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La terza call europea per startup ad alta tecnologia al femminile
C’è una linea di confine, nell’innovazione europea, che passa dalla capacità di portarla sul mercato, di farla testare e di attrarre capitali senza perdere subito quote societarie. È su questo terreno che si colloca Open Horizons, il progetto finanziato da Horizon Europe che sostiene startup digitali e deep tech guidate da donne, con contributi equity-free fino a 55mila euro, mentoring e la possibilità di sviluppare progetti pilota con corporate europee.
Il divario di genere nel deep tech resta un freno alla competitività
Nel deep tech europeo le donne restano sottorappresentate. Secondo il network WomenINvestEU della Commissione europea, solo il 14% dei founder deep tech in Europa è donna e le imprese con fondatrici ricevono l’11,4% dei finanziamenti complessivi del settore.
È un problema di competitività, perché esclude una parte rilevante del capitale imprenditoriale europeo proprio dai comparti destinati a pesare di più su industria, energia, manifattura, intelligenza artificiale e sicurezza tecnologica.
L’accesso alle filiere industriali
Open Horizons nasce per correggere questo divario con uno strumento pragmatico. Infatti, la terza call selezionerà fino a 16 startup per la fase iniziale di un mese, di queste fino a 7 accederanno alla successiva fase pilota della durata di cinque mesi in collaborazione con un partner corporate.
Il budget della call finale è pari a 475mila euro con un contributo massimo per singola startup di 55mila euro, articolato per milestone: 10mila euro dopo l’Inception Stage, 20mila euro al mid-term review del pilota, altri 20mila alla conclusione positiva del progetto e 5mila euro dopo la partecipazione al Demo Day.
Chi può candidarsi
Possono candidarsi startup costituite in uno Stato membro dell’Unione europea o in un Paese associato a Horizon Europe, qualificate come PMI autonome, registrate da almeno sei mesi e da non più di sei anni, con raccolta equity non superiore a un milione di euro.
La società deve essere fondata o co-fondata da una donna che ricopra una posizione di vertice – CEO, CTO, CSO o equivalente – e detenga almeno il 25% delle quote.
Le tecnologie ammissibili
Le tecnologie ammissibili sono quelle che riguardano la trasformazione industriale: intelligenza artificiale, IoT, greentech, blockchain, advanced computing, cybersecurity, robotica, materiali avanzati, biotech industriale, energia, fintech e soluzioni digitali scalabili.
Per superare la selezione il progetto deve rispondere necessariamente a una delle dodici challenge pubblicate per la terza call: dalle simulazioni ingegneristiche basate su machine learning alla logistica dell’ultimo miglio, dall’upcycling delle perdite alimentari all’efficienza energetica per retail e centri distributivi, fino all’AI applicata al forecasting, all’onboarding aziendale e all’ottimizzazione dei processi produttivi.
Dal prototipo alla prova di mercato
Open Horizons accompagna le startup in quella zona spesso fragile che separa il prototipo dalla prima vera prova di mercato. Per una startup deep tech guidata da donne, il valore del bando sta certamente nei 55mila euro, ma anche nella possibilità di entrare in una filiera europea con partner corporate e metriche di avanzamento verificabili.
Il contesto europeo
Open Horizons si inserisce in una stagione europea più ampia, nella quale programmi come Women TechEU hanno già mostrato l’effetto leva.
L’edizione 2024-2026 ha sostenuto 160 startup guidate da donne, ciascuna con un grant da 75mila euro e un programma personalizzato di business development. Secondo EISMEA, le startup dei primi tre cohort hanno raccolto complessivamente oltre 53,8 milioni di euro di finanziamenti privati.
La partita, dunque, è industriale, riguarda chi avrà accesso ai capitali, ai mercati e alle filiere in cui si costruisce la nuova competitività europea.
