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La Missione UE sul cancro

Alessandra Carlo

Alessandra Carlo

Laureata in Giurisprudenza all'Università Cattolica del Sacro Cuore con esperienze maturate nell'ambito della professione forense. Fa parte del Centro Studi di Sef Consulting
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Horizon Europe, attraverso la missione Ue sul cancro, apre il pacchetto di call Horizon-miss-2026-02-cancer: sette topic con scadenza al 15 settembre 2026. Il taglio è molto concreto e parla a imprese ed enti focalizzandosi su piattaforme dati e modelli, trial pragmatici con esiti trasferibili nella sanità reale, soluzioni digitali patient-facing, percorsi clinico-organizzativi replicabili e programmi di rafforzamento delle capacità.

Con un budget complessivo di circa 124,19 milioni di euro distribuiti in modo differenziato a seconda del topic, le call sono pensate sia per progetti grandi sia per progetti di taglia media. In termini di ripartizione il topic sui Modelli di gemelli umani virtuali (VHT) per la ricerca sul cancro (Cancer-01) è il più dotato con 35 milioni per quattro progetti nell’ordine di 8/9 milioni ciascuno. Il topic sul Microbioma per la previsione precoce del cancro prima dell’insorgenza della malattia (Cancer-02) concentra 15 milioni su un unico progetto: una scelta che segnala ambizione e aspettativa di massa critica. L’area Studi clinici pragmatici per ottimizzare gli interventi immunoterapeutici per i pazienti con tumori refrattari (Cancer-03) mette 22,19 milioni per tre progetti da 7/8 milioni. Le Cure palliative più precoci e precise (Cancer-04) prevedono 15 milioni per tre progetti attorno ai 5 milioni. Sul versante Migliorare la salute mentale dei giovani sopravvissuti al cancro attraverso il Centro digitale europeo per i pazienti oncologici (Cancer-05) ci sono 7 milioni per un progetto, mentre Sviluppo di un programma di rafforzamento delle capacità di ricerca sul cancro con e per l’Ucraina (Cancer-06), in forma CSA, ha 5 milioni per un progetto. Infine la Migliorare la qualità della vita dei pazienti anziani affetti da cancro (Cancer-07) ha 25 milioni per cinque progetti da 5/6 milioni.

Le forme di finanziamento

Un aspetto operativo che interessa direttamente imprese ed enti è la forma di finanziamento: la maggior parte dei topic (Cancer-01 – 02 – 03 – 04 – 07) prevede il lump sum (capace di coprire l’intero finanziamento). Il progetto si imposta quindi come una sequenza di risultati verificabili e pacchetti di lavoro coerenti più che come un esercizio di rendicontazione analitica. Cancer-05, unica Innovation Action, segue la logica dei costi reali (actual costs): massimo 70% per i beneficiari for profit e fino al 100% per enti non-profit. Cancer-06 è invece un CSA che tradizionalmente consegna un’agevolazione al 100%.

Le spese richiamano le categorie tipiche Horizon: personale, subcontratti, acquisti (viaggi, attrezzature e altri beni/servizi) e, laddove previsto dalle condizioni specifiche, anche supporto finanziario a terzi. Per i topic a costi reali si aggiungono inoltre gli indiretti al 25% flat rate.

L’obiettivo è chiaro: consegnare risultati

Il focus chiaro è la creazione di valore. In questa direzione Cancer-01 è la chiamata più chiaramente orientata a costruire infrastrutture: modelli digitali, basati su AI/ML, capaci di integrare dati multi-scala e supportare simulazioni e predizioni utili alla ricerca oncologica. Le imprese che fanno data engineering, interoperabilità, MLOps, cybersecurity, cloud compliance e strumenti di validazione entrano in questa call con un ruolo concreto e strutturale, non accessorio, perché senza architettura e governance dei dati il twin resta solo una promessa.

Cancer-02 è un progetto unico e ambizioso che sprona chi coordina ad avere capacità di standardizzare pipeline e validare risultati in modo robusto. Per aziende e centri tecnologici si tratta di un terreno naturale se si hanno piattaforme di bioinformatica, modelli predittivi affidabili e soprattutto capacità di rendere confrontabili i dati e trasferibili i metodi.

Cancer-03 prevede trial pragmatici per ottimizzare immunoterapie nei refrattari: non solo trial perfetti ma evidenze applicabili per la sanità reale con disegni e strumenti che reggono la complessità dei pazienti e dei contesti clinici. Qui sono previsti provider e-clinical, aziende di data management clinico, soluzioni per patient-reported outcomes e, più in generale, chi sa industrializzare la conduzione di studi pragmatici.

Cancer-04 è invece dedicato alle cure palliative più precoci e più precise. Si tratta di un topic spesso sottovalutato dal mondo tech ma in realtà molto adatto a chi lavora su integrazione territoriale, telemonitoraggio, symptom tracking, decision support e strumenti di comunicazione clinico-caregiver. Il baricentro non è l’innovazione da laboratorio ma la capacità di anticipare bisogni, misurare esiti e rendere replicabili modelli di presa in carico.

Cancer-05 spinge sulla salute mentale dei giovani cancer survivors attraverso l’ecosistema dello European Cancer Patient Digital Centre. Qui il valore è compreso nel co-design con i giovani, nella qualità clinica dei contenuti e nell’interoperabilità della soluzione. È un topic particolarmente interessante per imprese digital health, fondazioni e reti di pazienti che sappiano mettere insieme tecnologia, evidenza e governance.

Cancer-06 è invece un CSA su capacity building con e per l’Ucraina e il suo focus è il coordinamento: mappatura, training, mutual learning, meccanismi operativi per rafforzare la capacità di ricerca. Per enti, fondazioni, organizzazioni di coordinamento e provider formativi (anche digitali) è una call perfetta, ancor più adatta a chi dimostra rete e capacità di implementazione.

Cancer-07 è invece una call che ha come focus la qualità della vita negli over 65 intercettando un bisogno enorme e spesso poco coperto dai trial tradizionali: fragilità, comorbidità, polifarmacoterapia, appropriatezza terapeutica e funzionalità. Qui tecnologia e organizzazione possono davvero incidere se orientate a decisioni migliori e percorsi più sostenibili. Sono previsti consorzi che includono clinica, geriatria/oncologia, implementazione nei servizi e soluzioni digitali che non siano app generiche ma strumenti integrati nei processi di cura.

Non solo grandi Centri

Leggendo tra le righe del bando si evince un fatto particolarmente interessante: queste call non sono dedicate solo alle grandi realtà perché la maggior parte delle valutazioni ruota attorno alla capacità di rendere il risultato adottabile. Un’impresa non deve fare scienza al posto dei clinici ma rendere possibile la scienza e, soprattutto, la sua adozione. Quello che l’Europa cerca è l’abilitatore indispensabile: interoperabilità, governance dei dati, piattaforme patient-facing, strumenti PRO, sicurezza, infrastruttura, servizi trial, implementazione territoriale.

In parallelo, per enti e fondazioni, il vantaggio competitivo spesso è l’accesso ai contesti reali e la capacità di orchestrare stakeholder, pazienti e servizi. In poche parole l’originalità pesa quanto la credibilità di implementazione.

C’è infine un prerequisito trasversale da attenzionare particolarmente: i topic richiedono partenariati transnazionali con almeno tre entità indipendenti in tre Paesi diversi (almeno uno Stato membro).

Il cancro non si affronta con promesse

Queste call hanno il merito di spostare la discussione dal fare ricerca al mettere a terra soluzioni: dati interoperabili e modelli riusabili, trial pragmatici che reggono la complessità del mondo reale, strumenti digitali che parlano davvero ai pazienti e programmi capaci di rafforzare competenze dove servono di più. La Commissione sta comunicando una cosa semplice ma fondamentale: il cancro non si affronta con promesse ma con sistemi che funzionano.

Per imprese ed enti il punto non è essere grandi ma indispensabili, è portare un asset adottabile, misurabile e scalabile dentro un consorzio credibile. È qui che la Missione diventa opportunità industriale e impatto sociale nello stesso gesto.

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“La nostra mission consiste nel dotare i lettori di un magazine in grado di decifrare il vasto mondo della gestione d’impresa grazie a contenuti d’eccezione e alla collaborazione con enti pubblici e privati.”

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