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La direttiva UE 2026/470 del Parlamento europeo e del Consiglio, adottata il 24 febbraio 2026, rappresenta uno degli interventi più significativi nella recente evoluzione del diritto europeo della sostenibilità d’impresa, modificando la direttiva 2006/43/CE, la direttiva 2013/34/UE, la direttiva UE 2022/2464 sulla rendicontazione di sostenibilità (CSRD) e la direttiva UE 2024/1760 relativa alla due diligence.
La normativa si inserisce nel cosiddetto Pacchetto Omnibus I, un’iniziativa della Commissione europea volta a semplificare e razionalizzare gli obblighi in materia di sostenibilità con particolare attenzione al loro impatto sulla competitività delle imprese europee. L’intervento mira esplicitamente a ridurre gli oneri di rendicontazione e limitare gli effetti a cascata sulle imprese più piccole, mantenendo al contempo gli obiettivi generali della politica ESG .
La direttiva è entrata in vigore il 18 marzo 2026, ossia venti giorni dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, segnando l’avvio della fase di recepimento da parte degli Stati membri .
Il Pacchetto Omnibus I e la logica della semplificazione
Il Pacchetto Omnibus I nasce in un contesto caratterizzato da una crescente complessità normativa in materia di sostenibilità. Negli anni precedenti, l’Unione europea aveva adottato strumenti ambiziosi come la Corporate Sustainability Reporting (CSRD) e la direttiva sulla due diligence (CSDDD).
Tuttavia, pur rispondendo a obiettivi strategici ambiziosi, questa proliferazione normativa aveva generato sovrapposizioni, difficoltà applicative e un aumento degli oneri amministrativi, soprattutto per le imprese di dimensioni più contenute.
La direttiva (UE) 2026/470 si configura, dunque, come uno strumento di razionalizzazione e semplificazione, finalizzato a rendere più gestibili gli obblighi di rendicontazione ESG e di due diligence senza compromettere la qualità e l’efficacia delle informazioni fornite.
La revisione degli obblighi di rendicontazione ESG
La direttiva apporta cambiamenti significativi al sistema di rendicontazione ESG ridefinendo i contenuti, le modalità e le informazioni che le imprese devono comunicare.
La centralità della norma concerne la trasparenza come strumento per orientare le decisioni degli investitori e garantire accountability agli stakeholder, introducendo criteri di proporzionalità e rilevanza delle informazioni.
Le modifiche puntano a ridurre gli oneri formali e a rendere le informazioni più comparabili e affidabili. L’obiettivo è evitare che la rendicontazione diventi un adempimento meramente burocratico, privilegiando dati reali e significativi sotto il profilo ambientale, sociale e di governance.
La direttiva promuove una maggiore integrazione della sostenibilità nella strategia aziendale, incoraggiando lo sviluppo di sistemi interni di raccolta e analisi dei dati più efficienti e coerenti.
Il Consiglio europeo ha sottolineato come la revisione della rendicontazione abbia anche lo scopo di limitare il cosiddetto effetto trickle-down, ossia la trasmissione indiretta degli obblighi delle grandi imprese che gravano anche sulle piccole e medie aziende.
La due diligence
Un ulteriore ambito di intervento riguarda la direttiva 2024/1760 relativa alla due diligence in materia di sostenibilità. L’esperienza maturata nella fase iniziale di attuazione della direttiva ha evidenziato come un’impostazione eccessivamente ampia e uniforme degli obblighi potesse risultare difficilmente sostenibile sul piano operativo, soprattutto in relazione alla complessità delle catene del valore globali.
Alla luce di tali criticità l’attuale direttiva 2026/470 interviene con l’obiettivo di ricalibrare gli obblighi, orientandoli verso un modello fondato sul principio di proporzionalità e sulla concreta capacità di influenza delle imprese. Viene privilegiato un approccio basato sul rischio che consente di concentrare le attività di identificazione, prevenzione e mitigazione sugli impatti negativi più rilevanti sotto il profilo ambientale e sociale.
Questa scelta riflette una presa d’atto della difficoltà per le imprese di esercitare un controllo effettivo su tutti i livelli della catena di approvvigionamento, specialmente nei casi in cui i rapporti siano indiretti o caratterizzati da elevata frammentazione.
La norma mira pertanto a rendere gli obblighi di due diligence più realistici e attuabili, evitando che essi si traducano in un adempimento meramente formale o in un aggravio eccessivo di oneri amministrativi.
La direttiva non comporta un indebolimento degli obiettivi di tutela dei diritti umani e dell’ambiente, ma piuttosto una loro più efficace implementazione attraverso strumenti ponderati rispetto alle effettive possibilità operative delle imprese e alle dinamiche dei mercati globali.
Competitività e sostenibilità
Il Consiglio europeo sottolinea chiaramente che la semplificazione delle norme ESG è funzionale a rafforzare la posizione delle imprese europee nel contesto globale.
Questo aspetto evidenzia una tensione intrinseca nel diritto della sostenibilità, in cui emerge la necessità di promuovere standard elevati di responsabilità ambientale e sociale, e al contempo l’esigenza di evitare che tali standard si traducano in svantaggi competitivi rispetto ad altri ordinamenti.
Il Pacchetto Omnibus I rappresenta quindi un tentativo di trovare un punto di equilibrio tra queste due esigenze, attraverso un’azione che non abbandoni gli obiettivi ESG, ma ne ottimizzi gli strumenti di attuazione.
La direttiva (UE) 2026/470, entrata in vigore il 18 marzo 2026, costituisce uno dei principali strumenti attuativi del Pacchetto Omnibus I e segna una fase di maturazione del diritto europeo della sostenibilità d’impresa.
Il legislatore europeo, attraverso una revisione mirata della rendicontazione ESG e della due diligence, garantisce trasparenza e responsabilità e rende il sistema normativo più efficiente e sostenibile per le imprese.
La direttiva, infatti, non rappresenta un arretramento della politica europea in materia di sostenibilità, ma un tentativo di renderla più efficace, realistica e coerente con le dinamiche economiche globali.
