|
Preferisci ascoltare? Clicca play!
Getting your Trinity Audio player ready...
|
Quasi cinque anni dopo l’ultima edizione destinata al settore profit, l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo – AICS – dà il via ufficiale agli orientamenti per il nuovo “Bando Profit 4.0”, con l’obiettivo di ripensare radicalmente il ruolo delle imprese italiane nella cooperazione internazionale
Frutto di una collaborazione strategica con l’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID), il progetto prende forma attraverso un modello innovativo: la “Misura Imprese Impatto”, implementata mediante un appalto pubblico pre-commerciale. L’idea è valorizzare il contributo imprenditoriale capace di combinare innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale e inclusione sociale
Un paradigma rinnovato
L’iniziativa nasce dalla consapevolezza che i modelli precedenti non sono riusciti ad attrarre adeguatamente le aziende private. Il nuovo Bando Profit 4.0 intende invertire questa tendenza puntando su partenariati strutturati: imprese (italiane o europee), università, centri di ricerca, organizzazioni della società civile e soggetti locali nei Paesi partner potranno cooperare su progetti ad alto impatto sociale e ambientale.
L’area geografica di intervento è definita dal Documento Triennale di Programmazione 2024‑2026 e dal Piano Mattei, con priorità per i Paesi africani considerati strategici dalla cooperazione italiana.
Innovazione, sostenibilità, scalabilità
Si tratta di proposte incentrate su ricerca e sviluppo sperimentale, volte a realizzare soluzioni imprenditoriali—prodotti, servizi, tecnologie—che rispondano a bisogni non soddisfatti dal mercato tradizionale. La parola d’ordine: scalabilità e replicabilità. Solo le iniziative in grado di generare impatti misurabili, creare lavoro dignitoso e contribuire agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Agenda 2030) saranno prese in considerazione.
Tali progetti dovranno rispettare i principi internazionali come il Global Compact delle Nazioni Unite e le linee guida di Kampala sul coinvolgimento del profit nella cooperazione.
Dal concept alla prototipazione
Il modello scelto per l’appalto è articolato in tre tappe progressive, ciascuna soggetta a valutazione indipendente:
- Progettazione e validazione concettuale,
- Sviluppo operativo e prototipale,
- Validazione finale e pianificazione della scalabilità.
Solo i progetti selezionati in una fase potranno passare a quella successiva.
Questo percorso aderisce agli standard europei in tema di procurement innovativo e project management—ad esempio le linee guida EAFIP della Commissione Europea—garantendo trasparenza, rigore e standard professionali elevati.
Risorse stanziate e governance
La dotazione complessiva supera i 49,5 milioni di euro, destinata a sostenere tutte e tre le fasi, dalla concezione al potenziale scale-up delle soluzioni. L’effettiva ripartizione delle risorse sarà definita al termine della consultazione preliminare di mercato.
In tale schema, AICS avrà la responsabilità della progettazione e del monitoraggio dei progetti, mentre AgID svolgerà il ruolo di centrale di committenza per l’affidamento delle gare relative all’appalto pre-commerciale.
Consultazione pubblica: il primo passo operativo
Il primo appuntamento concreto è fissato per il 18 settembre 2025 alle ore 11:00, in modalità telematica. Si tratta di un incontro aperto di consultazione preliminare di mercato, rivolto a imprese con finalità di lucro (ai sensi dell’art. 27, comma 1 della legge 125/2014), oltre a università, OSC, centri di ricerca e altri stakeholder interessati a operare nei Paesi target della cooperazione.
La partecipazione richiede l’iscrizione tramite form disponibile sulla piattaforma appaltinnovativi.gov.it. I risultati raccolti guideranno la struttura definitiva del bando, con focus sui reali fabbisogni del mercato e delle istituzioni partner.
Impatto atteso
In sintesi, il Bando Profit 4.0 rappresenta una svolta nell’approccio italiano alla cooperazione: è un investimento pubblico mirato a valorizzare il settore privato come motore di sviluppo, tecnologia e inclusione. Il nuovo modello—profondamente rinnovato rispetto alle edizioni precedenti—mira a creare valore condiviso, costruendo ponti tra innovazione d’impresa, collaborazione internazionale e obiettivi globali di sviluppo sostenibile.
Per le imprese che operano nella filiera della cooperazione internazionale, questa misura rappresenta un’opportunità strategica: finanziare innovazione, avviare partnership internazionali e contribuire in modo concreto a impatti sociali ed economici positivi. La consultazione di mercato è l’occasione per modellare il bando secondo esigenze reali, e il cammino verso la pubblicazione dell’appalto si apre ufficialmente in vista di settembre.
