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Bando pesca Sicilia: 2 milioni per diversificazione e blue economy

Miriam Masone

Miriam Masone

Redattrice per «Acta non verba» con una formazione in Sustainability Management e transizione ecologica. Giornalista, cronista per «il Mattino» di Napoli e altre testate. Autrice di podcast, documentari e programmi televisivi.
sicilia - pesca
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L’Assessorato all’Agricoltura, allo Sviluppo Rurale e alla Pesca Mediterranea della Regione Sicilia ha emanato un bando nell’ambito del Programma Nazionale FEAMPA 2021-2027.

Il bando con una dotazione finanziaria complessiva pari a 2 miliondi di euro sostiene  investimenti strategici per la resilienza del settore ittico. L’agevolazione prevista consiste in un contributo pubblico in conto capitale che copre il 50% delle spese ammissibili sostenute dai beneficiari, configurandosi come un rimborso dei costi effettivamente pagati per la realizzazione di progetti di innovazione e diversificazione economica. La misura è rivolta agli armatori di imbarcazioni iscritte nei registri delle Capitanerie di Porto o degli Uffici Circondariali Marittimi della Sicilia, che non appartengono alla categoria della piccola pesca costiera, oltre ai pescatori che esercitano l’attività a bordo di tali unità.

Il bando è finalizzato a sostenere investimenti a bordo o nel settore della blue economy che permettano di diversificare il reddito attraverso attività complementari a quella principale della pesca, come ad esempio il turismo, la ristorazione, i servizi ambientali o le attività educative e didattiche legate al mare. Gli interventi ammissibili devono riguardare investimenti volti a migliorare la qualità dei prodotti ittici o a permettere l’esercizio di nuove attività economiche, a condizione che queste non portino a un aumento dello sforzo di pesca o della capacità di cattura delle imbarcazioni coinvolte.

Le spese considerate ammissibili includono l‘acquisto di macchinari, attrezzature, arredi e software necessari alla realizzazione dell’attività di diversificazione, nonché eventuali opere edili strettamente connesse e funzionali al progetto, entro i limiti percentuali stabiliti dal bando. Non sono, invece, ammissibili le spese relative alla manutenzione ordinaria, l’acquisto di beni usati o gli investimenti che mirano esclusivamente al rispetto degli standard normativi obbligatori già vigenti.

La presentazione delle domande deve avvenire esclusivamente per via telematica attraverso il portale dedicato, con una scadenza fissata per l’11 maggio 2026.

Ogni istanza viene valutata secondo criteri di selezione che premiano la qualità progettuale, la sostenibilità ambientale dell’intervento e la capacità di generare nuova occupazione. I progetti selezionati devono essere conclusi entro i termini temporali indicati nell’atto di concessione, garantendo la stabilità delle operazioni per un periodo di almeno 5 anni dalla data del pagamento finale, pena la revoca del finanziamento ricevuto.

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