|
Preferisci ascoltare? Clicca play!
Getting your Trinity Audio player ready...
|
Le aree interne, spesso caratterizzate da fragilità demografica ed economica, vedono nel turismo una potenziale fonte di sviluppo sostenibile anche se molto vulnerabile. Il turismo come fonte di reddito è soggetto alle fluttuazioni del mercato, inoltre è più concentrato in determinati periodi dell’anno e può portare a picchi di lavoro e periodi di inattività con conseguenze sull’occupazione e sull’economia locale
di Rita Pepe
La mancanza di infrastrutture adeguate come strade, trasporti e servizi limita molto l’accessibilità e un turismo non sostenibile può compromettere le risorse naturali e culturali che sono elementi chiave di attrattiva per i turisti.
Integrare il turismo con altre attività economiche come agricoltura, artigianato ed enogastronomia può creare un’offerta più ricca e resiliente, investire nella conservazione e promozione del territorio può attrarre un turismo di qualità, un turismo responsabile che rispetti l’ambiente e coinvolga le comunità generando benefici a lungo termine.
Sfruttare le nuove tecnologie, digitalizzare la fruizione dei siti può migliorare l’offerta, la comunicazione e l’accessibilità.
L’opportunità
Un’opportunità importante per gli imprenditori che vogliono investire in questo settore, contribuendo allo sviluppo sostenibile del territorio e creando nuove opportunità di lavoro è data dalle misure agevolative nel settore, esempio il Contratto di Sviluppo gestito da Invitalia, l’incentivo che sostiene gli investimenti di grandi dimensioni nel settore industriale, agro-industriale, turistico e di tutela ambientale.
L’investimento minimo richiesto è di 20 milioni di euro, che si riduce a 7,5 milioni di euro per i progetti di trasformazione di prodotti agricoli e per i progetti turistici localizzati nelle aree interne del Paese, ovvero che prevedano il recupero di strutture dismesse.
Le modifiche
Con la pubblicazione del decreto del Ministro delle Imprese e del Made in Italy del 6 novembre 2024 sono state introdotte alcune modifiche alla disciplina dei contratti di sviluppo. Le novità più rilevanti riguardano una più precisa definizione dei programmi di sviluppo delle attività turistiche, una revisione delle agevolazioni rivolte al settore agroindustriale per programmi di investimento di importo superiore a 50 milioni di euro, nonché l’aggiornamento dell’elenco delle tecnologie ammissibili relative ai progetti di ricerca e sviluppo.
Il programma di sviluppo
Il Programma di sviluppo oggetto del Contratto può essere di tipo industriale, turistico, di tutela ambientale. Nell’ambito dei Contratti di Sviluppo di tipo industriale è possibile richiedere il regime di aiuto relativo al settore della prima trasformazione dei prodotti agricoli.
E’ composto da uno o più progetti di investimento e da eventuali progetti di ricerca, sviluppo e innovazione, connessi e funzionali tra loro.
Può prevedere anche la realizzazione di infrastrutture di pubblico interesse.
Il Contratto di Sviluppo prevede le seguenti agevolazioni finanziarie:
- contributo a fondo perduto in conto impianti
- contributo a fondo perduto alla spesa
- finanziamento agevolato
- contributo in conto interessi.
L’entità degli incentivi dipende dalla tipologia di progetto, dalla localizzazione dell’iniziativa e dalla dimensione di impresa.
Tale agevolazione rappresenta un’opportunità preziosa per trasformare le nostre aree interne in destinazioni turistiche attrattive e competitive, generando benefici economici e sociali scongiurando lo spopolamento.
Approfondimenti sulla misura a cura di Sef Consulting
Per maggiori dettagli clicca qui >>
