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Contributi a favore dei produttori di vino Dop, Igp e bio

Gli incentivi ammontano complessivamente a 1 milione di euro e sono destinati alle imprese produttrici di vino che investono in sistemi digitali per migliorare le attività di informazione e promozione nei confronti dei consumatori.

 

di Giuseppe Strangolo

 

È stato finalmente pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del 30 giugno 2022 del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali riguardante i contributi per i produttori di vino Dop, Igp e biologico. Gli incentivi, previsti dalla legge di Bilancio 2022, ammontano complessivamente a 1 milione di euro e sono destinati alle imprese produttrici di vino che posseggono attività già avviate di agriturismo ed enoturismo e che hanno intenzione di investire in sistemi digitali per migliorare le attività di promozione nei confronti dei consumatori.

L’intento della misura è favorire la promozione dei territori, anche in chiave turistica, e recuperare antiche tradizioni legate alla cultura enogastronomica del Paese.

Le spese di investimento ammesse

Le risorse da assegnare ai produttori di vino Dop, Igp e biologico coprono le spese di investimento relative a sistemi digitali in grado di veicolare ai consumatori informazioni peculiari sui vini e sui loro terroir attraverso l’impiego di Qr code apposti sulle etichette e linkati a un sito web multilingue. L’obiettivo è fornire agli utenti e ai consumatori una descrizione delle caratteristiche del territorio di riferimento, dal punto di vista storico-culturale e delle tradizioni enogastronomiche, nonché appositi collegamenti ipertestuali ai siti e alle pagine web istituzionali dedicati alla promozione culturale, turistica e rurale dei territori locali di produzione.

Il relativo sito web di ogni produttore deve essere redatto in almeno due lingue, oltre l’italiano, mentre l’apposizione del codice a barre bidimensionale Qr code deve avvenire nel rispetto del regolamento Ue in materia di informazioni sugli alimenti, di etichettatura e presentazione dei vini. Il soggetto ammesso a contributo deve inoltre garantire per un periodo minimo di tre anni l’apposizione del codice a barre sulle etichette di una quota pari ad almeno il 25% della produzione complessiva imbottigliata, garantendo il collegamento ipertestuale tra il Qr code e il sito web multilingue.

Il ruolo strategico del Qr code nella normativa europea

Il grande tema della spinta verso la digitalizzazione del mondo vinicolo, insieme all’esigenza di incoraggiare la presenza di un Qr code stampato sulle etichette delle bottiglie, sono intimamente legati a un’altra importante battaglia che l’Unione Europea sta portando avanti negli ultimi anni. Si tratta della questione della sicurezza alimentare e della necessità di informare i consumatori su ingredienti e metodi di produzione dei prodotti acquistati. In questa prospettiva occorre dunque sottolineare come dal 1° gennaio sia entrata in vigore la nuova Politica agricola comune – PAC 2023-2027 che prevede di garantire e al tempo stesso tutelare i cittadini europei rispetto al consumo di alimenti sicuri e a prezzi accessibili. Tutte le aziende dell’agroalimentare, comprese quelle del settore delle bevande alcoliche, dovranno quindi riportare sulle etichette nutrizionali (nel caso dei vini, sul Qr code) alcuni dati fondamentali in grado di garantire ai consumatori la massima trasparenza e il maggior numero di informazioni utili.

L’importo del contributo concedibile

Le risorse verranno assegnate ai progetti ritenuti ammissibili sulla base dell’ordine cronologico di presentazione secondo la procedura a sportello. L’importo del contributo concedibile a un singolo beneficiario è pari a un minimo di 10mila sino a un massimo di 30mila euro ed è determinato sulla base dei punteggi attribuiti da una commissione giudicatrice. La ripartizione dei fondi disponibili è effettuata in base alla graduatoria approvata e in misura direttamente proporzionale al punteggio attribuito dalla commissione, mentre la percentuale massima di contributo erogabile non può superare il 70% delle spese ammesse.

È inoltre consentita l’erogazione di un anticipo nella misura massima del 50% del contributo concesso, previa presentazione di una fidejussione bancaria o assicurativa che garantisca la restituzione dell’importo anticipato, maggiorato dell’interesse legale.

 

 

Per maggiori informazioni cliccare qui.

 

 

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