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PRIMA 2025: l’Innovazione Mediterranea nel cuore di Horizon Europe

Miriam Masone

Miriam Masone

Redattrice per «Acta non verba» con una formazione in Sustainability Management e transizione ecologica. Giornalista, cronista per «il Mattino» di Napoli e altre testate. Autrice di podcast, documentari e programmi televisivi.
ricerca e innovazione
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La gestione sostenibile delle risorse idriche, l’agricoltura resiliente e la trasformazione delle diete per una tavola più sostenibile sono le sfide che attendono l’area del Mediterraneo, particolarmente vulnerabile ai cambiamenti climatici.

 

A tal proposito il programma «PRIMA» (Partnership for Research and Innovation in the Mediterranean Area) ha lanciato i suoi bandi 2025, offrendo significative opportunità di finanziamento per progetti di ricerca e innovazione, posizionandosi come pilastro strategico all’interno del programma quadro dell’Unione Europea, Horizon Europe 2021-2027.


PRIMA
ha l’ambizione di contribuire a risolvere la scarsità d’acqua, l’insicurezza alimentare e la degradazione ambientale nell’area Mediterranea, sulla quale incombono le minacce ambientali.


Questo programma, infatti, promuove soprattutto la ricerca e l’innovazione come motore per lo sviluppo sostenibile supportato dall’approccio “Water-Energy-Food Ecosystems (WEFE) Nexus” fondamentale a riconoscere le interdipendenze tra le risorse (idriche, energetiche, la produzione alimentare e gli ecosistemi).

PRIMA ha l’obiettivo di rafforzare la base scientifica e tecnologica dell’UE, stimolare la sua competitività e contribuire attivamente al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs), affrontando sfide globali con soluzioni locali e regionali.

A confermare la riuscita di questo programma è il chair of the board di PRIMA, Angelo Riccaboni, che ha dichiarato: «PRIMA è un’iniziativa di ricerca e innovazione di grande successo che vede l’Italia in prima linea. Grazie alla sensibilità del MUR e all’impegno dei nostri ricercatori che sono, infatti, i primi per risorse ottenute, a riprova dell’eccellenza e dell’elevata qualità della ricerca e innovazione prodotta, specialmente nel comparto agroalimentare» 

Il Programma di Lavoro PRIMA 2025 dispone di un budget complessivo di 68 milioni di euro, suddivisi in due principali linee di intervento: 36 milioni di euro destinati alle Innovation Actions (Section 1), co-finanziate dalla Commissione Europea, e 32 milioni di euro per le Research and Innovation Actions (Section 2), finanziate dai singoli Stati partecipanti. Entrambe le sezioni prevedono la sottomissione in un’unica fase e una valutazione unica centralizzata da parte di PRIMA secondo i criteri Horizon Europe.

I bandi PRIMA 2025: opportunità e scadenze

I bandi PRIMA per il 2025 sono già aperti e rappresentano un’opportunità significativa per ricercatori, innovatori e imprese, le cui scadenze sono previste:

  1. il 15 luglio 2025
  2. l’8 luglio 2025

Tutti i progetti saranno valutati su tre criteri fondamentali: Eccellenza, Impatto e Qualità dell’implementazione. Ogni proposta dovrà inoltre indicare almeno tre Key Performance Indicators (KPI) tratti dal manuale ufficiale, coerenti con gli obiettivi del progetto e con le tre aree di impatto PRIMA: scientifica, economica/tecnologica e sociale.

La prima scadenza concerne le Innovation Action (IA), progetti più vicini al mercato, orientati alla prototipazione, alla sperimentazione e dimostrazione su larga scala, con l’obiettivo di accelerare l’adozione di soluzioni innovative, in particolare su questi topic:

  • Soluzioni basate sulla natura (Nature-based solutions – NBS) per la gestione sostenibile dell’acqua: l’obiettivo è sviluppare e implementare soluzioni che imitano i processi naturali per migliorare la disponibilità, la qualità e l’uso efficiente dell’acqua. Questo può includere, ad esempio, zone umide artificiali per la depurazione dell’acqua, tecniche di ricarica delle falde acquifere, gestione integrata dei bacini fluviali, riforestazione per la conservazione del suolo e dell’acqua. Questa call prevede un budget totale di 10,9 milioni di euro, con un contributo di circa 2,7 milioni per progetto e un livello di maturità tecnologica (TRL) compreso tra 6 e 8.
  • Miglioramento dei sistemi agricoli sostenibili nelle zone umide mediterranee: l’obiettivo è focalizzato sul trovare soluzioni innovative come tecniche di irrigazione a basso impatto, colture tolleranti al sale, agroecologia e gestione integrata dei parassiti per l’agricoltura in aree umide, spesso minacciate da salinizzazione, siccità e sviluppo urbano. Oltretutto le zone umide sono ecosistemi vitali per la biodiversità e l’agricoltura sostenibile, e in queste aree è fondamentale tutelarle per la sicurezza alimentare. Anche in questo caso, il budget totale è di 10,8 milioni di euro, con un contributo massimo di circa 2,7 milioni per progetto.
  • Trasformazione dei sistemi alimentari mediterranei per diete sostenibili: lo scopo è promuovere catene di valore alimentari più sostenibili, dalla produzione al consumo, riducendo lo spreco alimentare, valorizzando i prodotti tipici mediterranei, incoraggiando diete più sane e sostenibili e migliorando la tracciabilità e la sicurezza alimentare. Il budget disponibile per questo topic è di 10,8 milioni di euro.

Per ciascuno di questi progetti (IA), è obbligatoria la partecipazione di almeno una PMI, a conferma della volontà di PRIMA di rafforzare l’innovazione anche nel tessuto imprenditoriale. Il livello di maturità tecnologica richiesto (TRL) va da 6 a 8, a indicare l’orientamento verso soluzioni pronte per la dimostrazione e la replica su larga scala.

La seconda scadenza, invece, riguarda Research and innovation actions (RIA) che si concentrano sulla ricerca di base e applicata per stabilire nuove conoscenze o esplorare la fattibilità di nuove tecnologie soprattutto su queste materie:

  •  Miglioramento dello sviluppo delle politiche attraverso concetti di impronta idrica per sviluppare metodologie e dati per calcolare e utilizzare l’impronta idrica (virtual water). Si tratta di uno strumento chiave per comprendere l’uso dell’acqua sotto l’aspetto del prodotto, del suo processo e al fine di guidare le politiche nella gestione più efficiente possibile della risorsa.
  • Adozione di pratiche agroecologiche a livello agricolo: è fondamentale ricercare e promuovere l’adozione di pratiche agroecologiche che migliorino la fertilità del suolo, la biodiversità, la resilienza ai cambiamenti climatici e riducono l’uso di input esterni (pesticidi, fertilizzanti sintetici).
  • Transizione verso prodotti proteici alternativi a base vegetale nella regione mediterranea: ricercare e sviluppare fonti proteiche vegetali alternative (es. legumi, alghe, insetti) adatte al contesto mediterraneo, per ridurre la dipendenza dalle proteine animali e migliorare la sostenibilità della dieta.

I progetti RIA prevedono una maggiore flessibilità tecnologica, con TRL variabili tra 3 e 7, per favorire ricerca di base, sperimentazione e validazione concettuale. In questo caso non è obbligatoria la presenza di PMI nel consorzio.

La forza della collaborazione transfrontaliera

Per partecipare al programma PRIMA i consorzi devono essere composti da almeno tre entità legali provenienti da tre diversi Stati partecipanti, con l’obbligo che almeno uno sia uno Stato membro dell’UE partecipante a PRIMA e almeno uno sia un Paese non-UE. Questa struttura garantisce un’ampia rappresentazione geografica e una diversità di prospettive, essenziali per affrontare sfide complesse a livello regionale.

Tra i Paesi coinvolti ci sono: Croazia, Cipro, Francia, Germania, Grecia, Italia, Lussemburgo, Malta, Portogallo, Slovenia, Spagna per l’UE, e Algeria, Egitto, Giordania, Israele, Libano, Marocco, Tunisia, Turchia come partner mediterranei.

Nel dettaglio, per partecipare alla Sezione 1, i consorzi devono essere composti da almeno quattro entità legali indipendenti stabilite in Paesi partecipanti a PRIMA, di cui almeno tre in Paesi diversi, almeno uno in un Paese dell’UE (non MPC), almeno una in Paesi MPC. Per la Section 1 è inoltre obbligatoria la presenza di almeno una PMI

Per la Section 2 valgono gli stessi requisiti numerici ma senza l’obbligo di PMI. Inoltre, per i soggetti italiani, il Ministero dell’Università e della Ricerca ha stanziato complessivamente 7 milioni di euro (4 milioni da fondi FIRST e 3 milioni da fondi FESR). Le entità italiane possono richiedere fino a 300.000 euro (FIRST) o 500.000 euro (FESR) per progetto. È previsto un anticipo del 90% del finanziamento dopo la firma dell’atto d’obbligo.

Le attività ammissibili includono ricerca di base, industriale e sviluppo sperimentale. Le spese ammissibili comprendono costi di personale, attrezzature, viaggi, consulenze, materiali di consumo e spese generali, queste ultime calcolate al 25% delle spese dirette. In caso di fondi FESR, i partner italiani devono svolgere le attività in unità operative localizzate in una delle seguenti Regioni: Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia.

Infine si segnala l’apertura della seconda edizione del premio “Women Greening Food Systems” promosso da PRIMA. Il riconoscimento, dedicato al contributo delle donne nei sistemi agroalimentari sostenibili, prevede due premi da 10.000 euro ciascuno. La scadenza per presentare le candidature è fissata al 15 luglio 2025.

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“La nostra mission consiste nel dotare i lettori di un magazine in grado di decifrare il vasto mondo della gestione d’impresa grazie a contenuti d’eccezione e alla collaborazione con enti pubblici e privati.”

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