibilità industriale attraverso competenze ingegneristiche e gestione dei processi produttivi.
La sostenibilità che diventa efficienza, sicurezza, capacità di gestire processi complessi senza sprechi e senza rischi.

Il Festival dell’ecologia integrata, inoltre, ha premiato anche Ciro Ferrara. L’ex calciatore è stato riconosciuto per l’impegno della Fondazione «Cannavaro – Ferrara» a sostegno dei minori a rischio e le fasce più vulnerabili della comunità a Napoli e in Campania.
D’altronde non c’è sostenibilità, se c’è disperazione sociale.

La casa comune – che riecheggia il premio stesso – deve essere custodita e i primi a doverne ereditare le fondamenta sono proprio i più giovani, e in particolare quelli che rischiano di restarne fuori. Mettere sullo stesso palco chi lavora per far crescere le imprese e chi si adopera per non perdere per strada un ragazzo in difficoltà è un segnale per ricordare che la sostenibilità sociale è fondamentale, perchè ci sia anche quella ambientale o economica.
Quattro storie diverse, quattro linguaggi diversi, ma il comune denominatore è la sostenibilità. Un’impresa che rispetta l’ambiente, ma spreme il territorio in cui opera non è sostenibile fino in fondo. Una ricerca scientifica che non arriva mai a formare le persone che dovranno portarla avanti si interrompe inevitabilmente. Un progetto finanziato con fondi pubblici che non lascia nulla di duraturo nella comunità che lo ospita ha fallito il suo scopo, anche se i numeri tornano.

La sostenibilità vera si misura nel lungo periodo, su quello che resta quando i riflettori si spengono. Si misura in un territorio che non si svuota, in un’azienda che cresce senza consumare tutto quello che trova intorno a sé, in una generazione che eredita competenze e non solo debiti ambientali o economici, e anche in un ragazzo che trova un progetto in cui credere invece che restare da solo ai margini.
Il Festival dell’Ecologia Integrale, alla sua sesta edizione, si svolge, non a caso, a Montefiascone, un piccolo centro che porta i segni di una storia lunghissima e che, come tanti borghi italiani, conosce bene cosa significhi il rischio di diventare un deserto, nel senso più ampio della parola. E forse proprio nei luoghi più piccoli, più fragili, meno abituati ai clamori, che la parola sostenibilità torna ad avere una responsabilità reale su che tipo di futuro vogliamo lasciare, e a chi.
- Approfondisci la questione dei territori nella rubrica Distretti Armonici di Acta: QUI ↩︎
- A questo proposito si legga l’articolo Fede e impresa: l’eredità di Papa Francesco tra lavoro, economia e sostenibilità di Alessandro Canzian, su Acta: QUI ↩︎
- Per approfondire il tema della Sostenibilità nelle sue diverse declinazione si leggano gli articoli di Esg Insider promossi da Acta: QUI ↩︎
- Gli articoli di Errico Formichella su Acta: QUI ↩︎
- Durante la serata è stato richiamato un caso studio emblematico del modus operandi di Sef Consulting: l’accompagnamento di un’azienda nata nel trattamento dei rifiuti speciali verso un nuovo modello di business fondato su innovazione e sostenibilità.
Il progetto, legato all’esperienza imprenditoriale di Sandro Lavogna, ha riguardato il recupero del polistirolo, materiale critico per il settore dei rifiuti perché leggero, ingombrante e a basso valore economico. Sef Consulting ha contribuito a trasformare questa criticità in un’opportunità industriale lavorando su un processo capace di recuperare, sanificare e ristampare il polistirolo proveniente dal comparto alimentare, agricolo e ittico.
In questo modo un materiale percepito come scarto diventa risorsa generando innovazione di processo, nuova marginalità per l’impresa e una riduzione dell’impatto ambientale sul territorio.
Il lavoro è stato sviluppato con il coinvolgimento dell’INMB, Istituto di Biologia Molecolare della Federico II, e di uno spin-off della Sapienza. Due gli ambiti applicativi richiamati: le seminere agricole, contaminate da terreno e fertilizzanti chimici, e il polistirolo usato nel settore ittico, spesso contaminato dal sangue del pescato.
Per calare il progetto in contesti produttivi concreti sono state coinvolte anche Valli, associazione di riferimento del mondo agricolo, e Assoittica, rappresentativa del comparto ittico italiano. Il caso dimostra come la consulenza direzionale possa andare oltre la ricerca di fondi contribuendo a costruire modelli industriali più competitivi, sostenibili e capaci di produrre ricadute positive per l’impresa e per il territorio. ↩︎
