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Un risultato di grande rilievo per la personale dell’artista beneventana Sara Cancellieri “Muovetevi il meno possibile” nella galleria “Mondoromulo Arte contemporanea” a Castelvenere. Il finissage, tenutosi venerdì, ha raccolto consenso di pubblico e critica, nello spirito della mostra, attirando un pubblico variegato.
di Redazione
Nel piccolo centro di Castelvenere, in terra sannita, da un anno e mezzo si sperimenta l’impossibile: una galleria d’arte contemporanea, immersa nei vigneti e circondata dai profumi del loro vino, vive di una forza propulsiva unica, dettata dalla coscienza di chi sa che per cambiare le cose intorno, bisogna credere in ciò che si fa. La galleria d’arte contemporanea Mondoromulo apre i battenti nell’ottobre 2022 con la personale di un artista che rompe gli schemi distruggendo il rapporto di sudditanza dell’artista con il passato, Jacopo Dimastrogiovanni.
Nei piccoli centri la vita diventa più grande
Puntare sull’arte è un atto rivoluzionario, che attiva in chi lo osserva una risposta gravida di possibilità: riflettere sulla propria natura, guardare all’altro con occhio diverso, contestualizzare le difficoltà della vita quotidiana. L’arte contemporanea va al di là del concetto generale di bellezza, spingendo il fruitore sulla via della riflessione: fa discutere, producendo mutamenti di forma e nuovi significati.
“Qualsiasi cosa riguardi la cultura, la conoscenza, oggi è vista come qualcosa di marginale, di non necessario. Credo che l’arte, proprio perché non necessaria, sia indispensabile.” nelle parole del gallerista, Flavio Romualdo Garofano, troviamo la necessità dell’arte nella vita di ognuno.
Il locale nel globale e il globale nel locale
In mostra nella galleria Mondoromulo con la personale “Muovetevi il meno possibile” c’è stata sino al 5 luglio Sara Cancellieri, artista sannita che vive e opera a Perugia. Si tratta di un’artista che è presente a livello nazionale con una sua consapevolezza, e quello che dice a livello nazionale, la sua esperienza e qualità possono stimolare la vitalità del territorio, degli artisti emergenti locali.
L’artista e il curatore

“Questa mostra è l’inno alla rigenerazione, è una disgregazione che inneggia a una riappropriazione della visione del corpo. Muovetevi il meno possibile è anche un monito, un monito all’attenzione di come si sta al mondo, all’attenzione al pensiero, all’attenzione dello sguardo. […] c’è un mondo attorno a noi e muoversi all’interno del mondo dev’essere un muoversi ponderato, attento”. Le parole di Sara Cancellieri estendono il concetto del titolo della mostra a uno stile di vita, una concezione della vita stessa.
“L’allestimento è un pensiero unico, uno spazio che vuol essere un paesaggio quasi postbellico, il risultato di una natura che si riappropria dello spazio e della visione. […] è tutto un gioco di equilibri, tra natura e uomo, tra interno ed esterno, tra se stessi e il proprio rapporto con il mondo.” le parole del curatore, Francesco Creta, illuminano invece la scelta e l’installazione dei pezzi in mostra, che raccontano una storia attraverso materiali classici usati un modo inusuale – la ceramica delle mine di “Una tremenda leggenda” o del “Golem”, opere che si costruiscono sulla ripetizione e sull’incastro, o l’instabilità dei tondini sottili di ferro che reggono sculture ceramiche pesanti di “Muovetevi il meno possibile”.
Inoltre, è aperta la Project room dedicata alla stessa Cancellieri, in cui sono in mostra 78 monotipi tratti dal libro di Piperno “De nuce maga beneventana”; il testo tratta del culto della vipera d’oro dei longobardi, convertiti al cristianesimo dall’intervento di san Barbato, originario proprio del piccolo borgo di Castelvenere.
Prossimo appuntamento

Il prossimo appuntamento della Galleria è previsto il 13 luglio con il vernissage di “Human Micorriza”, la mostra personale di Marta Perroni a cura di Alessia Canelli: le opere dell’artista, napoletana d’adozione, già presente in Galleria nella collettiva “Everithing is possible” saranno presenti sino al 21 settembre.
Investire nella cultura: l’arte come opportunità
Oggi investire nell’arte è un’opportunità che si offre alla portata di un pubblico più vasto: se nei secoli addietro i mecenati erano gli unici a commissionare ed acquistare opere d’arte, nel nostro tempo è sempre più facile trovare pezzi di valore (magari acquisito col tempo, dalla data di acquisto) in casa. L’acquisto di opere d’arte può fungere anche da diversificazione in un portafoglio di investimenti, offrendo stabilità e valore aggiunto nel lungo periodo.
La galleria, come trait d’union tra l’artista e l’acquirente, riesce a suggellare patti altrimenti impossibili da stendere, nel suo lavoro continuo di scoperta, proposta e cesello del panorama. Il gallerista, che collabora con un parterre di curatori, dona la sua impronta alla selezione artistica e crea un percorso unico nella proposta artistica locale, nazionale ed internazionale.
I bandi
Investire nell’arte rappresenta non solo un’opportunità di apprezzare e promuovere l’eccellenza creativa, ma anche un investimento strategico. In questa direzione vanno le possibilità offerte dalla finanza agevolata, che possono sostenere da una parte le realtà come quella sinora esplorata, dall’altra enti pubblici o del terzo settore che operano nel versante culturale. È il caso delle misure, conclusesi nei mesi scorsi, come PAC Piano per l’Arte Contemporanea, o Italian Council, entrambi bandi annuali che sostengono il patrimonio culturale pubblico di una comunità.

O della misura, in apertura al 1° luglio, con cui la Banca d’Italia concede “Contributi liberali a scopo di beneficenza per iniziative di interesse pubblico”: per richiedere il contributo è richiesta la stesura di una proposta progettuale, senza limiti economici, che identifichi chiaramente l’obiettivo di sostenere la ricerca, la cultura e l’educazione in campi affini alle funzioni istituzionali (economia, moneta, credito, finanza), la ricerca scientifica, la promozione culturale, la formazione giovanile e scolastica, la beneficenza e solidarietà.
Oppure ancora, di una proposta innovativa della Direzione generale creatività contemporanea del Ministero della Cultura: per il primo anno, infatti, è stato lanciato il bando per la designazione della Capitale italiana dell’arte contemporanea 2026. Si tratta di un premio mirato a stimolare la capacità innovativa delle città italiane nel campo della promozione dell’arte contemporanea attraverso il finanziamento di progetti culturali. Questi progetti includono la curatela di mostre, l’organizzazione di festival e rassegne, nonché l’ampliamento e il recupero di spazi dedicati all’arte.
Infine, del Laboratorio di Creatività Contemporanea, una procedura a evidenza pubblica del Ministero della Cultura rivolta a ETS e ONLUS per il finanziamento di programmi biennali che incentivano la produzione e la diffusione di percorsi di innovazione culturale, sociale o amministrativa basati sulla sperimentazione e sulla replicabilità dei processi di attivazione civica, sulla ricerca di nuovi modelli di organizzazione e gestione, sulla condivisione e partecipazione delle comunità locali e sul coinvolgimento di innovatori culturali e sociali e soggetti istituzionali.
Se la tua realtà intende aderire ad una di queste misure, non esitare a contattarci!
