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La “rigenerazione sociale” di una grande città

LaCittàIntorno è un innovativo programma di intervento della Fondazione Cariplo per la rigenerazione del tessuto culturale e sociale di alcune aree periferiche di Milano considerate critiche. Vediamo insieme di che cosa si tratta.

di Alessandro Battaglia Parodi

 

Promuovere la coesione sociale partendo dalle periferie. È l’obiettivo di LaCittàIntorno, l’iniziativa di Fondazione Cariplo per il recupero e la rinascita del tessuto sociale e culturale delle aree periferiche milanesi. Abbiamo chiesto a Chiara Bartolozzi, project manager del programma, e a Maria Laura Galassi, junior programme officer dell’area Arte e Cultura di Fondazione Cariplo, di parlarci di quest’innovativo progetto che coinvolge più attori, e su diversi livelli, all’interno di un medesimo contesto cittadino.

 

Il vostro programma promuove il protagonismo delle comunità locali attraverso attività culturali e di coesione sociale, pensando anche a uno sviluppo economico autonomo. Ci raccontate come funziona il programma LaCittàIntorno?

(C Bartolozzi) «LaCittàIntorno nasce con l’obiettivo di aumentare e diversificare le opportunità a disposizione degli abitanti dei quartieri di Milano, promuovere occasioni di sviluppo e sostenere la nascita di nuove centralità cittadine facendo leva sul protagonismo delle comunità presenti nei quartieri di riferimento. Il programma è stato avviato ufficialmente nel 2016, con la firma di un protocollo d’intesa con il Comune di Milano che individua contesti e quartieri di comune interesse in città da cui sono state selezionate le due aree pilota: Corvetto/Chiaravalle e via Padova/quartiere Adriano».

 

Perché proprio questi due quartieri?

(C Bartolozzi) «Si è scelto di partire da queste due aree della città perché presentano un mix di criticità, risorse e densità abitativa importante, che sono le caratteristiche sulle quali si vuole fare leva per l’avvio e la sperimentazione degli interventi proposti dal programma. Il programma si realizza attraverso i cosiddetti “dispositivi d’ingaggio”, ossia modelli d’intervento con caratteristiche diversificate, pensati per coinvolgere nei processi di rigenerazione le varie componenti delle comunità dei quartieri di riferimento. Si spazia infatti dalle organizzazioni del Terzo Settore, più strutturate, ai gruppi informali, ai singoli cittadini. È perfino stato previsto un dispositivo chiamato Idee Bambine, Pensieri Bambini per promuovere la partecipazione dei bambini e delle bambine delle scuole primarie agli interventi di rigenerazione e cura degli spazi verdi».

 

Il quartiere che interessa via Padova rappresenta una bella sfida! Multietnica, problematica e soprattutto lunga più di 4 km. Perché proprio questa via così complessa ed estremamente diversificata?

(M.C. Galassi) «Via Padova rappresenta uno dei contesti prioritari d’intervento individuati dall’accordo del 2016. La zona è stata studiata in profondità con il supporto scientifico del Dipartimento di Architettura e Studi Urbani del Politecnico di Milano, la cui ricerca è riportata nella pubblicazione Via Padova – Conoscenza per il cambiamento. Si racconta un territorio i cui confini vanno ben oltre l’asse di via Padova e caratterizzato da un tessuto urbano particolarmente denso di complessità, fra le quali ad esempio la mancanza di un sistema di spazi pubblici, e di opportunità, come il Parco Trotter e la fitta rete di attori ed energie locali che anima il quartiere. Dall’avvio del programma LaCittàIntorno la Fondazione ha sostenuto numerose iniziative culturali volte a far emergere le potenzialità del quartiere. In questo caso il dispositivo d’ingaggio è il bando Sottocasa, volto a sostenere progettualità a base culturale rivolte agli abitanti locali e dell’intera città. In questo contesto, è in fase di realizzazione il progetto Tunnel Boulevard che, partendo da un importante lavoro di mappatura e ascolto delle comunità locali, metterà in sicurezza un sottopassaggio ferroviario trasformandolo in galleria d’arte a cielo aperto. In parallelo procede il percorso finalizzato all’apertura di un Punto di Comunità, ossia un luogo di aggregazione e integrazione sociale, partecipazione culturale e inclusione lavorativa che sarà ospitato negli spazi dell’ex convitto del Parco Trotter e rappresenterà un vero e proprio punto di riferimento a scala metropolitana».

 

Qual è l’ammontare del finanziamento a disposizione per il 2021 per questo insieme di interventi sui vari territori urbani?

(M.C. Galassi) «Il finanziamento complessivo per il programma è pari a 10 milioni di euro e viene destinato ai diversi dispositivi d’ingaggio: fra questi, oltre ai Punti di Comunità, al bando Sottocasa, e all’azione Idee Bambine Pensieri Bambini, figurano Luoghicomuni, che promuove la cura condivisa degli spazi verdi collettivi, Abbracciami, la circle line ciclabile e pedonale che unisce 29 quartieri di Milano in un percorso di oltre 70 km, e il Portale dei Saperi, una piattaforma digitale in grado di valorizzare e condividere il capitale esperienziale e conoscitivo di una comunità di prossimità locale, trasformandolo in una leva per la nascita di relazioni nuove e più efficaci tra persone, associazioni, realtà produttive, enti pubblici e privati».

 

Come può un’associazione o una cooperativa sociale che insista sui territori prescelti da LaCittàIntorno accedere al programma di finanziamento partecipando così ai vostri progetti di rigenerazione del tessuto culturale e sociale?

(C Bartolozzi) «Attualmente il dispositivo che consente la partecipazione spontanea è il bando Sottocasa che, da quest’anno, è rivolto a tutta la città di Milano, con un budget a disposizione di 500 mila euro. Le organizzazioni del Terzo settore, attive in campo culturale e operanti su scala cittadina o in specifici quartieri, possono presentare progetti volti a promuovere la partecipazione culturale nei quartieri fragili di Milano e ad attrarre pubblici da altre zone della città e dall’area metropolitana. Per maggiori informazioni è possibile consultare la pagina dedicata sul sito de LaCittàIntorno».

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