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Una, dieci, cento lotterie filantropiche

Lotteria Filantropica Italia

Da metà anno partirà la grande Lotteria Filantropica. Nata su impulso della Fondazione Italia Sociale, genererà risorse da destinare agli enti meritevoli del Terzo settore. E incoraggerà quelli che vorranno crearne una.

di Giuseppe Strangolo

È un’iniziativa attesa da molto tempo, quella della Lotteria Filantropica. Nata dalla legge 136 del 17 dicembre 2018 su proposta della Fondazione Italia Sociale, dovrebbe allineare il panorama del non profit italiano a quello di altri Paesi rispetto al grande tema della filantropia privata.
La Fondazione Italia Sociale è un’organizzazione istituita dalla legge di riforma del Terzo settore e la sua mission consiste nell’attirare risorse private da destinare a iniziative sociali. La fondazione, che opera come persona giuridica di diritto privato, non ha alcuno scopo di lucro ed è dotata di autonomia statutaria e gestionale.
Della Fondazione Italia Sociale fanno parte anche altre fondazioni, numerose banche, alcune società di consulenza, università, aziende, studi professionali e un editore. Dal 10 dicembre scorso il testo completo del decreto è consultabile in Gazzetta ufficiale.

Esempi virtuosi in altri Paesi

La fondazione si ispira a esempi esistenti da tempo all’estero e cerca di fare tesoro di queste pratiche per stimolare la filantropia in Italia, notoriamente sonnolenta e piuttosto opaca. L’esperienza maturata in decenni presso organizzazioni prestigiose come la Charities Aid Foundation, che dal 1974 opera nel Regno Unito, negli Stati Uniti d’America e in Canada, ma anche presso la francese Fondation de France, nata nel 1969, è indispensabile per generare modelli intelligenti che sappiano stimolare l’attitudine delle imprese italiane alla donazione. Ma intende soprattutto sensibilizzare le organizzazioni e gli enti del Terzo settore, ancora poco abituati a reperire autonomamente le risorse economiche e in particolar modo quelle provenienti dal privato. E il nuovo istituto della “lotteria filantropica” appena varato dovrebbe riuscire a colmare lentamente questo gap.

Come funziona la lotteria

La lotteria, nel suo divenire, non è un’iniziativa unica ma può avere diverse forme e patrocini. Qualsiasi organizzazione o ente iscritto al Runts, il Registro unico nazionale del Terzo settore, potrà in futuro organizzare una propria lotteria seguendo i dettami della nuova normativa. Per il momento si comincia con la lotteria più grande, quella principale, che farà da apripista a tutte quelle successive.
Alla lotteria possono accedere tutti, dalle aziende ai privati cittadini, contribuendo così allo sviluppo di progetti di utilità sociale sparsi sul territorio italiano. Trattandosi di un’iniziativa intorno alla quale gireranno molti quattrini, l’Agenzia delle dogane e dei monopoli vigilerà sulla validità e sulla equità del processo. E le prime estrazioni avverranno intorno alla prima metà del 2022.
Il funzionamento della lotteria sarà più o meno questo: il possessore del biglietto sorteggiato potrà scegliere di intitolare, a proprio nome o con il proprio brand, uno dei progetti selezionati dalla Fondazione Italia Sociale. Di fatto non proprio chiunque sarà in grado di partecipare alla lotteria, dal momento che il prezzo del biglietto è di minimo 500 euro. L’operazione è quindi principalmente rivolta alle aziende interessate a far vanto di questa presenza e, nel caso risultassero titolari del biglietto vincente, di questo prestigioso patrocinio.

Sdoganare le altre lotterie

Il montepremi non è appannaggio solamente dell’ente scelto dal titolare del biglietto vincente. Il regolamento prevede infatti che il 20% vada al progetto indicato dal vincitore, mentre il restante 80% andrà a finanziare altri progetti vagliati dalla fondazione.
Ma il grande obiettivo della Lotteria Filantropica è che anche i singoli enti del Terzo settore comprendano le opportunità offerte da questo strumento e inizino progressivamente a sperimentare e organizzare la propria “riffa”. Ovviamente rispettando sempre le regole imposte dalla nuova normativa. Trattandosi di uno dei mezzi di autofinanziamento previsti dal Codice del Terzo settore, ogni lotteria potrà infatti contribuire in maniera significativa a sostenere le attività di un ente non profit e a rivitalizzare un territorio creando ricadute occupazionali nonché un buon livello di partecipazione e di coesione sociale.
Qualsiasi ente iscritto al Runts, come detto, può partecipare alla lotteria, ma soltanto quelli con un patrimonio netto non inferiore a 500mila euro e iscritti da almeno tre anni nel Registro unico, come recita l’articolo 2 del regolamento, potranno crearne una propria anche mediante l’aiuto di intermediari finanziari in grado di gestire il patrimonio dei soggetti partecipanti.

Adempimenti per chi organizza una lotteria

L’ente del Terzo settore che organizza una lotteria filantropica dovrà presentare richiesta all’Ufficio giochi numerici e lotterie dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli nel cui ambito territoriale ha la sede legale l’ente e, per conoscenza, alla Direzione generale del Terzo settore e della responsabilità sociale delle imprese del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.
Oltre all’anagrafica, l’ente dovrà inoltre presentare il regolamento della lotteria, vale a dire le modalità di effettuazione delle donazioni e il valore minimo delle stesse, la durata dell’iniziativa, i progetti sociali da realizzare e le attività statutarie di interesse generale cui sarà destinata l’eventuale parte restante dei fondi raccolti. Sarà inoltre indispensabile indicare il luogo e la data dell’estrazione, nonché le modalità della stessa e il tempo entro il quale il vincitore può scegliere il progetto sociale a cui associare il proprio nome.
Il progetto scelto dal vincitore della lotteria filantropica dovrà infine essere completato entro ventiquattro mesi dalla data della scelta compiuta dal vincitore.

 

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“La nostra mission consiste nel dotare i lettori di un magazine in grado di decifrare il vasto mondo della gestione d’impresa grazie a contenuti d’eccezione e alla collaborazione con enti pubblici e privati.”

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