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Incentivi, credito di imposta e semplificazione amministrava entro Giugno 2026 in Italia 2026. Opportunità finanziarie e scadenze ghigliottina per rendere l’Italia energeticamente più autonoma.
Il D.L.19/26 appena approvato ha un obiettivo molto ambizioso da raggiungere entro Giugno 2026 nel nome della transizione energetica e nell’esigenze di raggiungere gli obiettivi PNRR. Via libera a 15.000 Comunità Energetiche attive e 2.000 MW di potenza rinnovabile da installare con una combinazione senza precedenti in Italia: sì all’autoconsumo a distanza ed alla cumulabilità, via libera al credito di imposta e per i comuni fino a 5.000 abitanti finanziamenti fino al 40% a fondo perduto.
La Camera di Commercio di Foggia ha ospitato, lo scorso 24 Febbraio, il convegno organizzato dal MASE in collaborazione con Unioncamere e GSE: “Le nuove opportunità per la transizione energetica: una road map per le imprese” in cui sono stati illustrati i percorsi possibili e finanziabili per la creazione delle CER e l’efficientamento ai sensi del D.L.19/26, noto anche come Decreto PNRR 2026 o Decreto Bollette 2026.
Si sono succeduti gli interventi di Stefania Crotta, Direttore generale Programmi ed Incentivi Finanziari MASE, di Annamaria Marconi, Dintec- Unioncamere, Piergabriele Andreoli, Presidente Rete Nazionale delle Agenzie Energetiche Locali, Michele Macrì Responsabile Affari Regolatori del GSE delineando il percorso per imprese ed enti locali previsto dai cinque step del D.l.19/26. Hanno fatto eco le riflessione del territorio illustrate dal Prof. Massimo Monteleone dell’Università di Foggia; Lucilla Parisi Sindaca del Comune di Roseto Valfortore e Vincenzo Raffa di Frienly Power, Antonio de Maso de il Sole per Tutti e Gennaro Casillo, Presidente della CER Casillo &Di vitto che hanno posto sul tavolo le tematiche legate agli errori amministrativi e procedurali sullo stato del CER attuali ed offerto spunti di riflessione operativa affinché il D.L.19/26 renda i territori energeticamente autonomi e sostenibili nel lungo periodo.
I cinque step previsti dal D.L.19/26 organizzano differenti quadri legislativi affinché la filiera energetica si avvalga di tutti gli incentivi e finanziamenti disponibili con l’obiettivo giugno 2026. Innanzitutto, viene ufficialmente sdoganata la possibilità di condividere energia tra edifici non contigui (anche in contesti urbani complessi), purché collegati alla stessa Cabina Primaria. È ammessa la cumulabilità ovvero viene confermata la possibilità di cumulare il contributo a fondo perduto del 40% (PNRR) con la tariffa incentivante del GSE, ma con regole più stringenti per evitare sovra-compensazioni. È ammessa l’integrazione con il Credito di imposta come previsto dal quadro Transizione 5.0 ed un sistema autorizzativo semplificato che consente la combinazione anche con gli incentivi di Industria 4.0 e l’innovazione del parco infrastrutturale. (V.Box 1)
La “roadmap” del MASE non è solo una lista di bonus, ma un tentativo di creare un ecosistema decentralizzato dove l’energia viene prodotta vicino ai luoghi di consumo. Infatti, il D.L. 19/2026 rappresenta il “colpo di acceleratore” finale per rispettare le scadenze europee del giugno 2026. Mentre il precedente decreto del 2024 aveva gettato le basi, questa nuova norma definisce strumenti e modalità operative per trasformare le imprese e le comunità da semplici utenti a gestori attivi dell’energia.
Il decreto ha delineato una strategia precisa per trasformare imprese e cittadini da semplici consumatori a “prosumer” (produttori-consumatori). Le caratteristiche chiave della roadmap tracciata dal MASE afferiscono a strumenti che possono essere utilizzati autonomamente o congiungimento dalle imprese e dagli enti. Si comincia con il Piano Transizione 5.0, colonna portante per le imprese. Il decreto ha stanziato circa 6,3 miliardi di euro per sostenere il passaggio a sistemi produttivi efficienti e sostenibili. Il Piano si articola in due strumenti principali: credito d’Imposta: Agevolazioni per investimenti in digitalizzazione e, soprattutto, in impianti per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili. Vincolo di Risparmio: Per accedere ai fondi, l’impresa deve dimostrare una riduzione dei consumi energetici (almeno il 3% per l’intera struttura o il 5% per il processo interessato). Fa da pendant la Semplificazione Burocratica (Semplifica-Italia).
Per rendere le comunità energetiche e gli impianti aziendali una realtà e non un incubo burocratico, il decreto ha introdotto due strumenti fondamentali: il regime autorizzativo unico: Procedure accelerate per l’installazione di impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo e le Zone Idonee ovvero una definizione più chiara dei siti in cui è possibile costruire grandi impianti che tengano conto a priori dei veti paesaggistici insormontabili ed al contempo velocizzano l’iter autorizzativo (AUA e VIA). Fulcro del provvedimento è la spinta alle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER). (V.BOX 2) Il decreto, in sinergia con i decreti del MASE, ha reso le CER operative a tutti gli effetti mediante gli Incentivi in tariffa: Un premio sull’energia condivisa tra i membri della comunità e i contributi a fondo perduto: In particolare per i comuni sotto i 5.000 abitanti, finanziati dal PNRR. Di pari passo con la transizione energetica vanno la Digitalizzazione e Monitoraggio. Non c’è transizione senza dati. Il provvedimento si incentra su sistemi di Energy Management introducendo l’obbligo di monitoraggio dei flussi energetici per chi usufruisce dei bonus 5.000 e l’interoperabilità cioè i dati di produzione devono essere facilmente accessibili per ottimizzare lo scambio sul posto e la vendita in rete.
La tripletta dell’habeas corpus si completa con il quadro della TRANSIONE 5.0: La combinazione tra il D.L. 19/2026 e il quadro della Transizione 5.0 (originato dal D.L. 19/2024) ha creato un sistema di crediti d’imposta molto potente ma con regole di incastro precise, specialmente per la volata finale del PNRR (giugno 2026).(V.Box3) Il Credito d’Imposta per le imprese che investono in energia e digitalizzazione e si articolano in Aliquote e Scaglioni (Transizione 5.0): Il credito d’imposta non è fisso, ma dipende dall’entità del risparmio energetico conseguito dall’impresa grazie all’investimento per investimenti fino a 2,5 milioni di euro. Per cifre superiori, le aliquote decrescono ed oscillano tra un credito di imposta compreso trail 35% ed il45%. (V. box 3). Creazione di Impianti Fotovoltaici: Moduli prodotti in UE con efficienza superiore al 21,5%. Se i moduli hanno efficienza superiore al 24% (celle bifacciali), la base di calcolo del credito d’imposta per i soli moduli è maggiorata del 120% o 140%. Sistemi di Accumulo (Batterie): Fondamentali per massimizzare l’autoconsumo aziendale e Sistemi di Monitoraggio: Software e sensori per la gestione dell’energia (obbligatori per certificare il risparmio). (V. Box 5).
Il D.L. 19/2026 ha confermato la procedura accelerata sul portale del GSE (Piattaforma Transizione 5.0 con La Procedura “Twin Transition” che prevede un sistema di semplificazioni e certificazione ex ante basati su: comunicazione Preventiva: Invio del progetto e della Certificazione Ex-Ante (redatta da un tecnico abilitato) che preveda il risparmio energetico ottenibile; prenotazione del Credito: Il GSE conferma la disponibilità dei fondi; comunicazione di Avanzamento: Entro 30 giorni dalla prenotazione, va dimostrato il versamento di un acconto pari ad almeno il 20% e Certificazione Ex-Post: A lavori conclusi, un tecnico deve certificare che il risparmio previsto è stato effettivamente raggiunto. L’iter procedurale è coaiduatvato dalla novella del sistema Green Cam. (V.Box)
Fondamentale nel decreto è l’esplicitazione della Cumulabilità e Divieti su cui molte imprese nel recente passato hanno commesso errori perla mancanza di chiarezza normativa: NO al Cumulo con Transizione 4.0: Non è possibile richiedere sia il credito 4.0 sia il 5.0 sullo stesso bene; NO al Cumulo con il Credito ZES Unica: Sono alternativi. SÌ alla Cumulabilità con altre agevolazioni: È possibile cumulare il credito d’imposta con altre agevolazioni non statali (es. bandi regionali), a patto che il totale non superi il 100% del costo dell’investimento.
E per allinearsi con la normativa europea e la transizione energetica più che mai cogente in questo momento di esasperazione dello scenario bellico globale sono le identificazione delle cd. scadenze “Ghigliottina”. Il D.L. 19/2026 è tassativo: per beneficiare di queste aliquote massime legate al PNRR, gli investimenti devono essere completati e interconnessi entro il 30 giugno 2026. Se l’interconnessione avviene dopo, si rischia di decadere dal beneficio o di scivolare nelle aliquote molto più basse della Transizione 4.0 ordinaria.
BOX 1 Sintesi delle Opportunità D.L.19/26
| Destinatario | Strumento Principale | Obiettivo |
| Grandi Imprese | Transizione 5.0 | Efficientamento linee produttive e storage. |
| PMI | Credito d’imposta + CER | Riduzione costi bolletta tramite autoproduzione. |
| Comunità/Cittadini | Incentivi CER | Condivisione dell’energia e indipendenza dalla rete. |
BOX 2: CER Per quanto riguarda le comunità energetiche (CER) la Roadmap del decreto fissa obiettivi quantitativi ambiziosi da raggiungere entro giugno 2026:
| Categoria | Dettagli e Obiettivi | Note Chiave |
| Target Nazionali | 15.000 CER attive e 2.000 MW di potenza installata. | Obiettivo ambizioso per la transizione energetica. |
| Autoconsumo a Distanza | Condivisione tra edifici non contigui purchè collegati alla stessa Cabina Primaria. | Cruciale per lo sviluppo in contesti urbani complessi. |
| Incentivi e Cumulabilità | Fondo perduto 40% (PNRR) + tariffa incentivante GSE. | Soggetta a regole anti-sovra-compensazione. Viene confermata la possibilità di cumulare il contributo a fondo perduto del 40% (PNRR) con la tariffa incentivante del GSE, ma con regole più stringenti per evitare sovra-compensazioni. |
Se l’impresa agisce all’interno di una CER, i benefici si sdoppiano:
- Contributo a fondo perduto: Fino al 40% delle spese ammissibili (solo per comuni sotto i 5.000 abitanti, secondo i fondi PNRR).
- Tariffa Incentivante: Composta da una parte fissa (circa 60-80 €/MWh) e una variabile legata al prezzo di mercato dell’energia, per una durata di 20 anni.
Tutte le procedure per le quali si richiede il fondo perduto del 40% devono garantire che l’impianto sia collaudato e connesso alla rete entro e non oltre la rendicontazione finale del giugno 2026. Il GSE ha attivato una procedura di “Fast Track” per le domande presentate entro il primo trimestre del 2026. (V. FOCUS GSE).
BOX 3: Pacchetto Imprese: Gas Release e Semplificazioni
Il D.L. 19/2026 introduce strumenti per stabilizzare i costi nel lungo periodo:
| Strumento / Misura | Descrizione Tecnica | Obiettivo e Scadenze |
| Gas Release | Prezzi dell’energia calmierati tramite l’intermediazione del GSE. | Proteggere le industrie energivore dalla volatilità del mercato. |
| Semplifica-FER | Introduzione di un modulo unico digitale interoperabile per l’installazione di impianti. | Accelerare autorizzazioni VIA (Valutazione Impatto Ambientale) e AUA. |
| Automazione Qualifiche | Caricamento automatico delle certificazioni professionali nel sistema digitale. modulo unico digitale interoperabile. Questo automatizza il caricamento delle qualifiche professionali e accelera le autorizzazioni VIA e AUA. | Ridurre i tempi burocratici per l’avvio dei cantieri rinnovabili. |
| Vincoli Temporali PNRR | Messa in esercizio entro 24 mesi dall’ammissione al finanziamento. | Rispetto del termine ultimo del 30 giugno 2026 per la rendicontazione deitarget |
BOX 4. Sostegno ai Costi Energetici – Liquidità
Il decreto agisce anche sul fronte immediato della liquidità:
| Misura | Destinatari | Dettaglio del Beneficio |
| Contributo Straordinario | Famiglie vulnerabili | Bonus una tantum di circa 115 euro sulle forniture elettriche. |
| Sconto Volontario Imprese | Clienti con ISEE fino a 25.000€ (esclusi dai bonus sociali standard) | Sconto diretto in bolletta offerto dai fornitori in cambio di “rating di sostenibilità”. |
| Revisione Oneri ASOS | Utenze non domestiche (Imprese/Partite IVA) | Riduzione del carico degli oneri di sistema per il biennio 2026-2027. |
Il meccanismo dello Sconto Volontario è una novità interessante: i fornitori non agiscono per obbligo di legge, ma per ottenere un’attestazione di “sostenibilità sociale”. Questo marchio può essere utilizzato nel loro marketing e nei bilanci di sostenibilità (ESG) per dimostrare l’impegno verso le fasce medie della popolazione, spesso escluse dagli aiuti statali diretti.
BOX 5: Aliquote Credito di Imposta e Risparmio Energetico
| Risparmio Energetico (Struttura Produttiva) | Risparmio Energetico (Processo Interessato) | Aliquota Credito d’Imposta |
| > 3% | > 5% | 35% dell’investimento |
| > 6% | > 10% | 40% dell’investimento |
| > 10% | > 15% | 45% dell’investimento |
Per sbloccare queste aliquote, l’investimento deve essere “trainato” dall’acquisto di beni strumentali materiali o immateriali Industria 4.0 (come software di gestione energia, sensori IoT o macchinari interconnessi). A questi beni principali è possibile aggiungere:
- Impianti per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili (es. fotovoltaico).
- Spese per la formazione del personale nelle competenze necessarie alla transizione green.
NB: Le aliquote indicate si riferiscono generalmente alla prima fascia di investimento (fino a 2,5 milioni di euro). Per investimenti di portata superiore, le percentuali del credito tendono a ridursi progressivamente.
Box 6: Sintesi della Strategia
| Pilastro | Caratteristica Chiave | Impatto per il 2026 |
| Burocrazia | Silenzio-assenso rafforzato | Tempi certi (30-45 gg) per le autorizzazioni. |
| Incentivi | Fondo perduto 40% (PNRR) | Priorità ai Comuni < 5.000 abitanti e zone interne. |
| Tecnologia | Smart Grid e Accumuli | Obbligo di sistemi di monitoraggio per le CER. |
Il decreto introduce anche un meccanismo di “contratto a due vie” per la restituzione degli anticipi PNRR, garantendo che se il prezzo dell’energia sale troppo, il surplus torni allo Stato, mentre se scende, l’investitore sia protetto.
FOCUS: GSE e GREEN CAM Procedure di invio domande
Per rispettare la scadenza del 30 giugno 2026, la procedura è stata ulteriormente digitalizzata per ridurre i tempi di istruttoria. Dalla Prenotazione al Contratto Per non perdere i fondi PNRR, l’iter deve seguire alcune tappe fondamentali che oggi sono concentrate nell’accesso al protale GSE mediante il portale GreenCam 2026 che inserisce i nuovi CAM (Criteri Ambientali Minimi).
Schema Unificato: Iter Procedurale, Requisiti e Standard Green 2026
| Fase Operativa | Strumenti e Requisiti | Dettagli Obbligatori e Novità 2026 |
| 1. Accesso e Profilazione | SPID / CIE | Accesso all’Area Riservata GSE; obbligatorio per il legale rappresentante. |
| 2. Qualifica Soggetto | Visura Camerale | Deve essere aggiornata con i poteri di firma e l’attività d’impresa coerente. |
| 3. Analisi e Simulazione | Piattaforma GreenCam | Utilizzo del simulatore CERCam per valutare la fattibilità tecnica delle Comunità Energetiche. |
| 4. Conformità Tecnica | Asseverazione & CAM | Rispetto dei Nuovi CAM Edilizia 2026 (in vigore dal 02/02/2026) e del principio DNSH. |
| 5. Prenotazione Incentivo | Titoli (PAS o AU) | Caricamento preventivo di connessione accettato e autorizzazione (Semplificata o Unica). |
| 6. Monitoraggio Green | Portale GO (GSE) | Gestione delle Garanzie d’Origine per attestare l’uso di energia 100% rinnovabile. |
| 7. Fine Lavori | Documentazione Tecnica | Invio entro 24 mesi dalla domanda (termine ultimo perentorio: 30/06/2026). |
| 8. Stipula Contratto | Firma Digitale | Generazione automatica del contratto GSE per la tariffa incentivante (validazione post-lavori). |
Focus: Cosa cambia con “Green” e “CAM” nel 2026
- GreenCam (Sistema Camerale): Non è un obbligo di legge, ma il portale ufficiale delle Camere di Commercio per assistere le PMI nella transizione. Include il tool CERCam per simulare i ricavi di una Comunità Energetica prima di investire.
- Nuovi CAM (Criteri Ambientali Minimi): Dal 2 febbraio 2026, chi partecipa ad appalti pubblici o richiede certi incentivi deve rispettare standard più severi su materiali riciclati, disassemblabilità degli impianti e certificazioni dei posatori.
- Green Conditionalities: Il GSE ha attivato il Portale GO (Garanzie d’Origine) per le imprese energivore, rendendo obbligatorio tracciare digitalmente che l’energia usata sia effettivamente “verde” per mantenere le agevolazioni.
- DNSH (Do No Significant Harm): Senza l’asseverazione del tecnico che confermi il non arrecare danno significativo all’ambiente, la pratica viene bloccata.
- Termini Perentori: La data del 30 giugno 2026 non è prorogabile, essendo legata alla rendicontazione finale dei fondi PNRR.
- Interoperabilità: Grazie al sistema “Semplifica-FER”, gran parte dei dati professionali viene ora caricata automaticamente per accelerare i tempi.
BOX 7: Massimali di Spesa per il Fotovoltaico Aziendale
Il D.L. 19/2026 ha aggiornato i costi massimi ammissibili per tenere conto dell’inflazione e della necessità di accelerare gli investimenti.
| Componente | Massimale Spesa (Esempio indicativo) | Note |
| Impianto Fotovoltaico | € 1.200 – 1.500 / kWp | Decrescente all’aumentare della taglia dell’impianto. |
| Sistemi di Accumulo | € 800 – 1.000 / kWh | Ammessi solo se integrati con l’impianto di produzione. |
| Spese Tecniche | Fino al 10% | Progettazione, asseverazioni, direzione lavori. |
Bonus “Aree Idonee”: Se l’impianto viene costruito in zone classificate come “idonee” dal decreto (es. tetti industriali, cave dismesse), il massimale può essere incrementato del 5% per coprire eventuali costi di smaltimento amianto o bonifica.
