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Il 25 febbraio 2026 è attesa la pubblicazione della proposta della Commissione Europea sull’Industrial Accelerator Act (IAA), un atto destinato a diventare il volano del nuovo piano per la competitività e la prosperità sostenibile dell’Unione, integrandosi nel più ampio quadro del Clean Industrial Deal.
La proposta punta a stabilizzare il comparto manifatturiero europeo, garantendo che il percorso verso la neutralità climatica diventi un fattore di forza piuttosto che un elemento di fragilità nel panorama economico globale. Il documento recepisce le criticità evidenziate nel rapporto Draghi 2024, in cui l’ex Presidente della BCE aveva tracciato i contorni di un possibile declino industriale alimentato da costi energetici fuori mercato e da una pressione burocratica ostativa all’attrazione di investimenti.
La Commissione ha risposto con la lettera d’Intenti – firmata a settembre 2025 dalla Presidente Ursula von der Leyen e dal Commissario europeo per il commercio e la sicurezza economico, Maroš Šefčovič – il cui scopo è una semplificazione operativa che prevede autorizzazioni celeri e un quadro normativo chiaro. Si tratta di elementi indispensabili per permettere alle imprese di implementare tecnologie pulite con tempistiche compatibili con le dinamiche di mercato.
In questo disegno l’industria siderurgica assume una rilevanza centrale poiché l’acciaio non è solo una componente economica, ma un asset strategico per la difesa e la resilienza dell’Unione Europea. Pertanto, l’IAA si propone di agevolare la conversione verso l’elettrificazione dei processi tramite forni elettrici alimentati da idrogeno e fonti rinnovabili, introducendo contemporaneamente misure di tutela per le materie prime secondarie con l’obiettivo di mettere in sicurezza il mercato dei rottami metallici all’interno dell’Unione europea, elevandoli da semplici scarti a risorse per un’economia circolare realmente autonoma.
Per assicurare la tenuta di questa trasformazione, Bruxelles sta definendo i parametri dei cosiddetti «mercati guida» dove, attraverso il coordinamento degli appalti pubblici e l’adozione di certificazioni per i prodotti a basse emissioni, l’Europa intende consolidare una domanda strutturale per i materiali sostenibili. Questo sistema è progettato per proteggere le imprese comunitarie dalla pressione di competitor extra-UE che beneficiano di standard ambientali meno stringenti, evitando che la decarbonizzazione si traduca in una delocalizzazione della capacità produttiva verso aree meno regolamentate.
Il successo dell’atto, prossimo al vaglio definitivo previsto per fine febbraio, resterà legato alla capacità dell’Unione di mobilitare capitali adeguati e di tradurre in riforme le raccomandazioni del rapporto Draghi. . L’IAA, lontano dal ridursi in un mero aggiornamento normativo, si configura come un intervento di riassetto strutturale per l’apparato industriale europeo, volto a consolidare la leadership tecnologica e la sovranità strategica dell’Unione nel lungo periodo.
