La redazione di Acta non Verba si stringe con profonda commozione intorno alla famiglia, ai colleghi e all’intera comunità scientifica per la scomparsa di Luigi Nicolais
Non perdiamo solo un illustre scienziato e un uomo delle istituzioni, ma una delle menti più lucide e lungimiranti che il nostro Paese abbia avuto il privilegio di annoverare.
Rileggere le parole che Nicolais ci affidò in una delle sue ultime interviste – dove con passione discuteva del ruolo centrale dell’Italia negli organismi europei come l’EIC e l’EIE – equivale a confrontarsi con un’eredità intellettuale preziosissima.
Nicolais non era solo un accademico di fama mondiale nel campo della scienza dei materiali. Era, prima di tutto, un uomo del «fare». Credeva fermamente che l’innovazione fosse la chiave per la sovranità tecnologica dell’Europa e che l’Italia avesse tutte le carte in regola per giocare un ruolo da leader. «Rappresentare l’Italia è un onore» disse con quella sobria eleganza che lo contraddistingueva, ma per lui quell’onore era inscindibile dalla responsabilità verso le nuove generazioni.
Il suo impegno per ridurre il divario tra il mondo della ricerca pubblica e quello del mercato, la sua visione di un’università capace di generare startup e di guardare al «capitale paziente», rimangono oggi come una bussola per chiunque creda nel progresso. Nicolais ci ha insegnato che la vera sfida non è solo pubblicare un risultato scientifico, ma avere il coraggio di trasformarlo in un prodotto, in un servizio, in un beneficio per la collettività.
Luigi Nicolais lascia un vuoto incolmabile, ma il suo esempio continuerà a ispirare il nostro lavoro. Onoreremo la sua memoria continuando a raccontare quell’Italia dell’eccellenza e dell’innovazione che lui ha tanto amato e servito.
