Il Ministero del Turismo lancia il bando Staff House per rispondere alla difficoltà per le imprese di trovare e trattenere lavoratori spesso scoraggiati dall’assenza di alloggi accessibili nelle destinazioni a forte stagionalità.
Con il fondo Staff House Titolo II l’intervento pubblico si concentra sugli investimenti strutturali, con l’obiettivo di aumentare in modo stabile la disponibilità di abitazioni per il personale introducendo incentivi destinati sia a sostenere i costi di locazione sia a favorire investimenti immobiliari dedicati al personale.
La misura, introdotta con decreto ministeriale del 18 settembre 2025 e gestita da Invitalia, punta a sostenere la realizzazione, il recupero e la riqualificazione di immobili da destinare ai dipendenti delle imprese turistiche.
Non si tratta di un intervento emergenziale, ma di una leva di medio-lungo periodo che mira a incidere sull’organizzazione stessa del lavoro nel comparto, rafforzando la capacità delle aziende di offrire condizioni più attrattive.
Le risorse disponibili per il Titolo II ammontano a circa 54 milioni di euro e vengono erogate sotto forma di contributi a fondo perduto. La copertura parte da una quota del 30% delle spese ammissibili, ma può crescere sensibilmente in base alla dimensione dell’impresa e alla qualità dell’intervento, arrivando fino al 50% nei casi più favorevoli, in particolare quando si tratta di piccole realtà o di progetti con un forte impatto in termini di efficientamento energetico.
Possono accedere le imprese del settore turistico-ricettivo e della ristorazione che intendono realizzare interventi di una certa consistenza, con investimenti generalmente compresi tra 500 mila e 5 milioni di euro. Un requisito essenziale è la disponibilità dell’immobile, che deve essere destinato ad alloggio per i lavoratori e mantenere questa funzione per un periodo prolungato, secondo i vincoli previsti dalla normativa.
Il perimetro delle spese ammissibili è ampio e comprende i lavori di ristrutturazione, riqualificazione e ammodernamento degli edifici, l’acquisto di impianti, attrezzature e arredi, oltre ai costi di progettazione e alle consulenze tecniche. Un’attenzione particolare è riservata agli interventi di efficientamento energetico, in linea con gli obiettivi ambientali europei e con i criteri richiesti per l’accesso ai finanziamenti pubblici.
Accanto alle opportunità, la misura introduce anche obblighi precisi. Le imprese beneficiarie, infatti, devono garantire un numero minimo di posti letto e applicare canoni calmierati ai lavoratori, inferiori ai valori di mercato. Inoltre, è previsto l’impegno a mantenere la destinazione d’uso degli immobili per almeno nove anni, così da assicurare che l’investimento produca effetti duraturi.
L’accesso avviene tramite procedura a sportello gestita da Invitalia entro la scadenza del bando prevista il 5 maggio 2026, con valutazione delle domande in ordine cronologico. Un meccanismo che rende decisiva la tempestività, ma anche la qualità e la solidità dei progetti presentati.
Nel complesso, il Titolo II dello Staff House è come un intervento mirato e strutturale, non solo un sostegno agli investimenti immobiliari, ma uno strumento pensato per migliorare le condizioni di lavoro, rafforzare la competitività delle imprese e rendere più sostenibile, nel tempo, lo sviluppo del turismo italiano.
