Skip to content Skip to footer

Bando CERV: reti di città per rimettere in moto la democrazia quotidiana

Alessandra Carlo

Alessandra Carlo

Laureata in Giurisprudenza all'Università Cattolica del Sacro Cuore con esperienze maturate nell'ambito della professione forense. Fa parte del Centro Studi di Sef Consulting
cerv_reti_citta_acta
Preferisci ascoltare? Clicca play!
Getting your Trinity Audio player ready...

Un bando CERV da 12 milioni di euro per costruire alleanze transnazionali tra enti locali: non “gemellaggi” di facciata ma percorsi partecipativi che mettono in relazione cittadini, amministrazioni e società civile su valori europei, inclusione, contrasto all’odio e nuove forme di partecipazione culturale.

Quando si tratta di Europa si sente non di rado parlare di “partecipazione”. Spesso però resta solo una formula, un’etichetta adatta solo per i convegni. Il bando Networks of Towns (CERV-2026-CITIZENS-TOWN-NT) del gruppo CERV (noi di Acta abbiamo già trattato del Gender Equality Call, CERV-2026-GE, QUI) prova a spostare l’asse: dalla partecipazione dichiarata alla partecipazione praticata. L’idea è semplice e, proprio per questo, ambiziosa: costruire reti transnazionali di città che lavorino insieme su valori europei, coesione sociale, inclusione e contrasto a polarizzazione e odio, mettendo i cittadini non come “pubblico” ma come parte del processo. Non un evento isolato ma una sequenza di incontri e attività capaci di sedimentare relazioni, linguaggi e strumenti comuni tra territori.

Che cosa finanzia in concreto

Il bando sostiene progetti “event-based” che ruotano attorno a workshop, seminari, conferenze, incontri pubblici, consultazioni, attività formative e momenti ad alta visibilità, purché tengano insieme due elementi: la dimensione europea (scambio tra Paesi, sguardo comparato, circolazione di pratiche) e la dimensione locale (problemi reali, comunità reali, partecipazione reale). Le priorità sono ampie e attualissime: promozione della cittadinanza europea e dei valori democratici; benefici della diversità e lotta a discriminazioni e razzismo; coinvolgimento attivo dei cittadini (anche dei più giovani) nei processi decisionali e nella vita pubblica; prevenzione della violenza e dell’odio, inclusi fenomeni di bullismo e cyberbullismo; partecipazione democratica attraverso cultura e iniziative territoriali, anche in linea con sensibilità New European Bauhaus. In altre parole un bando che considera la democrazia un fatto culturale oltre che istituzionale, e che chiede alle città di costruire dispositivi di dialogo invece di inseguire emergenze.

La misura nel dettaglio

Il cuore della misura sono le municipalità e le autorità locali/regionali, ma sono ammesse anche associazioni e federazioni non profit che rappresentano enti locali, inclusi comitati o reti legate ai gemellaggi. La condizione decisiva è il carattere transnazionale: serve un partenariato vero, non simbolico. Il requisito minimo prevede almeno 4 soggetti beneficiari (applicant) di almeno 4 Paesi eleggibili diversi, con almeno 2 Stati membri UE, e attività svolte almeno in 2 Paesi. È un bando che premia la capacità di costruire alleanze territoriali e continuità di cooperazione, non la solitudine progettuale.

La dotazione è di 12 milioni di euro. La scadenza è fissata al 16 aprile 2026 . Il contributo UE richiesto per progetto ha un minimo di 100.000 euro e non prevede un massimale prestabilito: la dimensione del progetto deve essere coerente con obiettivi, qualità e capacità di esecuzione.

Di particolare importanza è che non esiste una percentuale pre-determinata di agevolazione. Questo è un punto centrale perchè Networks of Towns finanzia tramite “lump sum”, cioè un contributo forfettario. Non un rimborso delle spese a consuntivo ma un importo determinato in fase di candidatura attraverso un calcolo basato sui parametri degli eventi (numero di partecipanti diretti e Paesi coinvolti, eventi in presenza o online). L’anticipo (prefinanziamento) è, di norma, pari al 60% del contributo massimo previsto, e poi si procede a saldo secondo le regole del Grant Agreement. È inoltre vietato il “cascading” (finanziamento a terzi): l’azione deve essere realizzata direttamente dai beneficiari del progetto.

Una misura che non “racconta” ma “fa funzionare”

L’aspetto più importante di Networks of Towns è nella sua richiesta implicita: non “raccontare l’Europa” ma “farla funzionare” nel luogo in cui spesso si inceppa: la vita quotidiana delle comunità. Una rete di città quindi non come pretesto ma metodo. Questo significa misurare come cambiano atteggiamenti e pratiche, creare formati replicabili, trasformare l’incontro in un’infrastruttura leggera ma stabile. E significa assumersi un rischio culturale: affrontare fratture, disinformazione, isolamento sociale, diseguaglianze di accesso senza ridurre tutto a comunicazione istituzionale. Il bando chiede alle città di tornare a essere “luoghi politici” nel senso più alto della sua definizone: dove si produce appartenenza senza escludere e dove la pluralità non è rumore ma materia di lavoro.

SCOPRI ALTRI ARTICOLI IN EVIDENZA

Nuovi orizzonti

Borghi italiani: esempi concreti di virtuosità e sostenibilità
Borghi e centri storici sono l’anima del nostro territorio. Rappresentando una ricchezza culturale ed economica potenziale. Tuttavia, questo patrimonio è…
L’innovazione sociale rinasce con SocialTech4Eu
È aperta fino all’8 marzo la call europea a sostegno delle imprese sociali nell'ambito degli Eurocluster. Aiuti economici fino a…
Salute e sicurezza… insieme! Al via la seconda edizione del concorso nazionale per le scuole
Il contest indetto dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali d’intesa con il Ministero dell’Istruzione e del Merito e,…

“La nostra mission consiste nel dotare i lettori di un magazine in grado di decifrare il vasto mondo della gestione d’impresa grazie a contenuti d’eccezione e alla collaborazione con enti pubblici e privati.”

“La nostra mission consiste nel dotare i lettori di un magazine in grado di decifrare il vasto mondo della gestione d’impresa grazie a contenuti d’eccezione e alla collaborazione con enti pubblici e privati.”

Resta aggiornato. Iscriviti alla Newsletter Acta.

Versione digitale della testata cartacea Acta Non Verba, registrata presso il Tribunale di Napoli n. 2815/2020 del 23/6/2020.
Direttore responsabile: Mariano Iadanza – Direttore editoriale: Errico Formichella – Sede legale: Viale Antonio Gramsci 13 – 80100 Napoli
Per comunicazioni e contatti scrivere a: redazione@actanonverba.it

ActaNonVerba ©2024 – Tutti i diritti riservati – Developed by Indigo Industries

ActaNonVerba ©2024
Tutti i diritti riservati
Developed by Indigo Industries

Sign Up to Our Newsletter

Be the first to know the latest updates

Whoops, you're not connected to Mailchimp. You need to enter a valid Mailchimp API key.

Accedi o iscriviti alla piattaforma

Completa il Captcha risolvendo questo semplice problema:

Cliccando sul tasto "Iscriviti" sottintendi la lettura dell'informativa privacy ed il consenso alla memorizzazione dei tuoi dati nel vostro archivio secondo quanto stabilito dal regolamento europeo per la protezione dei dati personali n. 679/2016, GDPR.
(Potrai cancellarli o chiederne una copia facendo esplicita richiesta a info@actanonverba.it)