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Il biometano entra in una nuova fase strategica. Con un bando da 193 milioni di euro, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha aperto la procedura per finanziare progetti innovativi e sostenibili in tutta Italia, aprendo una finestra cruciale per il mondo agricolo e per la transizione energetica del Paese.
Parte oggi la nuova fase del PNRR dedicata al biometano, un tassello strategico per la transizione ecologica e l’economia circolare. Con una dotazione complessiva di 193 milioni di euro, il bando – pubblicato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) e gestito dal GSE – apre ufficialmente le procedure competitive per finanziare interventi innovativi nel settore agricolo e agroenergetico.
Le domande potranno essere presentate fino al 26 settembre 2025, ore 12.00, esclusivamente tramite la piattaforma telematica del GSE.
Una spinta alla transizione ecologica
L’Avviso rientra nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, missione 2, componente 2, ed è dedicato allo sviluppo del biometano secondo criteri di economia circolare. L’obiettivo è duplice: accelerare la decarbonizzazione e rendere più competitivo e sostenibile il comparto agricolo».
Gli incentivi copriranno fino al 65% delle spese ammissibili, con un tetto massimo di 600.000 euro per progetto. Un contributo significativo che mira a spingere le aziende agricole a investire in pratiche più efficienti e rispettose dell’ambiente.
Obiettivi della misura
La vera novità del bando è la distribuzione delle risorse, calibrata sia in base alle tipologie di intervento sia alla localizzazione geografica. Per gli interventi sulle pratiche ecologiche, che comprendono l’uso di sistemi innovativi per la gestione del digestato e la creazione di poli consortili, sono previsti 21,6 milioni per le regioni del Mezzogiorno e 32,4 milioni per le altre regioni.
Per la sostituzione dei trattori agricoli obsoleti con mezzi a biometano, la dotazione ammonta a 6 milioni al Sud e 9 milioni nel resto del Paese.
Il contingente più consistente riguarda infine l’efficientamento degli impianti biogas già esistenti: 49,6 milioni per il Mezzogiorno e 74,4 milioni per le altre regioni. In totale, dunque, quasi 125 milioni destinati al revamping degli impianti, segno di una chiara volontà di modernizzare l’infrastruttura agricola-energetica nazionale.
In sintesi:
Pratiche ecologiche e digestato (lettera a):
- Mezzogiorno: 21,6 milioni €
- Altre regioni: 32,4 milioni €
- Sostituzione trattori obsoleti (lettera b):
- Mezzogiorno: 6 milioni €
- Altre regioni: 9 milioni €
- Efficientamento impianti biogas (lettera c):
- Mezzogiorno: 49,6 milioni €
- Altre regioni: 74,4 milioni €
Totale: 193 milioni di euro
Cosa si potrà realizzare
Gli interventi finanziabili spaziano dall’adozione di tecnologie a bassa emissività per la distribuzione del digestato, all’acquisto di trattori agricoli di nuova generazione alimentati a biometano, fino all’installazione di sistemi per il recupero del calore e l’abbattimento delle emissioni negli impianti esistenti.
Si tratta di misure concrete, non solo di facciata. Un impianto più efficiente significa ridurre i costi energetici, diminuire le emissioni e valorizzare al meglio i sottoprodotti agricoli.
Tempistiche serrate
Le domande potranno essere presentate fino al 26 settembre 2025, ore 12.00. Gli interventi dovranno essere completati entro il 30 giugno 2026, in linea con i target europei. I progetti saranno valutati dal GSE secondo criteri di priorità che considerano l’efficacia ambientale, l’innovazione tecnologica e la capacità di riduzione delle emissioni.
Sono ammissibili, tra le spese:
- sistemi di distribuzione innovativa del digestato e tecnologie a bassa emissività;
- investimenti per poli consortili di trattamento centralizzato;
- acquisto di trattori agricoli alimentati a biometano e strumenti di agricoltura di precisione;
- sistemi di recupero del calore, abbattimento emissioni e soluzioni di efficientamento impiantistico
Un’opportunità per l’agricoltura e l’energia
La misura, destinata a imprese agricole, cooperative e consorzi, rappresenta un’occasione da non perdere. Da un lato, infatti, consente alle aziende di compiere un salto tecnologico e ambientale. Dall’altro, contribuisce a rafforzare la sicurezza energetica italiana, puntando su una fonte rinnovabile e “circolare” come il biometano.
Il PNRR non è solo un piano di spesa, ma un investimento sul futuro. Il biometano è una delle chiavi per ridurre la dipendenza energetica e costruire un’agricoltura più resiliente.
