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L’appello agli investitori per proteggere e salvaguardare la sostenibilità

Gianrocco Rossetti

Gianrocco Rossetti

Giornalista, avvocato e consulente aziendale nel campo dello sviluppo d'impresa e comunicazione integrata.
shareholders
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È un momento cruciale per gli investimenti etici e la responsabilità delle imprese. Sia negli Stati Uniti che in Europa, i progressi compiuti nel rafforzare gli standard di sostenibilità e i diritti degli azionisti sono minacciati, mettendo a rischio la stabilità finanziaria e la creazione di valore a lungo termine.

Mentre negli Stati Uniti i diritti degli azionisti potrebbero essere fortemente limitati da iniziative legislative, in Europa, le nuove proposte contenute nel cosiddetto “pacchetto Omnibus”, potrebbero ridimensionare in modo sostanziale elementi fondamentali della Direttiva sulla due diligence aziendale (CSDDD), della Direttiva sul reporting di sostenibilità (CSRD) e della Tassonomia.

La rete Shareholders for Change – un gruppo di investitori istituzionali che si impegna attivamente con le aziende per promuovere un programma sociale comune come elemento essenziale del loro ruolo di obbligazionisti e azionisti – ha diramato un appello per invitare investitori, gestori patrimoniali e istituzioni finanziarie impegnate nella sostenibilità ad agire immediatamente per:

  • Difendere i diritti degli azionisti negli Stati Uniti e in Europa
  • Promuovere standard di sostenibilità più solidi in Europa
  • Collaborare con la società civile
  • Mobilitare il sostegno pubblico e del settore.

La sostenibilità non è solo un imperativo morale ma anche una necessità finanziaria. Indebolire gli standard ESG e i diritti degli azionisti aumenta i rischi per gli investitori, compromette il valore a lungo termine e mina la fiducia nei mercati finanziari. Ora è il momento di unirsi per difendere l’investimento responsabile!

L’appello

L’appello nasce in un momento critico per gli investimenti responsabili e per le aziende.

Responsabilità. I recenti sviluppi negli Stati Uniti e in Europa minacciano i progressi compiuti nel promuovere gli standard di sostenibilità e i diritti degli azionisti, ponendo seri rischi sia per la stabilità finanziaria che per la creazione di valore a lungo termine.

Negli Stati Uniti, come evidenziato in un recente rapporto dell’Interfaith Center on Corporate Responsibility (ICCR), i diritti degli azionisti potrebbero essere limitati da recenti iniziative di alcuni organi legislativi, agenzie di regolamentazione e interpretazioni giudiziarie. L’indebolimento della capacità degli investitori di presentare proposte di azioni rischia di minare la responsabilità delle aziende sulle questioni ambientali, sociali e di governance (ESG). Queste proposte sono strumenti essenziali che consentono agli investitori di interagire con le aziende e promuovere pratiche commerciali sostenibili a lungo termine.

Anche l’impegno collaborativo delle aziende in materia di sostenibilità è sotto attacco politico, come dimostra il rapporto della Commissione Giustizia della Camera del dicembre 2024, che definisce l’azione coordinata per il clima tra istituzioni finanziarie come “collusione”.

In Europa, le recenti e significative revisioni proposte alle principali normative sulla sostenibilità nell’ambito del “pacchetto Omnibus” (26 febbraio 2025) potrebbero ridurre significativamente elementi critici del quadro normativo esistente, tra cui la direttiva sulla due diligence in materia di sostenibilità aziendale (CSDDD), la direttiva sulla rendicontazione in materia di sostenibilità aziendale (CSRD) e la tassonomia dell’UE.


A differenza degli Stati Uniti, dove esiste un rischio reale di scivolamento verso l’autoritarismo, poiché le istituzioni democratiche e i meccanismi partecipativi – come il coinvolgimento degli azionisti – sono sottoposti a un attacco politico diretto, la situazione in Europa, pur preoccupante, rimane entro i limiti del dibattito democratico. L’attuale, ampio Il cambiamento verso la deregolamentazione rappresenta una sfortunata ritirata dagli ambiziosi obiettivi di sostenibilità, ma non compromette sostanzialmente le strutture democratiche o i meccanismi di coinvolgimento degli investitori che hanno sostenuto i progressi sinora.

Sebbene l’obiettivo dichiarato del “pacchetto Omnibus” sia quello di semplificare l’implementazione e Nonostante la riduzione degli oneri amministrativi, crescenti preoccupazioni suggeriscono che questi cambiamenti potrebbero erodere un quadro sviluppato in quasi un decennio di collaborazione. Questo progresso è stato trainato dalla partecipazione attiva di diversi stakeholder, tra cui investitori e società civile, impegnati a costruire una visione per una finanza trasparente, responsabile e sostenibile. Insieme a molti partner, abbiamo costantemente sostenuto un approccio unificato alla sostenibilità, fondato su definizioni chiare e standard coerenti, come base per allineare i flussi finanziari agli obiettivi sociali e ambientali a lungo termine. Tuttavia, le proposte attuali rappresentano un importante passo indietro rispetto a quella visione condivisa.

C’è ancora tempo per correggere la rotta, riallineandosi ai principi fondanti del quadro e riaffermando la leadership dell’Europa nella finanza responsabile.

Invece di perfezionare i quadri normativi esistenti, le modifiche proposte sembrano:

– Erodere la responsabilità aziendale, indebolendo drasticamente gli obblighi di diligenza ai sensi del CSDDD
– Ridurre la trasparenza, limitando la disponibilità di materiali sostenibili cruciali per investitori, risparmiatori e pubblico
– Creare incertezza per le aziende responsabili non premiando l’impegno proattivo per la sostenibilità
– Compromettere la gestione del rischio ESG riducendo l’accesso da parte dei finanziatori a dati coerenti e comparabili ai sensi dell’SFDR
– Ritardare i progressi sul Green Deal dell’UE, vanificando potenzialmente gli obiettivi europei in materia di clima e diritti umani.

Riteniamo che sia essenziale preservare l’integrità e l’ambizione degli standard di sostenibilità. Diluire la definizione di ciò che è considerato “sostenibile” rischia di privare il termine di significato.

Questa è la visione che chiediamo all‘Unione Europea e ad altri governi europei come Svizzera, Norvegia e Regno Unito di sostenere: una visione in cui competitività e sostenibilità vadano di pari passo e in cui l’Europa sia leader mondiale non allentando i propri standard, ma innalzandoli. Una corsa al ribasso su questioni cruciali come il clima o i diritti umani non giova a nessuno, men che meno agli investitori a lungo termine.

Il nostro invito all’azione
In qualità di membri della rete europea SfC – Shareholders for Change, esortiamo gli investitori, i gestori patrimoniali e gli istituti finanziari impegnati nella sostenibilità ad agire immediatamente per:

Difendere i diritti degli azionisti negli Stati Uniti e in Europa: opporsi alle modifiche normative chemirano a limitare la capacità degli investitori di interagire con le aziende attraverso proposte degli azionistie altri meccanismi di governance, come l’impegno collaborativo.

Promuovere standard di sostenibilità più rigorosi in Europa: promuovere modifiche chiave al pacchetto Omnibus per proteggere la responsabilità aziendale e i principi fondamentali della finanza sostenibile.

Collaborare con la società civile: unire le forze con reti e organizzazioni che lavorano per evidenziare e correggere le carenze più gravi, come dimostrato da organizzazioni come ICCR e ShareAction;

Mobilitare il sostegno pubblico e dell’industria: utilizzare la piattaforma per sensibilizzare le parti interessate sulle conseguenze di questi cambiamenti e sull’urgente necessità di intervenire.

La sostenibilità non è solo un imperativo morale, ma una necessità finanziaria. L’indebolimento degli standard ESG e dei diritti degli azionisti aumenta il rischio per gli investitori e compromette la sostenibilità a lungo termine.

Ora è il momento di unirci in difesa dell’investimento responsabile.

“Contiamo sulla vostra leadership e sul vostro impegno per garantire che il futuro della finanza rimanga sostenibile, trasparente e responsabile” conclude l’appello degli investitori.

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