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Riaprire luoghi chiusi per riattivare il territorio

Con il bando “Luoghi da rigenerare”, in scadenza il 13 luglio, Fondazione Cariplo intende valorizzare il patrimonio architettonico urbano creando cultura, benessere e partecipazione.

 

di Edmondo Giroud

 

Da alcuni anni Fondazione Cariplo sta sperimentando azioni di valorizzazione del patrimonio storico-architettonico di pregio attraverso l’impiego di approcci innovativi come quello del riuso transitorio, che permette la rifunzionalizzazione di beni storici ed edifici in condizioni di chiusura o sottoutilizzo. Si tratta di interventi che permettono di riqualificare contesti urbani e paesaggistici ormai degradati fornendogli nuova vita, con particolare attenzione alla loro gestione e alla loro sostenibilità economica.

La rigenerazione degli edifici accompagnata al ripristino delle condizioni di integrità originaria delle aree circostanti contribuisce così a creare le condizioni favorevoli per le comunità del territorio generando nuove economie e nuovo benessere. Un processo di recupero che è sempre più meritevole di attenzione, soprattutto laddove l’intervento riguarda il riuso di edifici legati al culto e all’ambito religioso, fenomeno crescente in Italia e in tutta Europa.

Gli obiettivi del “riuso”

In questo contesto Fondazione Cariplo, con il bando Luoghi da rigenerare, intende facilitare processi di rigenerazione e riuso anche attraverso percorsi di ascolto e coinvolgimento della cittadinanza e delle istituzioni locali. Per raggiungere quest’obiettivo la Fondazione premierà proposte di rigenerazione di contesti urbani e paesaggistici che possano garantire un’apertura continuativa di questi luoghi grazie all’attivazione di nuove funzioni d’uso di natura culturale.

L’intento è quello di coinvolgere le comunità nella fase di individuazione dei luoghi e nella scelta delle funzioni d’uso, nonché nel processo gestionale e nel monitoraggio continuativo delle azioni dei progetti. Oltre a questo, l’obiettivo è anche quello di attivare una condivisione attiva da parte di una rete di soggetti locali, con particolare attenzione alle giovani realtà emergenti.

I destinatari del bando

I progetti di riuso e rigenerazione potranno essere presentati da enti del Terzo settore, enti pubblici, enti ecclesiastico-religiosi e organizzazioni private non profit. Questi soggetti potranno candidarsi singolarmente o in partenariato con altri purché riescano a coinvolgere nelle azioni di recupero gli enti proprietari o affidatari degli edifici interessati dal progetto in qualità di capofila o partner. Dovrà a ogni modo sussistere sempre un contratto tra il soggetto proprietario e l’eventuale soggetto affidatario che attribuisca la disponibilità dell’edificio interessato dal recupero.

Caratteristiche di idoneità del progetto

Le candidature dovranno riguardare interventi nel territorio di riferimento della Fondazione , vale a dire la regione Lombardia e le province di Novara e del Verbano-Cusio-Ossola. Ma soprattutto soddisfare importanti requisiti quali l’integrazione degli interventi all’interno di piani o programmi già attivati, o in corso di elaborazione, di rigenerazione e valorizzazione dei contesti culturali, artistici e sociali di riferimento. Dovranno inoltre avere una durata compresa tra i 12 e i 36 mesi e presentare una richiesta massima di contributo pari a 400mila euro, e comunque non superiore all’ 80% dei costi totali preventivati.

Altro requisito di base è che il progetto presenti costi per interventi di manutenzione, adeguamento e allestimenti, unitamente alle spese di progettazione e direzione lavori, non superiori al 75% dei costi totali preventivati. Infine i costi per l’avvio e la gestione delle nuove funzioni d’uso dovranno essere pari ad almeno il 25% dei costi totali preventivati.

Criteri di valutazione

Saranno privilegiati i progetti che si distingueranno per la marcata componente culturale e artistica degli interventi, nonché la loro integrazione in piani o programmi di valorizzazione territoriale mostrando gli elementi di coerenza e di connessione con essi. Altro criterio di valutazione sarà la pertinenza dell’analisi del contesto, completa di una chiara motivazione della scelta dell’edificio e della descrizione del percorso di ascolto e coinvolgimento della cittadinanza e delle istituzioni. Sarà inoltre valutata positivamente l’originalità delle attività e dei servizi individuati e la credibilità della gestione grazie all’innesco di nuove dinamiche economiche, anche in una prospettiva di medio-lungo periodo, accompagnate dalla creazione di concrete opportunità di lavoro, preferibilmente destinate a giovani operatori locali;

Budget disponibile e scadenze

Le risorse messe a disposizione da Fondazione Cariplo è di 5 milioni di euro. Le richieste di contributo devono essere formalizzate esclusivamente online attraverso il sistema informatico della Fondazione. Alla pagina Contributi > Bandi del sito di Fondazione Cariplo è possibile trovare la documentazione, le informazioni, i tutorial e i facsimili necessari per formulare la propria richiesta di partecipazione dal bando.

 

 

 

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