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La Regione Lombardia ha ufficialmente dato il via alla misura di ristrutturazione e riconversione dei vigneti per la campagna 2026-2027, un importante intervento per il comparto vitivinicolo finalizzato a migliorare la competitività delle aziende e ad adeguare la produzione alle mutate esigenze del mercato globale.
La Regione Lombardia ha ufficialmente dato il via alla misura di ristrutturazione e riconversione dei vigneti per la campagna 2026-2027, un importante intervento per il comparto vitivinicolo finalizzato a migliorare la competitività delle aziende e ad adeguare la produzione alle mutate esigenze del mercato globale.
Con il decreto numero 1861 del 13 febbraio 2026, l’amministrazione ha definito le disposizioni attuative e le procedure per l’accesso ai contributi, mettendo a disposizione una dotazione finanziaria complessiva di circa 5,25 milioni di euro derivanti dai fondi comunitari previsti dall’Organizzazione Comune del Mercato vitivinicolo (OCM).
Possono beneficiare delle agevolazioni i produttori vitivinicoli, siano essi persone fisiche o giuridiche, che conducono superfici vitate o sono in possesso di autorizzazioni al reimpianto, a condizione che la loro posizione sia regolarmente aggiornata nel fascicolo aziendale e nell’inventario viticolo regionale.
Gli interventi ammessi includono la riconversione varietale, ovvero il reimpianto di una diversa varietà di vite ritenuta di maggior pregio o interesse commerciale, il ricollacamento dei vigneti in aree agronomicamente ad hoc e il miglioramento delle tecniche di gestione, come ad esempio la modifica del sistema di allevamento o la realizzazione di impianti di irrigazione fissi, purché strettamente legati a un rinnovo strutturale dell’impianto stesso.
È importante sottolineare che il bando esclude esplicitamente il rinnovo ordinario dei vigneti giunti al termine del loro ciclo vitale naturale, operazione considerata di manutenzione ordinaria e non miglioramento strutturale.
L’agevolazione economica prevista si concretizza in un contributo a fondo perduto che può coprire fino al 50% dei costi effettivamente sostenuti, calcolati in base a costi unitari standardizzati. Al finanziamento, si aggiunge un indennizzo per la perdita di reddito subita dall’agricoltore durante il periodo di improduttività del vigneto, erogabile per un massimo di 3 anni e stabilito in base alle modalità di esecuzione dei lavori.
Per quanto concerne i requisiti tecnici, la superficie minima oggetto dell’intervento deve essere di almeno 0,5 ettari, limite che scende a 0,3 ettari per i vigneti situati in zone di montagna o in aree particolarmente svantaggiate, garantendo così supporto anche alle produzioni tipiche del territorio lombardo.
La formazione delle graduatorie seguirà criteri di priorità ben definiti. Infatti, premia in particolare i giovani agricoltori al loro primo insediamento, le aziende che operano all’interno di zone a denominazione d’origine (DOC e DOCG) o indicazione geografica protetta (IGT) e quegli interventi volti all’accorpamento fondiario per una gestione più efficiente del suolo.
La scadenza per la presentazione delle domande è fissata al 15 giugno 2026, termine entro il quale i progetti devono essere completati e inviati per non incorrere nell’inammissibilità.
I richiedenti devono prestare massima attenzione a non avviare alcuna operazione di estirpazione o impianto prima della presentazione formale della domanda, rispettando scrupolosamente le norme sulla tracciabilità dei materiali vivaistici e le disposizioni ambientali vigenti, assicurando così che l’intero processo di ammodernamento contribuisca non solo alla solidità economica delle imprese ma anche alla sostenibilità del paesaggio vitivinicolo regionale.
