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Pubblicate le disposizioni del Decreto ministeriale 7 agosto 2025: 900 milioni di euro annui e rimborsi fino al 65% per efficienza e calore rinnovabile.
Il Conto Termico 3.0 è un pacchetto di aiuti economici pensato per chi vuole rendere la propria casa o il proprio ufficio meno dispendioso e più ecologico. Il decreto ministeriale del 7 agosto 2025 ha ricevuto il via libera operativo con la pubblicazione delle Regole Applicative da parte del GSE – Gestore servizi energetici – che ne sanciscono l’approvazione delle modalità tecniche e delle procedure di accesso.
Il programma può contare su una dotazione finanziaria annua complessiva di 900 milioni di euro, suddivisa in due filoni principali: 400 milioni sono riservati agli interventi promossi dalle Pubbliche Amministrazioni e dagli Enti del Terzo Settore non economici, mentre i restanti 500 milioni sono destinati ai soggetti privati e alle imprese. Gli incentivi vengono erogati attraverso un sostegno in conto capitale che può coprire fino a un massimo del 65% delle spese ammissibili, rappresentando un aiuto concreto per l’abbattimento dei costi di investimento.
Oltre alla distinzione tra i vari beneficiari, il nuovo regolamento pone l’accento sulla qualità delle installazioni e sulla verifica delle prestazioni energetiche effettive. Gli interventi di efficientamento dell’involucro, ad esempio, non si limitano più alla semplice posa di materiali isolanti, ma richiedono un’analisi approfondita dei ponti termici e delle condizioni termo-igrometriche degli ambienti, garantendo così che il risparmio energetico stimato si traduca in un beneficio reale e duraturo.
Per quanto riguarda la produzione di calore da fonti rinnovabili, il decreto introduce requisiti di efficienza stagionale molto più stringenti per le pompe di calore e i sistemi ibridi. Questi apparecchi devono ora rispettare standard elevati sia per il riscaldamento invernale che per la produzione di acqua calda sanitaria, spesso integrando sistemi di monitoraggio remoto che permettono al GSE – Gestore Servizi Energetici – di verificare il corretto funzionamento degli impianti nel tempo. Il comparto della biomassa è stato altrettanto rinnovato: l’accesso ai fondi è ora strettamente vincolato alla sostituzione di impianti obsoleti e altamente inquinanti con generatori di ultima generazione, caratterizzati da emissioni di polveri sottili estremamente ridotte e da rendimenti termici che superano spesso il 90%.
Un altro aspetto innovativo risiede nella gestione finanziaria delle pratiche. La soglia dei 15.000 euro per l’erogazione in un’unica soluzione rappresenta un forte volano per i piccoli proprietari, riducendo l’incertezza legata ai tempi di rientro dell’investimento. Al contempo, la possibilità per le Pubbliche Amministrazioni di richiedere acconti basati sugli stati di avanzamento dei lavori permette di avviare cantieri complessi, come la riqualificazione di intere scuole o uffici pubblici, senza gravare eccessivamente sui bilanci correnti degli enti. Questa sinergia tra semplificazione burocratica, supporto finanziario e rigore tecnico definisce il Conto Termico 3.0 come uno dei pilastri fondamentali per il raggiungimento degli obiettivi nazionali di decarbonizzazione entro il 2030.
