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I dati emersi da Invitalia sino al 2024 e illustrati all’evento ‘Startup e finanza: istruzioni per l’uso’, organizzato da Il Sole 24 ORE e Unioncamere hanno rivelato che la misura agevolativa funziona e genera produttività
di Redazione
“Attraverso la misura Smart&Start, al 31 dicembre 2024 abbiamo contribuito a far nascere quasi 1.700 nuove imprese innovative con quasi 900 milioni di investimenti complessivi e, soprattutto, con un impatto occupazionale di oltre 11.000 posti di lavoro”. – Ha dichiarato all’evento Bernardo Mattarella, Amministratore Delegato di Invitalia .
“Dal 2018 abbiamo inoltre creato un network molto attivo, Sistema Invitalia Startup, che oggi riunisce oltre 100 tra i più importanti attori dell’innovazione e investitori privati operanti in varie fasi della vita delle #startup. Riteniamo che sia molto importante, soprattutto nel mondo dell’innovazione, mettere in contatto gli imprenditori con il mercato e con investitori istituzionali e openinnovator.
Lavoriamo con gli startupper già a partire dalla fase iniziale per trasmettere loro consapevolezza e competenze manageriali. Il risultato è tangibile: il tasso di approvazione delle domande che noi riceviamo sullo strumento Smart&Start Italia è cresciuto fino al 67%”.
L’obiettivo della misura
Stimolare una nuova cultura imprenditoriale legata all’economia digitale, valorizzare i risultati della ricerca scientifica e tecnologica e incoraggiare il rientro dei «cervelli» dall’estero.
I beneficiari
- startup innovative di piccola dimensione, costituite da non più di 60 mesi
- team di persone fisiche che vogliono costituire una startup innovativa in Italia, anche se residenti all’estero, o cittadini stranieri in possesso dello “startup Visa”
- imprese straniere che si impegnano a istituire almeno una sede sul territorio italiano
L’agevolazione
Smart&Start Italia offre un finanziamento a tasso zero, senza alcuna garanzia, a copertura dell’80% delle spese ammissibili.
Sono finanziabili progetti con spese tra 100.000 euro e 1,5 milioni di euro.
Questa percentuale può salire al 90% se la startup è costituita interamente da donne e/o da giovani sotto i 36 anni, oppure se tra i soci è presente un esperto col titolo di dottore di ricerca italiano (o equivalente) che lavora all’estero e vuole rientrare in Italia.
Le startup con sede in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia e Cratere sismico del Centro Italia possono godere di un contributo a fondo perduto pari al 30% del mutuo e restituire così solo il 70% del finanziamento ricevuto.
Il finanziamento va restituito in 10 anni a partire dal 12° mese successivo all’ultima quota di finanziamento ricevuto.
Cosa finanzia
Piani di impresa con spese comprese tra 100.000 euro e 1,5 milioni di euro, per acquistare beni di investimento, servizi, spese del personale e costi di funzionamento aziendale.
Il progetto imprenditoriale deve possedere almeno una delle seguenti caratteristiche:
- avere un significativo contenuto tecnologico e innovativo
- essere orientato allo sviluppo di prodotti, servizi o soluzioni nel campo dell’economia digitale, dell’intelligenza artificiale, della blockchain e dell’internet of things
- essere finalizzato alla valorizzazione economica dei risultati della ricerca pubblica e privata
1. Alcuni esempi di spese del piano d’impresa:
- Impianti, macchinari e attrezzature nuove di fabbrica
- Componenti hardware e software
- Brevetti, marchi e licenze
- Certificazioni, know-how e conoscenze tecniche direttamente correlate alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa
- Licenze e diritti relativi all’utilizzo di titoli della proprietà industriale
- Licenze relative all’utilizzo di software
- Progettazione, sviluppo, personalizzazione, collaudo di soluzioni architetturali informatiche e di impianti tecnologici produttivi
- Consulenze specialistiche tecnologiche
- Costi salariali relativi al personale dipendente, nonché costi relativi a collaboratori
- Servizi di incubazione e di accelerazione di impresa
- Investimenti in marketing e web marketing
2. Alcuni esempi di costi di funzionamento aziendale:
- Materie prime
- Servizi necessari allo svolgimento delle attività dell’impresa
- Hosting e housing
- Godimento beni di terzi
Le spese del piano d’impresa devono essere sostenute nei 24 mesi successivi alla firma del contratto.
Approfondimenti sulla misura a cura di Sef Consulting
Per maggiori dettagli clicca qui >>
