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L’apicoltura ottiene aiuti a fondo perduto

apicoltura

Agea, l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura, ha recentemente pubblicato le istruzioni per accedere agli oltre 7 milioni stanziati a favore delle aziende della filiera apistica. Per presentare le domande c’è tempo solo fino al 14 novembre.

 

di Franco Genovese

 

Nell’ambito delle strategie di sostegno del Fondo per la tutela e il rilancio delle filiere apistica, brassicola, della canapa e della frutta a guscio, la legge di Bilancio 2022 ha previsto uno sostanzioso stanziamento per il settore dell’apicoltura pari a 7,75 milioni di euro. Si tratta di aiuti specifici alle aziende della filiera per sostenere le forme associative tra apicoltori, promuovere la stipula di accordi professionali e incentivare la pratica dell’impollinazione insieme alla pratica dell’allevamento apistico e del nomadismo.

Si tratta di fondi approvati con decreto ministeriale di fine luglio, già pubblicato in Gazzetta ufficiale, per i quali l’organismo pagatore Agea ha recentemente pubblicato le istruzioni operative per accedervi.

Beneficiari della misura

Le domande di contributo possono essere presentate dal 31 ottobre al 14 novembre da tutti gli apicoltori professionisti che producono miele e altri prodotti contigui per la commercializzazione oltre a esercitare l’apicoltura sia in forma stanziale, sia praticando il nomadismo anche ai fini dell’attività di impollinazione.

La conduzione zootecnica delle api, denominata “apicoltura”, è considerata infatti attività agricola a tutti gli effetti, anche se non correlata necessariamente alla gestione del terreno. Sono così considerati prodotti agricoli il miele, la cera d’api, la pappa reale o gelatina reale, il polline, la propoli, il veleno d’api, le api e le api regine, l’idromele e l’aceto di miele.

I potenziali beneficiari possono presentare domanda anche in forma associata e devono necessariamente essere in regola con gli obblighi di identificazione degli alveari e registrati nella Banca dati nazionale (Bdn) dell’Anagrafe apistica. La presentazione delle domande avverrà quindi in modo precompilato sulla base delle informazioni già presenti nel Bdn del ministero della Salute e dei dati aziendali presenti nel Fascicolo aziendale del Sistema informativo agricolo nazionale (Sian).

Tutte le risorse a disposizione

I finanziamenti complessivi destinati agli apicoltori sono pari a 6,95 milioni, mentre una quota pari a 800mila euro, è destinata al rifinanziamento dei quattro Centri di riferimento tecnico (Crt) che svolgono attività di programmazione delle iniziative nel settore apistico. I quasi 7 milioni di euro destinati alla filiera sono distribuiti in questo modo: ben 5,56 milioni vanno all’incentivazione della pratica dell’allevamento apistico e del nomadismo e varranno distribuiti agli apicoltori stanziali o nomadisti, a parziale ristoro dei maggiori costi sostenuti per la movimentazione degli alveari “nomadi” e del mantenimento degli alveari stanziali. L’incentivo è erogato sulla base del numero di alveari dichiarati in Bdn con un massimale pari a 40 euro per alveare.

I restanti 1,39 milioni di euro serviranno a incentivar la pratica dell’impollinazione e saranno erogati agli apicoltori che esercitano tale attività su richiesta degli stessi. L’incentivo è erogato sulla base del numero di alveari utilizzati nell’attività di impollinazione, con un massimale pari a euro 20 euro ad alveare.

L’aiuto non è concesso ai soggetti per i quali sono presenti provvedimenti di sospensione dei pagamenti attivati dall’organismo pagatore. Inoltre l’erogazione degli aiuti è subordinata alla presenza delle dichiarazioni sostitutive di notorietà finalizzate alla richiesta della certificazione antimafia e all’esecuzione della relativa verifica antimafia laddove è previsto.

Modalità di richiesta dell’aiuto

Per agevolare al massimo gli adempimenti necessari alle imprese zootecniche, la presentazione delle domande avverrà, come anticipato, in modo precompilato sulla base dei dati aziendali presenti nel fascicolo aziendale del Sian e nella Bdn.

Il soggetto beneficiario dovrà presentare ad Agea l’apposita domanda per il riconoscimento dell’aiuto tramite l’assistenza di un Centro autorizzato di assistenza agricola, compilata in ogni sua parte e completa della documentazione richiesta. L’Agea, in qualità di organismo pagatore, renderà disponibile al richiedente o al centro autorizzato di assistenza delegato, grazie al Sistema informativo agricolo nazionale, la domanda contenente le informazioni anagrafiche necessarie per consentirgli di presentare la domanda di contributo.

Le domande di aiuto sono presentabili soltanto nella breve finestra temporale compresa tra il 31 ottobre e il 14 novembre.

 

Per maggiori informazioni consultare le istruzioni operative dell’Agea.

 

 

 

 

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