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L’errore è stato rivalutato anche nel dibattito pubblico mondiale ormai da anni come vera fonte di scoperta, ricerca dell’inedito, sviluppo dell’intuito e strada imprevista verso nuovi mondi, tranne ovviamente che nella politica italiana dove vivono quasi tutti di recinti passatisti e obsoleti che li fanno sentire al sicuro da innovazione, evoluzione e ignoto, tutti valori vitali onnipresenti nella retorica straziante e noiosa delle campagne elettorali ma totalmente assenti nei comportamenti, negli atti, nell’amministrazione e nelle strategie.
Il coraggio della disruption ce l’hanno davvero in pochissimi, fuori dal mondo dell’arte di ricerca, e non hanno la percezione della verità perché a nessuno piace farsi dare del pavido.
Nnena Kalu (Glasgow 1966, origini nigeriane) é la prima artista con un deficit cognitivo a vincere il Turner Prize, il premio per l’Arte contemporanea più importante al mondo, organizzato da Unilever e Tate Modern. Gente evoluta che sa come si legge un’opera dove il valore è dato dall’intuizione delle valenze nascoste dei processi, non dall’impatto leggibile del prodotto finale.
Come si vede, il mondo dell’arte di ricerca, non quello dei fiorellini e dei tramonti (stiamo parlando di gente che esplora limiti e confini del pensiero e ne fa una pratica immaginifica) comprende sempre prima della scienza le cose importanti della vita.
Per esempio che non esistono deficit cognitivi se non quelli visti con la lente scolastica del pragmatismo e dell’efficienza: quelli intelligenti sanno che i folli, da sempre, hanno le visioni a cui noi normalizzati poi arriviamo dopo molti e molti anni. Inutile spiegare alle attuali classi dirigenti quanto le loro procedure ottocentesche e le loro stesse sinapsi siano distanti dalle velocità della società reale e soprattutto degli artisti e dei giovani. Sono talmente siderali che il dialogo si concluderebbe con un nulla di fatto.
Invece a quelli che hanno ancora l’umiltà di comprendere che restare indietro per colpa degli schemi sociali è una cosa che si può risolvere ascoltando i professionisti e gli artisti che fanno sperimentazione intelligente, senza per questo farsi prendere dei complessi di inferiorità e sentirsi diminuiti, si può suggerire di lanciare il cuore oltre l’ostacolo e riprendere ad ascoltarsi attraverso art thinking e sound thinking, dispositivi di evoluzione mentale ed emotiva che cambiano la storia, il presente e il futuro.
Basterà guardare l’esempio dei grandi scienziati per scoprire che, senza l’intuito, non avrebbero mai scoperto nulla di importante. E vale anche per le imprese. Oppure studiare come hanno fatto gli abitanti dei Sassi di Matera, 6mila anni fa, a costruire la città più bella, sexy, accogliente e funzionale del mondo senza ingegneri, ma solo con la saggezza popolare e l’istinto verso l’armonia; nel progetto Matera Alberga se ne osservano e comprendono le varie e inedite ragioni.

A Dicembre 2025 l’Avv.to Francesco Catullo ha organizzato, con il suo Studio LDP a Roma, un incontro davvero stimolante su Tarocchi, poesia dell’intuito e AI, dove i partecipanti e i relatori – me tra questi – hanno sognato un mondo intelligente pieno di eros e geometrie auree relazionali di quelle che hanno costruito il mondo come ce l’hanno lasciato i nostri avi: perfetto, pieni di oggetti bellissimi e funzionali, arricchito di strade, palazzi, piazze e ponti immaginati e costruiti come opere d’arte, ancora attraenti, seducenti e funzionanti. Soltanto per aver protetto la capacità emotiva di interpretare segni e simboli.
Parafrasando Ulay, compianto compagno di Marina Abramovic, possiamo dire, e ne abbiamo le prove, che l’impresa senza etica e senza estetica è solo cosmetica, ha un successo effimero e non mette radici per il futuro. E vale per tutto, dalla politica alla società.
