Skip to content Skip to footer

Come nasce un villaggio Alzheimer friendly

Il progetto Wonderland vuole creare in Campania una struttura per i malati di Alzheimer grazie al Contratto di Sviluppo Invitalia. Offrirà cure, stimoli e un complesso energeticamente indipendente.

 

di Andrea Ballocchi

 

Trattare la malattia come un’occasione per offrire cure e stimoli a chi ne soffre e nel contempo permettere ai parenti di poter star vicino ai propri cari, vivendo la prossimità come un’occasione lieta per la propria famiglia. È il fine di Wonderland, progetto che si vuole sviluppare in provincia di Benevento, più precisamente a Foiano di Val Fortore. Un’idea dedicata ai malati di Alzheimer, che in Italia colpisce circa 700mila persone e che si stima raggiungerà i 2,5 milioni nel 2040.

È una condizione di assoluta gravità se si pensa che l’Alzheimer è la terza causa di morte tra gli over 65 in Europa occidentale e una delle principali cause di disabilità nella popolazione over 60 a livello mondiale, come segnala Aima – Associazione italiana malati di alzheimer. Oltre al dramma per chi ne soffre e per chi la vive come congiunto, ha un pesante impatto in termini di costi medico-sanitari e assistenziali, stimati in 15,6 miliardi di euro, circa l’80% dei quali sostenuti dalle famiglie.

Offrire un’opportunità per i malati di Alzheimer

Tutto questo lo sa bene Marcantonio Cascini, imprenditore nel settore energetico e titolare della McWind, sviluppatrice di impianti da fonti rinnovabili, in primis eolici e fotovoltaici. Sua mamma è stata colpita dal morbo di Alzheimer 14 anni fa e da allora, oltre ad aver contribuito alla sua assistenza, ha voluto pensare a spazi e opportunità che potessero fornire più di una risposta a chi come lui viveva la malattia di un parente stretto.

Oggi sta lavorando al progetto e fondazione Wonderland che intende realizzare una struttura capace di abbinare le cure ai giusti stimoli psicofisici ai malati, con la convinzione di assicurare una qualità di vita decisamente più alta della media. Non solo, vuole creare un complesso indipendente dal punto di vista energetico e improntato all’economia circolare.

L’idea e il relativo progetto saranno posti al vaglio pubblico per accedere ai Contratto di Sviluppo Invitalia, nato per sostenere gli investimenti nel settore turistico, oltre che industriale, agroindustriale e di tutela ambientale. Come specifica Invitalia, “l’investimento minimo richiesto è di 20 milioni di euro, che si riduce a 7,5 milioni di euro per i progetti di trasformazione di prodotti agricoli e per i progetti turistici localizzati nelle aree interne del Paese, ovvero che prevedano il recupero di strutture dismesse”.

Ed è su questo potenziale che si lavora: Wonderland comprende anche una struttura che verrà adibita a centro benessere e spa, dedicata alle famiglie dei residenti della struttura medico-assistenziale.

Wonderland, un’idea nata da un percorso umano

Alla base di quest’idea, decisamente innovativa in Italia e in Europa (oltre a Hogewey, villaggio dedicato ai malati di Alzheimer e Il Paese ritrovato, in Lombardia, non ci sono altri progetti strutturali dedicati), c’è un percorso umano e professionale. «Sono un imprenditore per la progettazione e installazione di impianti tecnologici per l’energia da fonti rinnovabili che ha avuto il privilegio, professionale e umano, di conoscere e lavorare per Oreste Vigorito», imprenditore illuminato nonché presidente del Benevento Calcio (uno degli imprenditori più ricchi della Campania, nonché padre dell’energia eolica italiana, nda). Ma Wonderland nasce soprattutto dall’esperienza personale del figlio di una persona malata di Alzheimer, patologia diagnostica 14 anni fa. «Quando tu osservi direttamente un problema sei libero da pregiudizi e hai la possibilità di trovare una soluzione».

Cura, assistenza e stimoli: così si migliora la vita dei pazienti Alzheimer

«La malattia di Alzheimer non dovrebbe richiedere un’ospedalizzazione, ma dei luoghi sicuri in cui trovare gli stimoli più adatti per svolgere attività che impegnino a livello fisico e mentale. Così è possibile rallentare la patologia. Bisogna pensare che chi ne soffre vive una normalità diversa dalla nostra», commenta ancora Cascini.

Il progetto Wonderland nasce anche dalla consapevolezza che in Italia non c’è un’adeguata assistenza, malgrado vengano prestate le cure e malgrado l’Associazione italiana malati di Alzheimer sia molto attiva per stare vicino a malati e parenti, «ma che può poco o nulla di fronte all’apparato burocratico statale».

Di fronte alla consapevolezza della malattia e alla mancanza di un’adeguata offerta di servizi dedicati, l’imprenditore ha preso spunto dall’esperienza nei Paesi Bassi e, in particolare, dal primo villaggio per i malati di Alzheimer. «Dall’esperienza condotta nel Nord Europa si è potuto constatare che grazie al tipo di cura e assistenza dedicata è possibile ritardare sensibilmente le varie fasi di aggravamento della malattia». Quella olandese è una struttura convenzionata col sistema sanitario nazionale con una lunga lista d’attesa (4-5 anni), e costi significativi (4/5.000 euro al mese), seppure non così elevati se si pensa all’offerta e alle relative cure.

Dall’idea al progetto: assistenza medica, ma anche spa e glamping

Prendendo spunto dal caso olandese, dai suggerimenti dall’Aima e dalle strutture dedicate, si è concretizzato il progetto a Foiano di Val Fortore (Benevento), paese di circa 1.300 abitanti al confine tra Campania, Puglia e Molise. «Sono diversi i vantaggi considerati nella scelta. Innanzitutto la conoscenza del territorio, sul quale è stato peraltro installato un impianto eolico, la lungimiranza del sindaco con cui è nata la fondazione Wonderland. Il centro, che dovrebbe essere realizzato in località San Giovanni a Mazzocca, vede il comune di Foiano di Val Fortore tra i primi finanziatori. Inoltre la struttura potrà ospitare inizialmente 150 persone e a pieno regime arrivare a 180, considerando malati al primo e all’inizio del secondo stadio», specifica ancora Cascini.

Ora lui e la sua società stanno predisponendo le pratiche per accedere al contratto di sviluppo con Invitalia così da realizzare una struttura di 40mila metri quadri complessivi di cui 12mila coperti, a ferro di cavallo con villette bifamiliari e un tunnel centrale che conduce alla struttura centralizzata di tre piani. All’interno di questa, al terzo piano, sarà allocata l’area medica per le cure specifiche, mentre al primo e secondo piano saranno dedicate ai servizi per la vita di tutti i giorni e per momenti ludici.

Legata a questa struttura sarà creata anche una spa. «A questo proposito abbiamo fatto domanda al Comune di Foiano di Valfortore per rilevare una palestra, distante solo 500 metri dalla struttura dedicata, e convertirla in una struttura turistica e di benessere. C’è anche il progetto per creare un’area dedicata al glamping, ovvero al campeggio ecologico e autosufficiente».

Indipendenza energetica ed economia circolare

Le idee forti del progetto sono anche quelle di circolarità e di indipendenza energetica. Il complesso conterà sulla presenza di un impianto fotovoltaico da 2 MW provvisto di sistema di energy storage di 4/5 MW che verrà installato sulla struttura principale. Verrà inoltre realizzato un impianto di biogas ottenuto dai reflui organici. L’attenzione all’economia circolare è forte, anche perché il complesso vuole essere caratterizzato da una completa autonomia in termini di gestione idrica e fognaria oltre che energetica.

La struttura intende aprirsi non solo ai malati di Alzheimer, ma anche ai loro partner e agli stretti congiunti. E si pensa anche di allargarla a chi, anziano, si trova a vivere da solo.

Oltre che occasione di valorizzazione territoriale, Wonderland rappresenterà inoltre un’occasione occupazionale: sarà una struttura che richiederà 250 addetti, potendo anche offrire opportunità di lavoro per gli stessi congiunti dei malati.

I costi e i tempi per realizzare Wonderland

I costi stimati del complesso variano da 12 a 15 milioni di euro. Al momento si sta formalizzando il progetto per accedere all’incentivo Invitalia. Se venisse concesso, andrebbe a coprire il 70-80% dell’investimento.

Stimati i costi, si arriva alle tempistiche: dopo la predisposizione dei documenti da inviare a Invitalia per essere ammessi alla procedura di selezione e di accesso al Contratto di Sviluppo, avvenuta a fine giugno, si attenderà la risposta entro sei mesi. Il progetto preliminare, curato da uno studio ingegneristico specializzato in strutture medico-sanitarie, è stato sottoposto al giudizio di Aima per raccogliere commenti e indicazioni sulla struttura e i vari ambiti.

«Se tutto andrà bene, prevediamo di avviare i lavori in cantiere nel primo trimestre del 2023», segnala Cascini. «Per la costruzione ci vorranno 18 mesi. La speranza è di aprire la struttura nel 2025».

 

 

 

Sign Up to Our Newsletter

Be the first to know the latest updates

Iscriviti per ricevere maggiori informazioni