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Sport Bonus 2025: credito d’imposta per le imprese che investono negli impianti sportivi

Gianrocco Rossetti

Gianrocco Rossetti

Giornalista, avvocato e consulente aziendale nel campo dello sviluppo d'impresa e comunicazione integrata.
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Un’opportunità fiscale rilevante per le imprese italiane interessate a sostenere il patrimonio sportivo pubblico. Il Dipartimento per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha annunciato l’apertura della prima finestra dello Sport Bonus 2025, una misura che punta a favorire la qualità e la diffusione dell’impiantistica sportiva attraverso la leva delle erogazioni liberali da parte del mondo imprenditoriale.

Al via la prima finestra del bando: incentivi fiscali fino a 10 milioni di euro per promuovere la riqualificazione degli impianti sportivi pubblici.

Lo strumento, attivo dal 30 maggio al 30 giugno 2025, prevede la concessione di un credito d’imposta pari al 65% dell’importo donato, a valere su una dotazione complessiva di 10 milioni di euro per l’anno in corso.

Leva fiscale per promuovere il partenariato pubblico-privato

Lo Sport Bonus nasce con un duplice obiettivo: da un lato, rafforzare il sistema sportivo nazionale, potenziandone l’infrastruttura pubblica; dall’altro, coinvolgere in maniera attiva il mondo imprenditoriale nella rigenerazione del patrimonio sportivo italiano.

L’iniziativa si rivolge infatti alle imprese con reddito d’impresa, le quali possono ottenere una significativa agevolazione fiscale per le erogazioni liberali finalizzate a:

  • Interventi di manutenzione e restauro di impianti sportivi pubblici esistenti;
  • Costruzione di nuove strutture sportive, accessibili alla collettività.

In un contesto in cui molti impianti sportivi risultano obsoleti o sottoutilizzati, il ruolo del settore privato può diventare decisivo per colmare il gap di investimenti pubblici e rendere più moderna e inclusiva l’offerta sportiva sul territorio.

I dettagli: chi può beneficiarne e in che misura

Il credito d’imposta riconosciuto alle imprese sarà pari al 65% dell’importo effettivamente donato, da ripartire in tre quote annuali di pari importo. Tuttavia, il beneficio è soggetto a due importanti limiti:

  • Plafond individuale: ogni impresa potrà erogare al massimo un importo pari al 10 per mille dei ricavi registrati nell’esercizio 2024;
  • Plafond complessivo nazionale: il totale dei crediti d’imposta erogabili per l’intero 2025 non potrà superare i 10 milioni di euro.

La selezione delle domande avverrà in ordine cronologico di presentazione, fino a esaurimento dei fondi disponibili. Le imprese interessate sono dunque invitate a muoversi con prontezza, vista la disponibilità limitata delle risorse.

Come funziona la procedura

L’accesso al beneficio fiscale richiede una procedura strutturata in due fasi.

  1. Presentazione della domanda: a partire dalle ore 16:00 del 30 maggio 2025, le imprese potranno presentare domanda attraverso la piattaforma predisposta dal Dipartimento per lo Sport. Le richieste dovranno pervenire entro il 30 giugno 2025.
  2. Erogazione della donazione e riconoscimento del credito: una volta ricevuta l’autorizzazione a procedere, l’impresa effettua l’erogazione liberale. L’ente destinatario (ad esempio un Comune, una Regione, o un ente sportivo pubblico) dovrà poi certificare l’avvenuto versamento. Solo a quel punto il Dipartimento comunicherà all’Agenzia delle Entrate l’importo del credito, che sarà così disponibile in compensazione nei successivi tre anni.

Questa impostazione, pur semplice e digitale, garantisce tracciabilità e trasparenza, evitando il rischio di abusi e assicurando che il contributo sia effettivamente destinato ad interventi concreti a favore della collettività.

Perché conviene

Oltre al beneficio fiscale, aderire allo Sport Bonus può rappresentare per un’impresa un’opportunità reputazionale e strategica. Il sostegno allo sport pubblico, infatti, è facilmente valorizzabile in ottica ESG (Environmental, Social and Governance), tema sempre più centrale nei rapporti con stakeholder, investitori e clienti.

In particolare, il contributo a progetti legati allo sport, alla salute e all’inclusione può generare un impatto sociale misurabile, utile anche ai fini di rendicontazione non finanziaria nelle imprese soggette a obblighi di sostenibilità.

Inoltre, la possibilità di scegliere in modo mirato quale ente pubblico sostenere e in quale territorio intervenire consente all’impresa di legare la propria immagine a iniziative concrete e visibili, magari in aree dove già opera o ha interesse a svilupparsi.

Una politica fiscale per il sociale

Con questa misura, il Governo riconosce allo sport non solo una funzione ricreativa, ma un valore economico e sociale strategico. La promozione della salute, la riduzione delle disuguaglianze territoriali, la lotta alla dispersione giovanile e la creazione di coesione sociale sono solo alcune delle leve attivate da un sistema sportivo moderno, accessibile ed efficiente.

Lo Sport Bonus 2025, pur nella sua dimensione contenuta, si inserisce in questo disegno più ampio, promuovendo un modello di collaborazione pubblico-privato che può fare scuola anche in altri ambiti della vita civile.

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“La nostra mission consiste nel dotare i lettori di un magazine in grado di decifrare il vasto mondo della gestione d’impresa grazie a contenuti d’eccezione e alla collaborazione con enti pubblici e privati.”

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