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Il sostegno previsto dal bando rafforzerà lo sviluppo di videogiochi e le esperienze immersive di qualità da parte delle società di produzione europee, permettendo di ampliare il loro mercato e raggiungere un pubblico globale.
di Alessandro Battaglia Parodi
Varato il bando per lo “Sviluppo di videogiochi e contenuti immersivi” lanciato dall’Unione europea nell’ambito del programma Creative Europe Media, pubblicato in conformità al programma di lavoro Crea Media 2025 e sarà gestito dall’Eacea, European Education and Culture Executive Agency, l’Agenzia europea per l’istruzione e la cultura. L’intento generale della call è quello di riuscire a generare una posizione più forte per gli sviluppatori di videogiochi e per le aziende che producono esperienze immersive grazie allo sviluppo di opere con un alto livello di innovazione e originalità che risultino vincenti sui mercati europei e internazionali.
Gli obiettivi del bando europeo
Creative Europe Media pubblica bandi annuali per varie attività di sviluppo a livello europeo, tra cui quelli relativi all’espansione e rafforzamento dell’industria audiovisiva coprendo una varietà di formati e generi, dai lungometraggi ai cortometraggi, passando per le serie, i documentari e i videogiochi narrativi, e rivolgendosi a un pubblico eterogeneo, tra cui bambini e giovani. Lo scopo di questo specifico bando è supportare lo sviluppo di videogiochi e contenuti immersivi aumentando le capacità progettuali e produttive dei produttori di videogiochi europei, degli studi di Extended Reality e delle società di produzione audiovisiva. L’obiettivo è sviluppare videogiochi ed esperienze immersive interattive che permettano di raggiungere un pubblico globale. Il sostegno intende inoltre migliorare la competitività dell’industria dei videogiochi e di altre società che producono contenuti immersivi interattivi nei mercati interni e internazionali consentendo la conservazione della proprietà intellettuale da parte degli sviluppatori europei.
A chi si rivolge
Il bando è destinato alla grande platea di società di produzione di videogiochi europee, studi Xr o società di produzione audiovisiva che sono residenti negli Stati membri o nei Paesi associati e che sono iscritti al programma Creative Europe. Altre entità provate possono partecipare come partner associati, subappaltatori o terze parti. Sono ammesse a far parte i eventuali consorzi le organizzazioni internazionali, mentre non possono partecipare al bando gli organismi europei a eccezione del Centro comune di ricerca della Commissione europea. Le proposte progettuali devono presentare strategie volte a garantire lo sviluppo di un’industria più sostenibile e rispettosa dell’ambiente, assicurando al tempo stesso l’equilibrio di genere, inclusione, diversità e rappresentatività.
Il budget a disposizione
La dotazione finanziaria del bando è di 7 milioni di euro mentre l’importo massimo della sovvenzione per singolo progetto è di 200mila euro. Il contributo previsto è forfettario e l’importo del sostegno sarà fissato dall’autorità concedente sulla base del budget stimato del progetto e di un tasso di finanziamento del 60%.
Spese ammissibili e natura dei progetti
Il contributo forfettario sostiene solo le attività relative alla fase di preproduzione di videogiochi narrativi ed esperienze immersive narrative interattive, indipendentemente dalla piattaforma o dal metodo di distribuzione previsto. La preproduzione è intesa come la fase che inizia dalla prima idea fino alla consegna del primo prototipo. La fase di produzione inizia una volta che il primo prototipo è reso disponibile e l’avvio della produzione del progetto deve essere programmato almeno 10 mesi dopo la scadenza del bando. Per essere considerata “narrativa”, la storia deve inoltre essere raccontata o mostrata durante l’intero gioco o come esperienza immersiva interattiva, e non solo come introduzione o conclusione. In ogni caso l’opera deve essere destinata allo sfruttamento commerciale. Nel caso in cui la domanda sia presentata (entro il 12 febbraio 2025) da un consorzio di imprese o enti, il coordinatore deve possedere la maggior parte dei diritti relativi al progetto.
Approfondimenti sulla misura a cura di Sef Consulting
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