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Al via il bando per le piccole imprese creative

Da Invitalia contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati che arrivano a coprire fino all’80% delle spese sostenute dalle piccole imprese creative. Sportello aperto dal 20 giugno.

 

di Giuseppe Strangolo

 

Era atteso da tempo e ora sta per diventare finalmente operativo il fondo per la valorizzazione della piccola imprenditorialità dei settori creativi. Un comparto vasto e preziosissimo che è stato fortemente penalizzato dalla crisi pandemica, ma che ora può ritornare a esprimere tutte le sue potenzialità grazie a contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati.

Il Fondo per le Pmi creative deciso dai ministeri dello Sviluppo economico e della Cultura eroga complessivamente 40 milioni nel biennio 2021 e 2022 e arriva a coprire l’80% delle spese per gli investimenti orientati alla creazione, allo sviluppo e al consolidamento dell’impresa, con il 40% di contributo a fondo perduto e un ulteriore 40% di finanziamento a tasso a zero per 10 anni.

L’aspetto dimensionale delle imprese

L’incentivo è rivolto alle imprese identificabili come di micro, piccola e media dimensione, secondo la classificazione contenuta nel regolamento europeo di esenzione Gber (General block exemption regulation). Si tratta di un’agevolazione che può essere richiesta dalle imprese già costituite, ma permette il finanziamento anche di quegli interventi nati dalla collaborazione con le realtà di altri settori produttivi, nonché con le università e gli enti di ricerca.

Oltre alle imprese già costituite, possono richiedere l’incentivo le persone fisiche che intendono costituire un’impresa creativa, purché facciano pervenire la documentazione necessaria a comprovare l’avvenuta costituzione dell’impresa e il possesso dei requisiti entro sessanta giorni dalla comunicazione di ammissione alle agevolazioni

Le caratteristiche delle “imprese creative”

I requisiti minimi per le aziende che vogliono partecipare sono tracciati nel decreto del novembre 2021, che è parte della Legge di Bilancio 2021 e disciplina le caratteristiche del Fondo per le piccole e medie imprese creative. In esso viene definito esattamente che cosa si intenda per “settore creativo”, vale a dire il settore che comprende “le attività dirette allo sviluppo, alla creazione, alla produzione, alla diffusione e alla conservazione dei beni e servizi che costituiscono espressioni culturali, artistiche o altre espressioni creative e, in particolare, quelle relative all’architettura, agli archivi, alle biblioteche, ai musei, all’artigianato artistico, all’audiovisivo, compresi il cinema, la televisione e i contenuti multimediali, fino ai software, ai videogiochi, al patrimonio culturale materiale e immateriale, al design, ai festival, alla musica, alla letteratura, alle arti dello spettacolo, all’editoria, alla radio, alle arti visive, alla comunicazione e alla pubblicità”. Una gamma davvero molto ampia di attività che copre praticamente tutte le fattispecie del grande universo creativo della comunicazione e dello spettacolo.

Il provvedimento del Mise e del Mic ripartisce una dotazione finanziaria di 28 milioni di euro per l’anno 2021 e 12 milioni per il 2022, ed è destinato a interventi dedicati alle micro e piccole realtà classificate secondo i codici Ateco che identificano le attività delle imprese del settore creativo.

Modalità e criteri per le agevolazioni

La concessione delle agevolazioni è subordinata ad alcuni requisiti tecnici di spesa. I progetti oggetto di investimento non devono avere un importo superiore ai 500mila euro e una durata massima di realizzazione che vada oltre i 24 mesi. Devono inoltre essere finalizzati all’avvio o allo sviluppo dell’impresa, nel caso di piccole imprese costituite da non più di 5 anni, oppure all’ampliamento o alla diversificazione dell’offerta o, ancora, all’introduzione di innovazioni ed efficientamento dei processi, nel caso di imprese costituite da più di 5 anni.

Spese ammissibili al beneficio

Le iniziative ammissibili, sostenute e pagate direttamente dall’impresa beneficiaria, riguardano: le immobilizzazioni materiali, come impianti, macchinari e attrezzature funzionali all’attività d’impresa; le immobilizzazioni immateriali, incluso l’acquisto di brevetti o l’acquisizione di licenze d’uso; le opere murarie nel limite del 10% delle spese; le esigenze di capitale circolante, nel limite del 50%, coerenti con l’iniziativa. Rientrano nell’ambito del capitale circolante le spese per le materie prime, quelle sussidiarie, i materiali di consumo e le merci; i servizi strettamente necessari allo svolgimento delle attività d’impresa; il godimento di beni di terzi, inclusi spese di noleggio, canoni di leasing, housing/hosting; le utenze; le perizie tecniche, le spese assicurative, le fidejussioni bancarie connesse al progetto; e infine il costo del lavoro dipendente assunto a tempo indeterminato che non benefici di alcun’altra agevolazione, anche indiretta.

Note e scadenze

Anche le start-up Innovative possono richiedere la conversione di una quota del finanziamento agevolato in contributo a fondo perduto, così come ben documentato nel decreto.

Per la totalità delle imprese interessate ad accedere alla misura, è importante precisare che le agevolazioni possono essere cumulate con altri aiuti di Stato nei limiti previsti dalla disciplina europea in materia.

Per quanto riguarda la procedura di richiesta dell’incentivo, essa prevede due momenti, una prima fase di compilazione e una fase successiva di invio: la compilazione online della domanda può essere fatta dalle ore 10 del 20 giugno (ore 10.00), mentre dal 5 luglio (ore 10.00), si può procedere all’invio online della stessa.

Per le domande relative alla promozione della collaborazione tra imprese creative e soggetti operanti in altri settori, la compilazione delle domande può essere fatta dalle ore 10 del 6 settembre e l’invio online dalle ore 10 del 22 settembre.

La richiesta di incentivi può essere attivata solo sulla piattaforma online di Invitalia.

 

 

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