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Aumenta il bonus per la Formazione 4.0 delle Pmi

Sale al 70% il credito d’imposta per le attività di formazione finalizzate all’acquisizione di competenze tecnologiche nell’ambito del Piano nazionale Impresa 4.0.

 

di Diego Pietanza

 

Il ministero delle Imprese e del made in Italy ha recentemente riconosciuto alle piccole e medie imprese un credito d’imposta maggiorato per le spese sostenute in Formazione 4.0. Si tratta di una misura volta a sostenere le imprese nel processo di trasformazione tecnologica e digitale consolidando le competenze nelle tecnologie necessarie a realizzare il paradigma 4.0. Per incoraggiare le attività formative e sviluppare nuove competenze digitali viene quindi riconosciuto un credito d’imposta potenziato fino al 70% per le piccole e fino al 50% per le medie, a condizione che le attività formative siano erogate da soggetti certificati dal ministero delle Imprese e del made in Italy.

Gli ambiti formativi interessati

Il nuovo regime fiscale agevolato riguarda gli ambiti formativi relativi al big data e all’analisi dei dati, quelli del cloud e del fog computing, della cybersecurity, della simulazione e dei sistemi cyberfisici, della prototipazione rapida, dei sistemi di visualizzazione, della realtà virtuale e della realtà aumentata. Fanno parte delle attività formative 4.0 ammesse anche la robotica avanzata e collaborativa, l’interfaccia uomo macchina, la stampa tridimensionale, l’internet delle cose e delle macchine e l’integrazione digitale dei processi aziendali.

L’obiettivo è rafforzare i percorsi formativi in modo da renderli coerenti rispetto alla trasformazione tecnologica dei processi produttivi e ai fabbisogni delle imprese nell’ambito del piano transizione 4.0.

A chi si rivolge

Il credito d’imposta spetta a tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato indipendentemente dalla natura giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione, dal regime contabile e dal sistema di determinazione del reddito ai fini fiscali. Sono escluse le imprese in stato di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale o in altra procedura concorsuale. La fruizione del beneficio è ovviamente subordinata alla condizione del rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e al corretto adempimento degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.

Le spese ammissibili

Sono ammissibili al credito d’imposta le spese relative al personale formatore e ai costi di esercizio direttamente connessi al progetto di formazione, quali le spese di viaggio, i materiali e le forniture con attinenza diretta al progetto, l’ammortamento degli strumenti e delle attrezzature. Sono escluse le spese di alloggio, a eccezione delle spese di alloggio minime necessarie per i partecipanti che sono lavoratori con disabilità. Rientrano nelle spese ammissibili i costi dei servizi di consulenza connessi al progetto di formazione, le spese di personale relative ai partecipanti alla formazione e le spese generali indirette, quali la locazione, le spese amministrativi e i costi generali per le ore durante le quali i partecipanti hanno seguito la formazione.

Sono ammissibili anche le eventuali spese relative al personale dipendente ordinariamente occupato in uno degli ambiti aziendali individuati nell’allegato A della legge n. 205 del 2017 e che partecipi in veste di docente o tutor alle attività di formazione ammissibili.

L’ammontare del bonus

Il credito d’imposta è riconosciuto nella misura del 70% delle spese ammissibili alle piccole imprese, nel limite massimo annuale di 300mila euro, e del 50% delle spese alle medie imprese, nel limite massimo annuale di 250mila euro. In entrambi i casi occorre che le attività formative siano erogate da soggetti individuati con decreto del ministero delle Imprese e del made in Italy di prossima emanazione e che le competenze acquisite siano certificate secondo le modalità stabilite con il medesimo decreto ministeriale.

Inoltre il credito d’imposta viene riconosciuto nella misura del 30% delle spese ammissibili alle grandi imprese nel limite massimo annuale di 250mila euro.

Per tutte le tipologie di impresa il credito d’imposta è aumentato al 60% nel caso in cui i destinatari della formazione rientrino nelle categorie dei lavoratori dipendenti svantaggiati o molto svantaggiati, come definito dal decreto del ministero del Lavoro e delle politiche sociali del 17 ottobre 2017.

Il credito d’imposta deve essere computato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui sono state sostenute le spese di formazione. Il credito è utilizzabile in compensazione a decorrere dal periodo d’imposta successivo presentando il modello F24.

 

 

Per informazioni più dettagliate cliccare qui.

 

 

 

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