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Nuove risorse per le attività culturali e creative

C’è tempo fino al 1° febbraio per accedere al bando che mette a disposizione contributi a fondo perduto per la transizione digitale delle piccole imprese dei settori culturali e creativi.

 

di Giuseppe Strangolo

 

Con una dotazione finanziaria di 115 milioni di euro, l’incentivo Transizione digitale organismi culturali e creativi mette a disposizione contributi a fondo perduto per le micro e piccole imprese, per gli enti del Terzo settore e per le organizzazioni profit e non profit.

La misura, prevista dal Pnrr, favorisce la digitalizzazione e l’innovazione delle realtà culturali ed è promossa dal ministero della Cultura con il supporto tecnico-operativo di Invitalia. La scadenza per la presentazione delle domande è fissata al 1° febbraio 2023.

A chi si rivolge e in quali ambiti

Il bando Tocc si rivolge micro e piccole imprese, in forma societaria di capitali o di persone, incluse le società cooperative, le associazioni non riconosciute, le fondazioni, le organizzazioni dotate di personalità giuridica non profit, nonché agli enti del Terzo settore, iscritti o in corso di iscrizione al Runts, che risultano costituiti al 31 dicembre 2020 e che operano nei settori culturali e creativi. I parametri dimensionali sono quelli della microimpresa, cioè le realtà che occupano meno di 10 persone e realizzano un fatturato annuo o un bilancio non superiore a 2 milioni di euro, e la piccola impresa, vale a dire l’impresa che occupa meno di 50 persone e realizza un fatturato o un bilancio annuo non superiore a 10 milioni di euro.

Gli ambiti di intervento sono relativi al mondo della musica, all’audiovisivo e alla radio, alla moda, all’architettura e design, alle arti visive, agli spettacoli dal vivo e ai festival, al patrimonio culturale materiale e immateriale, all’artigianato artistico, all’editoria, ai libri e alla letteratura, nonché all’area interdisciplinare per quelle realtà che operano in più di un ambito di intervento.

Gli interventi finanziabili

L’incentivo a fondo perduto intende incoraggiare la creazione di nuovi prodotti culturali e creativi per la diffusione live e online, e la diffusione dei prodotti culturali verso un nuovo pubblico, anche all’estero, cercando di ridurre il divario territoriale e al contempo raggiungere le categorie più deboli.

Sono finanziabili anche le attività per la fruizione del proprio patrimonio attraverso piattaforme digitali e nuovi format narrativi, nonché la digitalizzazione del proprio patrimonio con l’obiettivo della conservazione, della maggiore diffusione e della sua condivisione. L’incentivo riguarda anche le attività di crowdsourcing e lo sviluppo di piattaforme open source per la realizzazione e condivisione di progetti culturali.

Sono ammissibili le spese sostenute direttamente dai soggetti realizzatori a partire dal giorno successivo alla data di presentazione della domanda.

Le agevolazioni e le spese ammissibili

Sono finanziabili progetti fino a 100mila euro, considerando sia le spese di investimento che il capitale circolante. I progetti devono essere realizzati entro 18 mesi dal momento dell’accettazione della domanda.

Le agevolazioni sono concesse sotto forma di contributo a fondo perduto fino all’80% delle spese ammissibili e comunque per un importo massimo di 75mila euro, nel rispetto del regolamento de minimis.

Tra le spese finanziabili ci sono gli impianti, i macchinari e le attrezzature nuove di fabbrica, le componenti hardware e software, i brevetti, i marchi e le licenze, le certificazioni e le conoscenze tecniche direttamente correlate al progetto da realizzare. Non sono consentiti acquisti di attrezzature e beni per mera sostituzione. Anche le opere murarie sono considerate ammissibili nel limite del 20% del progetto di spesa complessiva.

Per quanto riguarda il capitale circolante, sono ammesse le spese relative alle materie prime, ai servizi necessari allo svolgimento delle attività dell’impresa e quelle per il godimento beni di terzi. Anche le utenze e i canoni di affitto relativi all’unità locale sono compresi nelle spese di capitale circolante ammissibili, purché strettamente funzionali al progetto finanziato. Sono inoltre ammissibili, tra le spese per il capitale circolante, le spese pubblicitarie e promozionali purché siano correlate al progetto, contabilizzate tra i costi di esercizio e purché non si configurino come investimenti di durata pluriennale. Ad esempio, sono ammissibili le spese per la realizzazione di volantini, brochures, cartelloni pubblicitari, biglietti da visita, ecc.

Ammessi i progetti con più soggetti

Per il bando Tocc è possibile candidarsi insieme ad altri soggetti. La misura agevolativa favorisce infatti la creazione di progetti a rete tra più realtà. Possono dunque presentare domanda di finanziamento più soggetti realizzatori, con un minimo di 3 e un massimo di 5, aventi i requisiti di accesso richiesti dall’articolo 5 dell’avviso pubblico al momento della presentazione della domanda e coerenti con gli obiettivi da conseguire. La rete deve essere formalizzata attraverso accordi di partenariato o altre forme contrattuali di collaborazione e ogni soggetto facente parte della rete deve presentare un progetto che deve essere funzionalmente autonomo ai sensi dell’articolo 12 dell’avviso pubblico. Nella domanda dovranno quindi essere descritti i singoli soggetti facenti parte della rete e i rispettivi ruoli e dovrà essere precisato il valore sinergico dato dall’integrazione dei vari progetti.

 

 

Qui il link per accedere alla guida per la presentazione della domanda.

 

 

 

 

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