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Il territorio come partitura

Miriam Masone

Miriam Masone

Redattrice per «Acta non verba» con una formazione in Sustainability Management e transizione ecologica. Giornalista, cronista per «il Mattino» di Napoli e altre testate. Autrice di podcast, documentari e programmi televisivi.
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Da Potenza una lezione di economia della cultura per le aree interne del Mezzogiorno

Dal 7 al 9 aprile 2026 si stanno svolgendo le giornate di studio «Creatività tra centro e periferie», promosse dal Conservatorio di musica «Carlo Gesualdo da Venosa» di Potenza presso il Museo Archeologico «Dinu Adamesteanu».

Il curatore di queste quattro giornate, Simone Maccaglia, docente di Armonia e Analisi al Conservatorio potentino, ha spiegato che: «Il Conservatorio di Potenza fa parte del progetto PRIN di cui è partner insieme all’Accademia Belle Arti di Catanzaro (capofila) il Conservatorio di Messina e il Conservatorio di Ravenna. Questo progetto si proietta su due punti fondamentali: quello artistico, ma anche quello legato alla capacità di saper progettare, di saper guardare il territorio e di saper andare al di là del proprio centro e della propria visione. L’idea è di approfondire, di riflettere su quello che è la nostra operatività artistica, progettuale, economica, politica e di relazione con le amministrazioni e gli enti locali per poter costruire insieme qualcosa di virtuoso attraverso l’arte». Sul tema di queste giornate Maccaglia ha precisato: «L’idea di poter tornare nelle periferie è un’opportunità, non è semplicemente un dovere, non è un qualcosa che viene dal di fuori, ma deve essere una consapevolezza dei processi artistici e della possibilità attraverso l’arte di poter creare una comunità».

Errico Formichella – CEO di SEF Consulting e Direttore scientifico dell’Osservatorio Aree Interne e Culturability – ha tenuto un intervento nella prima sessione di oggi, 8 aprile 2026, dedicata al rapporto tra economia della cultura, finanza agevolata e sviluppo strategico delle aree interne. A presentarlo è stato il docente dell’Accademia delle Belle Arti di Napoli, Fabio Dell’Aversana che ha commentato: «Questa iniziativa pone l’attenzione sull’importanza della ricerca e lo fa inserendosi in un progetto molto ambizioso che vede dei partner prestigiosi che in qualche modo avranno a cuore la possibilità di studiare l’impatto di questo tema, le relazioni della mattinata sono state tutte molto ricche di spunti, sono state tutte molto importanti per i risultati che ci hanno consegnato».

Quando un compositore si siede davanti a un foglio pentagrammato, non parte dal nulla. Parte dall’ascolto.

Così Formichella ha esordito con il suo discorso. Una metafora che, come egli stesso ha descritto: «Costituisce per lui il fondamento epistemologico di ogni intervento sulle aree interne. Ascoltare il territorio prima ancora di progettarlo».

La frattura epistemologica: misurare non basta

Nella sua analisi Formichella ha messo in discussione l’approccio dominante alle politiche culturali per le aree interne. «La cultura – ha sostenuto con fermezza – non è un settore dell’economia, ma è un moltiplicatore. Ogni euro investito in un progetto culturale genera ricadute lungo filiere collegate (turismo, artigianato, ristorazione, servizi) con effetti che la letteratura economica documenta ampiamente, ma che la politica pubblica continua sistematicamente a sottovalutare».

Formichella, sopportato dai dati, ha sottolineato che in Italia il 3,5% del PNRR è destinato alla cultura, ovvero la quota più alta in Europa. 1,02 miliardi per i borghi, 1,8 miliardi per la Strategia Nazionale Aree Interne, oltre 3 miliardi complessivi in cinque anni. Cifre imponenti, davanti alle quali il CEO di Sef Consulting ha però posto una domanda scomoda: «Quanti di questi investimenti si stanno trasformando in rigenerazione reale?» La criticità più profonda, a suo avviso, non è di processo ma «epistemologica in cui si continua a misurare ciò che andrebbe invece interpretato, a contare i visitatori invece di comprendere l’esperienza, a monitorare la spesa invece di valutare la trasformazione»

Le quattro dimensioni e la Spirale del Distretto Armonico

Formichella ha illustrato alla platea il modello delle quattro dimensioni dell’economia della cultura che orienta il lavoro di SEF Consulting e che ha trovato applicazione concreta nel progetto Mirabella Eclano – L’Appia dei Popoli. La prima dimensione è la conservazione, fondamento di ogni strategia credibile, ma che – come ha dichiarato egli stesso «senza valorizzazione diventa regresso e senza conservazione si trasforma in predazione». La seconda è la fruizione, intesa come progettazione dell’esperienza, che Formichella ha tradotto come «il momento in cui il valore culturale diventa valore sociale ed economico». La terza è la gestione, ovvero la governance e la sostenibilità operativa che trasformano il progetto in servizio duraturo. La quarta è la conoscenza come ricerca, formazione, capitale umano, la dimensione che garantisce riproducibilità ed evoluzione.

Errico Formichella ha sottolineato che: «Queste quattro dimensioni non sono fasi sequenziali, ma voci di una composizione polifonica che si alimentano reciprocamente in una spirale ascendente. La conservazione genera fruizione, la fruizione produce ricavi per la gestione, la gestione alimenta la conoscenza, e la conoscenza retroagisce sulla conservazione elevando l’intero sistema». È questa circolarità virtuosa che il CEO di Sef consulting ha denominato «Spirale del Distretto Armonico» a distinguere un modello di sviluppo territoriale autentico da un semplice programma di eventi.

Art Thinking e Art Sounding: il territorio ha una voce

Al centro dell’intervento si trovava la metodologia dell’Art Thinking – il cui Manifesto fu presentato a Ravello nel 2019 – e della sua estensione operativa, l’Art Sounding.

Formichella ha spiegato che «L’Art Thinking assume il pensiero artistico come metodo. L’artista non analizza la realtà per replicarla, ma la attraversa per reinventarla, vede ciò che non è ancora visibile, connette ciò che appare disconnesso. Quando questo metodo viene applicato alla progettazione territoriale, i territori smettono di essere oggetti di pianificazione e diventano soggetti di una narrazione evolutiva».

Invece ha definito l’Art Sounding come «Il complemento operativo che chiede ai territori ciò che la musica chiede ai musicisti, non solo di suonare ma prima di tutto di ascoltare». Ogni comunità, per Formichella, possiede una firma acustica unica – canti rituali, campane, silenzi, dialetti, rumori del lavoro agricolo – che contiene informazioni preziose sull’identità e sul potenziale di sviluppo. E ha precisato che «Ignorare questa firma equivale a comporre senza conoscere il timbro degli strumenti». Formichella ha concluso invitando la platea di Potenza a immaginare la Basilicata come una «partitura in cui i borghi lucani non sono note isolate, ma voci di un’orchestra che attende un direttore capace di farle risuonare insieme».

Mirabella Eclano: quando un borgo diventa modello

A supporto del modello teorico, Errico Formichella ha portato l’esperienza concreta di Mirabella Eclano – L’Appia dei Popoli, non come caso di successo da celebrare ma come laboratorio vivente da cui estrarre insegnamenti replicabili. A testimonianza la chiarezza dei numeri: 6.621 abitanti, 25 comuni coinvolti, una visione a 15 anni, 245 società di capitali attivate, il riconoscimento UNESCO della Via Appia nel 2024. Il dato più significativo per il CEO di Sef consulting è stato, a suo dire, che «Un territorio di meno di settemila anime è arrivato nella Top 10 dei finalisti per la Capitale Italiana della Cultura 2028, unica candidatura campana, ed è stato ammesso al programma Cantiere Città del Ministero della Cultura». Formichella da questa esperienza ha detto di averne tratto una lezione, ovvero che «Le aree interne non hanno bisogno di compassione, ma di architettura, concettuale e finanziaria».

Finanza agevolata ed ESG: l’architettura che rende possibile la visione

«La chiave non è mai la singola agevolazione, ma il sistema», ha puntualizzato Formichella, passando in rassegna gli strumenti disponibili da Europa Creativa a Horizon Europe, dai fondi FESR e FSE+ al PNRR Borghi (1,02 miliardi, il 95% già assegnato), dall’Art Bonus con il suo credito d’imposta del 65% alla ZES Unica Mezzogiorno, dalla Legge 158/2017 per i piccoli comuni al Fondo Comuni Marginali per poi ribadire che, senza competenze specialistiche in finanza agevolata, un ente locale o un conservatorio rinunciano a risorse già disponibili, paragonandolo a «una compagine orchestrale priva di chi sappia leggere la partitura».

Sul fronte della sostenibilità ESG, ha chiarito che in SEF Consulting i principi ambientali, sociali e di governance non vengono trattati come un’appendice normativa, ma come la grammatica stessa di una progettazione contemporanea e responsabile.

Formichella sul territorio che funge da sfondo a questo evento si è soffermato così: «In Basilicata dove il rapporto tra comunità e paesaggio conserva una profondità che le aree metropolitane hanno smarrito, questa integrazione non è un’imposizione esterna, ma una vocazione naturale che attende di essere strutturata e resa misurabile».

Il coraggio di Gesualdo

Errico Formichella ha chiuso il suo intervento evocando il nome che dà il titolo al Conservatorio ospitante, Carlo Gesualdo da Venosa, principe, compositore e rivoluzionario, colui che – come lo definì Stravinsky – fu uno dei grandi innovatori della storia della musica. E ha ricordato che: «Gesualdo ruppe ogni regola del suo tempo, non replicò ciò che esisteva, ma ebbe il coraggio di ascoltare qualcosa che ancora non c’era e di tradurlo in forma». E ha aggiunto: «Le aree interne del Mezzogiorno, dall’Irpinia alla Lucania, dalla Daunia al Cilento, hanno bisogno esattamente di quel coraggio. Non sono periferie, sono centri che hanno dimenticato di esserlo. E il dialogo tra esperienze, come quello che le Giornate di Studio di Potenza hanno saputo ospitare, è lo strumento più potente per trasformare l’isolamento in rete, la fragilità in strategia, il silenzio in musica».

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“La nostra mission consiste nel dotare i lettori di un magazine in grado di decifrare il vasto mondo della gestione d’impresa grazie a contenuti d’eccezione e alla collaborazione con enti pubblici e privati.”

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