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L’Europa promuove lo sport sociale: candidature aperte per i #BeActive Awards 2025

Gianrocco Rossetti

Gianrocco Rossetti

Giornalista, avvocato e consulente aziendale nel campo dello sviluppo d'impresa e comunicazione integrata.
be active 2025
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E’ una delle novità più interessanti all’interno del programma Erasmus+ Sport, promosso dalla Commissione Europea e gestito dall’Agenzia esecutiva EACEA. Un riconoscimento che celebra progetti già realizzati capaci di trasformare le comunità, promuovere valori e costruire legami sociali attraverso il linguaggio universale dello sport.
 

I premi di #BeActive Awards 2025 mirano a valorizzare i migliori progetti europei che promuovono sport e attività fisica come strumenti per la salute, l’inclusione, il dialogo intergenerazionale, il volontariato e la pace in Europa. Il concorso sostiene anche uno sport sostenibile e rispettoso dell’ambiente. 

Un premio che parla di valori, non solo di vittorie

In un tempo in cui parlare di inclusione, benessere e sostenibilità ambientale non è più un lusso ma una necessità, l’UE ha deciso di puntare proprio sullo sport come motore di cambiamento sociale. I BeActive Awards, infatti, non si rivolgono solo a campioni e medaglie, ma a scuole, associazioni, enti pubblici e organizzazioni di ogni tipo che hanno già dato vita a iniziative concrete e significative.

Parliamo di chi, ad esempio, ha creato percorsi di attività fisica nelle periferie urbane, ha unito generazioni in tornei intergenerazionali, ha dato voce ai volontari o ha usato il calcio, la danza o la corsa per costruire dialogo nei territori colpiti da conflitti o discriminazioni.

Cinque categorie per cinque modi diversi di fare la differenza

L’edizione 2025 si articola in cinque categorie, ognuna pensata per valorizzare un aspetto specifico del potere trasformativo dello sport:

  • C’è il premio per chi promuove l’attività fisica tra bambini, adulti, anziani, magari nei contesti scolastici o nei luoghi di lavoro.
  • Una categoria è dedicata all’inclusione sociale, per i progetti che abbattono barriere e costruiscono spazi aperti a tutte le diversità.
  • Non poteva mancare un riconoscimento per il volontariato sportivo, motore invisibile e spesso silenzioso di migliaia di eventi e attività locali.
  • Poi c’è la sezione “Across Generations”, per quelle iniziative che uniscono giovani e anziani, mettendo il benessere al centro della relazione tra età diverse.
  • Infine, un premio viene assegnato a chi ha usato lo sport per promuovere la pace, il dialogo e la riconciliazione. Un tema più che mai attuale.

Ogni categoria prevede un premio in denaro: per i vincitori e per ciascuno dei due finalisti. Un incentivo concreto, ma soprattutto simbolico, per valorizzare l’impatto di progetti che spesso nascono dal basso, con poche risorse ma tanta passione.

Chi può partecipare?

Il bando è aperto a organizzazioni pubbliche e private, associazioni sportive, enti locali, scuole, fondazioni… Insomma, a chiunque abbia realizzato qualcosa di concreto e dimostrabile. L’unica eccezione riguarda la categoria del volontariato, dove possono partecipare anche persone fisiche, purché abbiano svolto un’attività rilevante nel campo sportivo, in modo gratuito e continuativo.

La Commissione cerca progetti già conclusi, che abbiano avuto un impatto chiaro, positivo e magari anche replicabile. Non importa quanto grande o piccolo sia il progetto: conta l’idea, l’efficacia, la capacità di lasciare un segno.

Come e quando candidarsi

C’è tempo fino al 24 settembre 2025 alle ore 17:00 (orario di Bruxelles) per inviare la propria candidatura. Tutto avviene online, attraverso il Funding & Tenders Portal dell’UE. Basta raccogliere la documentazione richiesta (descrizione del progetto, evidenze, impatti) e presentare il tutto in una forma chiara, comprensibile e ispirante.

I progetti saranno valutati da una commissione indipendente e i vincitori verranno annunciati nella primavera 2026, durante un evento pubblico che darà ulteriore visibilità ai progetti selezionati.

Perché partecipare?

Candidarsi ai BeActive Awards non significa solo provare a vincere un premio. Significa mettersi in rete con altre realtà europee, far conoscere la propria storia, ispirare altri territori a replicare esperienze simili. Significa portare il proprio impegno sotto i riflettori europei e magari aprire nuove strade, nuovi contatti, nuove collaborazioni.

In un mondo sempre più frammentato, questi premi sono un modo per rimettere al centro l’umanità dello sport: non quella dei riflettori e degli stadi, ma quella delle palestre scolastiche, dei centri anziani, dei cortili di periferia.

Un’occasione da non perdere

Chiunque lavori nel mondo dello sport sociale dovrebbe considerare seriamente questa opportunità. È un riconoscimento concreto, è un trampolino per il futuro e – soprattutto – è un modo per raccontare che lo sport può davvero cambiare le vite.

Per tutte le informazioni ufficiali, il bando completo è disponibile sul sito della Commissione Europea e su sport.ec.europa.eu.

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