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RiCircoLo, quando l’economia circola davvero

Il contributo a fondo perduto per le Pmi delle filiere plastiche e tessili sarà concesso fino a un importo massimo di 300mila euro. Scadenza bando fissata al 18 giugno.

di Roberto Antiseri

 

È aperto fino al 18 giugno il bando RiCircolo di Regione Lombardia destinato alle Pmi per azioni di sviluppo di economia circolare nell’ambito delle filiere delle plastiche e del tessile. La misura è rivolta alle micro, piccole e medie imprese e ha come obiettivo la riduzione e una migliore gestione dei rifiuti delle filiere delle plastiche e del tessile, in coerenza con le indicazioni del Programma Regionale di Gestione dei Rifiuti.

Chi può partecipare al bando

Possono presentare domanda di partecipazione le piccole e medie imprese, in forma singola o aggregata, regolarmente costituite, iscritte e attive nel Registro delle Imprese. Possono prendere parte all’aggregazione anche soggetti che non siano micro, piccole e medie imprese, ma non potranno essere beneficiari di contributi e le spese che dovessero sostenere non saranno ritenute ammissibili al contributo. Non è inoltre previsto un numero minimo di imprese in aggregazione. Le imprese possono infine essere ammesse a finanziamento solo per una domanda, sia che partecipino in forma singola che aggregata. Gli interventi devono essere realizzati nell’ambito di una sede operativa ubicata sul territorio lombardo attiva alla presentazione della domanda o attivata entro e non oltre la richiesta di erogazione del saldo.

I diversi interventi ammissibili

Sono ammessi a RiCircolo gli interventi riguardanti tutte le fasi del ciclo di vita delle filiere della plastica e del tessile, vale a dire approvvigionamento, design, produzione, distribuzione, utilizzo, raccolta e fine vita. In particolare sono ammissibili le azioni di valorizzazione della materia ottenuta dai residui di produzione, anche in un’ottica di simbiosi industriale e introduzione nel ciclo produttivo di sottoprodotti, e le azioni di riutilizzo di imballaggi a fine vita, anche grazie alla realizzazione di sistemi di vuoto a rendere. Sono inoltre ammessi gli interventi di riutilizzo di prodotti o l’allungamento di ciclo di vita e le modifiche alle linee produttive al fine di realizzare prodotti e imballaggi con un minor uso di materie prime. Possono partecipare al bando anche i progetti che riguardano le modifiche alle linee produttive per la riduzione o l’utilizzo dei propri scarti/sfridi di lavorazione, le modifiche relative all’introduzione di materiali da “end of waste” e le modifiche alle linee produttive a seguito di riprogettazione del prodotto ai fini di un miglioramento del fine vita dello stesso anche attraverso l’utilizzo di materiali alternativi. Infine sono ammessi i progetti innovativi, che presentino caratteristiche di trasferibilità e scalabilità, relativi a raccolte di rifiuti dedicate a frazioni omogenee ai fini dell’ottimizzazione dei processi di preparazione per il riutilizzo o riciclaggio e i progetti innovativi, con caratteristiche di trasferibilità e scalabilità, relativi a processi di preparazione per il riutilizzo o riciclaggio di rifiuti plastici, di rifiuti in bioplastica compostabile e di rifiuti tessili.

Caratteristiche dell’agevolazione

Il contributo è a fondo perduto e sarà concesso ed erogato fino al 50% delle spese ammissibili e fino a un importo massimo di 300mila euro per ogni singola Pmi nel rispetto del regolamento “de minimis”. La percentuale di finanziamento potrà essere incrementata al 60% nel caso di progetti di particolare successo, che dimostrino il superamento, nella misura minima del 30%, dei risultati attesi. L’agevolazione è concessa a progetti presentati, in forma singola o in aggregazione, con un totale di spese ammissibili, al netto dell’Iva, pari ad almeno 50mila euro sull’intero progetto.

Le spese ammissibili

Sono ammissibili le spese sostenute successivamente alla presentazione della domanda di partecipazione e funzionali al progetto di investimento riguardanti l’acquisto e l’installazione di beni strumentali e macchinari, l’acquisto di hardware, software, licenze d’uso e servizi informatici strettamente connessi al progetto, la registrazione e lo sviluppo di marchi e brevetti e per le certificazioni di qualità, le opere edili-murarie e impiantistiche, le spese di progettazione e direzione lavori e le spese generali. Non sono ammesse a contributo le spese per affitti di terreni, fabbricati e immobili, le spese sostenute mediante operazioni di leasing e/o noleggio e tutte spese diverse da quelle riconducibili alle voci appena elencate. Per quanto riguarda le soglie minime e massime di ammissibilità delle spese si rimanda al documento integrale del bando.

Come partecipare al bando

Le domande di partecipazione devono essere presentate entro le ore 16:00 del 18 giugno, attraverso la piattaforma Bandi e Servizi di Regione Lombardia. Per quanto riguarda l’istruttoria, entro 120 giorni dalla data di chiusura del bando il Nucleo tecnico di valutazione della Regione approverà una graduatoria conclusiva. Entro 20 giorni dalla data di pubblicazione della graduatoria, il soggetto beneficiario o il capofila dell’aggregazione deve comunicare l’accettazione del contributo assegnato accedendo all’apposita sezione del sistema informatico Bandi e Servizi. In caso di parità di punteggio in graduatoria, prevarrà la domanda che ha ottenuto il maggior risultato per il criterio “Quantificazione dei risultati attesi in termini di prevenzione della produzione dei rifiuti e/o aumento del riciclo” e successivamente, a parità di punteggio, si considererà l’ordine cronologico di presentazione delle domande. Qualora la dotazione finanziaria risulti incapiente rispetto all’ultimo progetto ammesso, per quest’ultimo si procederà alla concessione parziale del contributo sulla base del residuo disponibile.

Per maggiori informazioni consultare la pagina del bando.

 

 

 

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