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L’e-commerce del vino non può più attendere

e-commerce vini

L’acquisto di vino online continua a registrare performance eccezionali ed è entrato ormai stabilmente nelle abitudini degli Italiani. Una lezione che molti produttori tardano ancora ad assimilare.

di Alessandro Battaglia Parodi

Con il coprifuoco sanitario tornano a crescere i dati di vendita dell’e-commerce alimentare. Una tendenza che non si è mai arrestata durante la pandemia, anche dopo la fine dei lockdown primaverili, e che ha continuato a rafforzarsi modificando profondamente i comportamenti degli Italiani, sempre più avvezzi all’utilizzo delle piattaforme di shopping online.
Il dato messo a nudo dal recente rapporto di Iri – Information Resources per Netcomm evidenzia come nel 2020 la crescita dell’e-grocery abbia costantemente mantenuto, di settimana in settimana, ritmi di crescita eccezionali, intorno al 50%. Arrivando anche a picchi di penetrazione del 288%. Tanto che per il 36% degli e-shoppers italiani fare la spesa online è diventata ormai un’abitudine.

Il vino dirompe nell’e-commerce

Insomma, tutto il comparto alimentare ha assistito a un’importante crescita delle vendite online, ma il segmento che ha registrato le performance migliori è stato quello del vino. È in questo settore che la crescita si è fatta più forte, ed è sempre qui che si è consolidato maggiormente il processo di fidelizzazione dei consumatori.
L’isolamento casalingo da lockdown, unito alla chiusura di ristoranti e bar, ha permesso agli Italiani di apprezzare la comodità della scelta di vini di qualità online e del loro acquisto a prezzi ragionevoli, sfatando il mito di prodotto difficile, “alto”, inaccessibile. E facendo entrare l’e-shopping di vini tra le consuetudini di acquisto online.
Ciò ha permesso ai più importanti siti specializzati, quali Svinando, WineZon, WineTown, Tannico, Wineverse e Vinix, di ottenere in tutti questi mesi del 2020 performance di fatturato elevatissime e quasi inattese. Vino75.com, uno degli operatori online più conosciuti, tanto per fare un esempio, ha visto crescere i propri volumi di vendita dalle circa 1.700 bottiglie giornaliere dell’epoca pre-Covid alle oltre 10mila al giorno registrate durante il lockdown. Numeri impressionanti se paragonati alla vendita al dettaglio di un vignaiolo qualsiasi, e che fanno riflettere sulle ghiotte opportunità offerte dall’e-commerce nello specifico settore enoico.

Opportunità da cogliere

È evidente che la vendita di vino attraverso i canali online rappresenta per tutti i produttori un’opportunità da cogliere al volo. E l’enorme successo di questi mesi dimostra come l’e-commerce non debba più essere percepito come un nemico del commercio tradizionale, quanto piuttosto come un suo importante alleato. Anche perché sono ben conosciute e rodate le strade per collocare le proprie produzioni all’interno di circuiti distributivi sulla rete. E, di questi tempi, sarebbe un errore fatale non approfittarne.
Dall’ultima indagine congiunta di Ovse (Osservatorio Vini Spumanti Effervescenti) e Ceves (Centro Studi Accademici Ricerca e Osservatorio Economico) del 2018, quindi in epoca preCovid, emergeva che in Italia il giro d’affari dei vini online si ripartiva tra un corposo 51% venduto dalle aziende vinicole direttamente dai propri siti web, un 25% venduto attraverso le piattaforme di e-commerce come quelle prima citate, e un restante 24% in cui la vendita avveniva sui grandi portali come eBay e Amazon.
Benché, a distanza di due anni e in piena pandemia, le percentuali possano essere sostanzialmente mutate, quel che rileva maggiormente di quest’analisi è la concreta possibilità offerta a tutti i produttori, tanto di grandi bottiglie, quanto di vini più popolari, di accedere ai numerosi circuiti della vendita online. In parole povere, le opportunità ci sono, bisogna solo rompere gli indugi e imparare a sfruttarle. Anche agganciandosi agli investimenti a fondo perduto.

Le risorse del Next Generation Eu

Già da molti anni vengono indetti bandi, da parte di alcune Province e Regioni italiane, per finanziamenti a sostegno di nuove iniziative di e-commerce. A questi bandi già in essere si aggiungerà presto l’importante contributo del Next Generation Eu, che con il suo pacchetto di aiuti economici (ben 209 miliardi di euro per l’Italia) dovrebbe contribuire ad affrontare efficacemente le sfide individuate dalla Commissione Europea nelle raccomandazioni specifiche per ognuno degli Stati membri.
Per quanto riguarda l’Italia, nel “Piano nazionale di ripresa e resilienza” presentato in bozza a Bruxelles è racchiusa un’importante serie di stimoli all’economia che potranno diventare operativi soltanto dalla seconda metà del 2021. Cioè quando, una volta approvato il nostro piano per la ripresa, i fondi europei inizieranno a essere erogati.
Tra i punti che contribuiscono a “rafforzare il potenziale di crescita, la creazione di posti di lavoro e la resilienza economica e sociale” del nostro Paese, il ministero dello Sviluppo economico ha inserito anche alcune misure a sostegno dell’e-commerce e per il consolidamento dei rapporti con la grande distribuzione organizzata in giro per il mondo. L’obiettivo è il rafforzamento degli investimenti tecnologici per l’innovazione di prodotto e di processo, nonché la creazione di forti reti distributive per riuscire a competere sui mercati internazionali.
La concessione di incentivi riguarderà quindi, con buona probabilità, lo sviluppo di piattaforme web attraverso bandi tematici che inizieranno a essere definiti dal secondo semestre 2021. Occhio dunque, l’opportunità è davvero dietro l’angolo.


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