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PRIMA 2026: opportunità per le imprese italiane nel Mediterraneo

Alessandra Carlo

Alessandra Carlo

Laureata in Giurisprudenza all'Università Cattolica del Sacro Cuore con esperienze maturate nell'ambito della professione forense. Fa parte del Centro Studi di Sef Consulting
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PRIMA 2026 mette sul tavolo sette call che toccano alcuni dei nodi più strategici per il Mediterraneo: acqua, sistemi agricoli, salute delle colture, filiere alimentari e governance del nesso acqua-energia-cibo-ecosistemi. Una leva concreta per portare soluzioni vicine al mercato, altre per rafforzare ricerca collaborativa e governance, altre ancora richiedono di fare bene i conti con i massimali nazionali.

Nel 2026 PRIMA mette a terra quattro call in Section 1 finanziate con fondi UE e regole Horizon Europe e tre call in Section 2 finanziate dai funding bodies nazionali ma gestite in forma transnazionale da PRIMA. La struttura 2026 è molto chiara: tre Innovation Actions e una Coordination and Support Action in Section 1, tre Research & Innovation Activities in Section 2. La dotazione complessiva dei bandi transnazionali è pari a 69,764 milioni di euro di cui 33,494 milioni per la Section 1 e 36,27 milioni per la Section 2.

Due differenze sezioni

PRIMA 2026 si suddivide in due differenti sezioni: Section 1 è la parte più vicina a una logica “europea classica” con grant gestito da PRIMA-IS, contributi UE, tagli di progetto più consistenti e un’impostazione orientata a dimostrazione, pilotaggio, scaling up e market uptake; Section 2 invece è più complessa in quanto la proposta è internazionale, la valutazione è centralizzata ma il finanziamento del partner italiano passa per il canale nazionale. Questo significa che la bontà scientifica del progetto non basta, bisogna far quadrare anche le regole MUR, i massimali italiani e la distinzione tra FIRST e FESR.

I topic della Section 1

La prima delle quattro call della Section 1 è Desalinizzazione decentralizzata dell’acqua salmastra per un’agricoltura mediterranea resiliente ai cambiamenti climatici ed efficiente nell’uso delle risorse (Topic 1.1.1-2026 IA). Questa call cerca soluzioni per trasformare acque salmastre in risorsa irrigua utile per agricoltura mediterranea con un’enfasi netta su efficienza energetica, gestione sostenibile, riuso di sottoprodotti, adattamento climatico e sostenibilità per piccoli produttori e aree periurbane. Per un’impresa questa call guarda soprattutto a chi lavora su desalazione decentralizzata, trattamento acque, componentistica, sistemi modulari, sensoristica, automazione, integrazione energia-risorsa e modelli di business per l’irrigazione non convenzionale. PRIMA stima per questo topic una contribuzione UE intorno a 3,6 milioni di euro per progetto.

La seconda call è Mangimi animali di nuova generazione, sostenibili e alternativi, per sistemi agricoli circolari e resilienti nel Mediterraneo (Topic 1.2.1-2026 IA). Qui il tema è l’alimentazione animale alternativa e sostenibile per zootecnia e acquacoltura mediterranee con l’obiettivo di ridurre dipendenze da mangimi convenzionali, tagliare impatti ambientali, valorizzare scarti e sottoprodotti e costruire sistemi più resilienti. È una call che guarda a imprese mangimistiche, biotech, ingredientistica, valorizzazione di residui agroalimentari, microalghe, insetti, fermentazione, nutrizione animale e tecnologie di trasformazione. PRIMA considera 1una contribuzione UE di circa 2,7 milioni di euro per progetto, con budget indicativo del topic di 10,815 milioni.

La terza call è Trasformazione sostenibile in loco di prodotti agricoli deperibili del Mediterraneo (Topic 1.3.1-2026 (IA). Questa è una delle più interessanti per chi ha esigenze industriali. Il focus è la trasformazione sostenibile “sul posto” di prodotti agricoli mediterranei deperibili per ridurre perdite post-raccolta, aumentare valore aggiunto locale, accorciare i tempi tra raccolta e lavorazione e creare nuovi modelli di business agroalimentari. Entrano quindi in gioco tecnologie mobili o decentralizzate di trasformazione, refrigerazione, confezionamento, pre-processing, digitalizzazione di micro-filiere, piccoli impianti, logiche di prossimità e soluzioni che rendano economicamente sostenibile la prima trasformazione vicino al luogo di produzione. PRIMA stima una contribuzione UE di circa 2,7 milioni di euro per progetto con budget indicativo del topic di 10,814 milioni.

La quarta call della Section 1 si discosta molto dalle altre: Istituzionalizzazione e ampliamento della comunità di pratica WEFE Nexus del Mediterraneo per la governance intersettoriale e l’adozione delle politiche (Topic 1.4.1-2026 CSA). Si tratta di una CSA, ovvero una call per consolidare governance, capacity building, policy uptake, coordinamento e comunità di pratica sul nesso acqua-energia-cibo-ecosistemi. È una call che guarda a società di consulenza avanzata, soggetti che lavorano su policy design, partenariati territoriali, piattaforme di conoscenza, networking e animazione multi-attore. La contribuzione attesa è di circa 1,05 milioni di euro.

I topic della Section 2

Le tre call della Section 2 sono tutte RIA e sono costruite in modo diverso rispetto a quelle della Section 1. La prima è Sfruttare le funzioni dell’ecosistema e ottimizzare l’allocazione delle risorse idriche per la protezione e il ripristino dei corsi d’acqua non perenni nel Mediterraneo (Topic 2.1.1-2026 RIA). Il focus è sui corsi d’acqua non perenni cioè sistemi effimeri, intermittenti e stagionali tipici di molte aree mediterranee. La call finanzia progetti su mappatura, allocazione dell’acqua, strumenti decisionali, fabbisogni ecosistemici, biodiversità e nature-based solutions per ripristino e resilienza. Si tratta di un’opportunità particolarmente interessante per chi opera in idrologia applicata, monitoraggio ambientale, modellistica, servizi ingegneristici, piattaforme dati, strumenti per autorità di bacino, ecosistemi e soluzioni per gestione integrata suolo-acqua.

La seconda call è Nuovi sistemi di monitoraggio e controllo ICT remoti e non invasivi contro malattie e infestazioni di parassiti (Topic 2.2.1-2026 RIA). Il tema è lo sviluppo e l’adattamento di sistemi ICT remoti e non invasivi per diagnosi precoce, monitoraggio e supporto decisionale contro fitopatie e infestazioni: smart traps, sensoristica in campo, imaging, diagnostica portatile, intelligenza artificiale, Earth Observation, dati meteo, forecasting, piattaforme web e mobile. È una call che guarda a PMI agritech, software house specializzate, integratori IoT, aziende di sensoristica, società di AI applied, operatori della protezione delle colture e fornitori di advisory digitale. PRIMA chiede esplicitamente sistemi innovativi accessibili, scalabili, interoperabili e adatti ai piccoli agricoltori mediterranei.

La terza call è Potenziare le filiere agroalimentari mediterranee attraverso la tracciabilità digitale contestualizzata (Topic 2.3.1-2026 RIA). È una call particolarmente importante che guarda a chi lavora nella trasformazione digitale delle filiere agroalimentari. L’idea è costruire sistemi di tracciabilità digitale context-aware cioè capaci di adattarsi alla realtà concreta di piccoli produttori, cooperative, filiere tradizionali, prodotti tipici, vincoli di certificazione e costi di compliance. Il topic finanzia sviluppo e dimostrazione di moduli come mobile logging, QR code, ledger distribuiti leggeri, strumenti di verifica assistiti da AI, strumenti di decision support e modelli interoperabili coerenti con il Common European Agricultural Data Space. Per un’impresa questo vuol dire, tra le altre cose, software di filiera, piattaforme dati, agrifood tech, autenticazione di prodotto, certificazione digitale, sistemi di raccolta dati dal campo alla trasformazione e integrazione tra tracciabilità, conformità e mercato.

PRIMA chiede progetti con contributo richiesto di almeno 1 milione di euro per ciascuno dei tre topic della Section 2, ma il partner italiano resta comunque vincolato ai canali nazionali. Per l’Italia il commitment 2026 del MUR è di 7 milioni di euro suddivisi in 4 milioni su FIRST e 3 milioni su FESR con un massimale di 300.000 euro per progetto sui fondi FIRST e 500.000 euro per progetto sui fondi FESR. Quest’ultimo canale inoltre richiede che tutti i partner italiani siano localizzati nelle regioni meno sviluppate del Mezzogiorno e che nel partenariato italiano ci sia almeno una PMI.

Le agevolazioni

Nelle call della Section 1 le agevolazioni seguono direttamente le regole di Horizon Europe e sono finanziate con fondi UE. Per le Innovation Actions (che coprono 3 call su 4) il contributo è normalmente pari al 70% dei costi eleggibili con possibilità di arrivare fino al 100% per le entità non profit, per la CSA invece (solo Topic 1.4.1-2026 CSA) il finanziamento copre il 100% dei costi eleggibili indipendentemente dalla natura giuridica del beneficiario.

Nelle call della Section 2 i partner italiani possono passare attraverso due canali distinti di finanziamento: FIRST, il canale nazionale ordinario del MUR che si applica quando il partenariato italiano non rientra nelle condizioni richieste per i fondi strutturali, e che mette a disposizione intensità di aiuto al 70% per ricerca di base, 70% per ricerca industriale e 25% per sviluppo sperimentale. FESR, invece, è il canale collegato al Programma Nazionale “Ricerca, innovazione e competitività per la transizione verde e digitale 2021-2027” ed è riservato ai consorzi in cui tutti i partner italiani siano localizzati nelle regioni meno sviluppate del Mezzogiorno e sia presente almeno una PMI italiana. Per il canale FESR la ricerca di base non è prevista, mentre la ricerca industriale è finanziata al 100% e lo sviluppo sperimentale al 25%.

Il prospetto delle scadenze

Per le tre call IA della Section 1 il calendario PRIMA 2026 indica apertura il 20 marzo 2026, prima scadenza il 15 maggio 2026, esiti Stage 1 il 24 luglio 2026, Stage 2 il 7 ottobre 2026 e risultati finali l’11 dicembre 2026. Per le tre call RIA di Section 2 il calendario è: apertura 20 marzo 2026, Stage 1 il 15 maggio 2026, esiti il 24 luglio 2026, Stage 2 il 29 settembre 2026 e risultati finali il 16 dicembre 2026. Per la CSA 1.4.1, come detto, il calendario dedicato riporta 11 giugno 2026 come deadline single-stage.

PRIMA: un bando da leggere con attenzione

PRIMA 2026 si presenta come un pacchetto di sette call che si dividono in due famiglie molto diverse. Se si posseggono tecnologie già abbastanza mature e si vuole dimostrare, scalare, industrializzare o aprire mercato, le tre IA di Section 1 sono le più adeguate. Se si lavora su strumenti digitali, modelli decisionali, monitoraggio avanzato, tracciabilità, governance tecnico-scientifica o soluzioni a forte contenuto di ricerca applicata allora le tre RIA di Section 2 possono essere particolarmente interessanti. La call CSA, infine, è una call di posizionamento strategico e governance, non va quindi intesa come finalizzata allo sviluppo industriale in senso stretto.

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