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“Tra trame e paesaggio”, la II edizione della kermesse si svolgerà il 29 e 30 settembre e rimette al centro sostenibilità, impresa e comunità
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A Caserta e Marcianise la parola chiave è rigenerazione: non un maquillage urbano, ma un patto intergenerazionale che tiene insieme sostenibilità ambientale, sociale ed economica, nel segno di un modello — quello olivettiano — che vede l’impresa come fatto culturale, la bellezza come bene comune, il lavoro come dignità e partecipazione. È questo il cuore di Settembre Olivettiano – “tra trame e paesaggio”, seconda edizione in programma 29–30 settembre 2025 tra la Reggia di Caserta e il Palazzo della Cultura di Marcianise: una due-giorni che trasforma il territorio in un laboratorio aperto, dove progettazione, arti e saperi produttivi ricuciono fratture e aprono possibilità.
Parlare di sostenibilità qui significa misurarsi con la complessità reale dei luoghi: acque, suolo, archeologie, quartieri, aree industriali; filiere del fare e dell’apprendere; reti tra istituzioni, università, accademie, imprese e cittadinanza. L’orientamento è netto: dagli stili di vita all’uso delle risorse, dai diritti del lavoro alla qualità dello spazio pubblico, ogni scelta è letta nella chiave olivettiana della responsabilità — etica, poetica ed estetica — capace di trasformare il già esistente in valore condiviso.
In questo quadro, Settembre Olivettiano non celebra il passato: lo attiva. La fabbrica Olivetti di Marcianise, riconosciuta di interesse culturale, diventa bussola e volano per un’idea contemporanea di sviluppo che unisce tutela e innovazione, memoria e produzione, formazione e comunità operosa. Seminari, proiezioni, laboratori e restituzioni pubbliche non sono “eventi”: sono cantieri di rigenerazione che lasciano metodi, reti e strumenti. Perché la vera sostenibilità è processo: si costruisce insieme, si verifica nel tempo, si riconosce quando migliora la vita delle persone e la salute dei luoghi.
Eredità Olivetti e il settembre Olivettiano: rigenerazione contemporanea con impresa, cultura e comunità centro del processo di riqualificazione
C’è una parola che torna con insistenza quando si parla di Caserta e Marcianise in questi giorni: rigenerazione. Non come slogan, ma come metodo. La Soprintendenza ABAP per le province di Caserta e Benevento e la Reggia di Caserta, con il sostegno del Comune di Marcianise e in collaborazione con l’Università “Luigi Vanvitelli” (DADI e Lettere), Accademia di Belle Arti di Napoli e ASI Caserta, presentano la seconda edizione di Settembre Olivettiano – parte del progetto Materia Viva ideato da F²LAB aps e Casa del Contemporaneo – in programma 29–30 settembre 2025 tra la sala conferenze della Soprintendenza al Palazzo Reale di Caserta e il Palazzo della Cultura di Marcianise. Una due-giorni che, sin dal titolo, “tra trame e paesaggio”, dichiara la propria ambizione: cucire ciò che spesso appare separato — natura, archeologia, città, aree produttive — usando arte, design e responsabilità sociale.
Al centro, come bussola, la matrice olivettiana: impresa come fatto culturale, bellezza come bene collettivo, partecipazione come regola. Non è un’operazione nostalgica: la manifestazione si colloca nel Piano Olivetti del Ministero della Cultura e valorizza la memoria della storica fabbrica Olivetti di Marcianise, cui è stato riconosciuto l’interesse culturale con vincolo della Soprintendenza. È da qui che riparte un’idea di sviluppo territoriale capace di tenere insieme innovazione, lavoro, cultura e paesaggio.
Settembre Olivettiano non “celebra” Olivetti: ne riattiva il paradigma. Lo fa nel momento in cui la fabbrica di Marcianise — nodo simbolico di “Terra di Lavoro” — è finalmente riconosciuta come bene culturale: un punto di svolta che consente di pensare a un “atlante dei luoghi operosi”, dove architetture industriali d’autore siano patrimonio attivo e motore di sviluppo. In quest’ottica, l’idea lanciata da tempo dalla storica dell’architettura dell’Università Vanvitelli Francesca Castanò e dalla presidente di F2Lab Maria D’Ambrosio, e ora richiamata e condivisa dal Consorzio ASI di un museo diffuso nell’area industriale casertana non è un’utopia: è il naturale completamento di un percorso di rinascita necessario per restituire valore al tessuto produttivo e al fare impresa.
C’è poi l’elemento politico nel senso più alto: Settembre Olivettiano mette allo stesso tavolo Soprintendenza, Reggia, Comune, Università, Accademia, imprese, terzo settore e cittadinanza, dimostrando che la rigenerazione non è il risultato di un singolo investimento, ma di alleanze territoriali durature. Qui le imprese non sono sponsor, sono co-autrici di visioni; la scuola e l’università non sono spettatrici, sono laboratori permanenti; la cittadinanza non è pubblico, è parte attiva. È, in pratica, la traduzione contemporanea di ciò che Olivetti chiamava “comunità”.
Trame & Paesaggio: Cultura d’impresa come motore di innovazione territoriale
Una regia corale — Maria D’Ambrosio con Francesca Castanò, Franca Corrado e Ciro Perna — costruisce un percorso che unisce teoria e azione. La prima giornata (29 settembre) mette allo stesso tavolo istituzioni, imprese, amministratori, studiosi, artisti e associazioni: si parla di tutela e valorizzazione del patrimonio produttivo (materiale e immateriale), design e responsabilità sociale, arte pubblica e rigenerazione urbana, sostenibilità e risorse naturali. È la traduzione contemporanea di un’eredità che, da Adriano Olivetti in poi, chiede di “immaginare comunità” prima che mercati. “Fare dell’eredità olivettiana la matrice di una rigenerazione rivolta a un territorio ‘fertile’ e di cui prendersi cura, innestando etica, poetica ed estetica” — sintetizza D’Ambrosio — con un programma che dà valore alla cultura d’impresa come motore di innovazione e di cura.
Il riconoscimento è anche istituzionale: la due-giorni è inclusa nella formazione continua per i dipendenti del Ministero della Cultura (Direttiva 14/01/2025; Circolari DG OR 18/03/2025 e DG ERIC 28/01/2025). Non solo “cultura”, dunque: competenze abilitate e politiche pubbliche orientate per formare la funzione pubblica al suo importante ruolo di coordinamento e di attuazione di politiche strategiche da governare.
Ricucire natura, archeologia, città e produzione: Arte pubblica e design responsabile
Qui “paesaggio” non è sfondo, ma ambiente umano: natura intrecciata con innesti urbani e produttivi. Lungo tutto la giornata del 29 settembre Antonella Romano e le sue tessiture diventano anche performance live con letture da ‘Le tessitrici’ di Loreta Minutilli. Nel pomeriggio, la proiezione del docu-film OhAhSi! Sul fiume fuori rotta (regia Ivan Forastiere, progetto di Maria Giovanna Abbate e Francesco Capasso) diventa momento pubblico di riflessione con amministratori (Giovani ANCI Campania), associazioni, artisti, imprese e professionisti: il cinema attiva processi di consapevolezza su acque, suolo e infrastrutture, e suggerisce nuovi immaginari per la ricucitura territoriale.
La Reggia di Caserta legge nell’iniziativa una continuità storica: dalle Reali Fabbriche borboniche al tessuto produttivo nato attorno all’ex Fabbrica Olivetti, la tutela diventa ambito in cui le imprese tornano protagoniste e la cultura si afferma come impresa e come fondamento della partecipazione civica.
E risuona la voce del Soprintendente Mariano Nuzzo: “Il Settembre Olivettiano è un’occasione preziosa per riflettere sul legame tra memoria, paesaggio e cultura d’impresa… Il nostro impegno è favorire la conoscenza e la cura di questo patrimonio affinché diventi motore di rigenerazione urbana e culturale. Il dialogo tra istituzioni, imprese, artisti e cittadini è la via per restituire senso e futuro a luoghi che appartengono alla storia”. Parole che segnano la direzione: alleanze e progetti condivisi per una rigenerazione concreta. Alleanza raccolta dal Sindaco di Marcianise e dal sostegno al Settembre Olivettiano per lavorare su una memoria e una presenza che possano risuonare con l’identità di una città che ha una forte e significativa matrice produttiva e manufatturiera perché questa possa parlare a chi vive la città e immagina il proprio futuro, connettendo l’arte alla capacità di creare e produrre. Coinvolti anche i settori della Urbanistica, della Cultura e del PNNR del Comune, proprio per avviare un lavoro che possa proseguire e per condividere obiettivi con tutti i partner coinvolti e fare del Piano Olivetti un’occasione di visione integrata.
Comunità operosa: laboratori, raccolte di oggetti, reti tra istituzioni e imprese
Il 30 settembre i laboratori site-specific (a cura degli artisti Antonella Romano, Lello Lopez, Emanuele Pacini) trasformano Marcianise in cantiere di arte pubblica: materiali e saperi del territorio entrano nei processi creativi, con il supporto tecnico di San Leucio Silk e Laminazione Sottile e il coinvolgimento di studenti e dottorandi dell’Università Vanvitelli e dell’Accademia di Belle Arti. Obiettivo: rintracciare forme e segni per “Marcianise città Olivettiana”.
La giornata culmina con l’apertura pubblica delle 18:30 al Palazzo della Cultura di Marcianise dove sarà esposti gli esiti dei laboratori guidati da Antonella Romano, Lello Lopez e Emanuele Pacini, insieme al gonfalone che fa da prima mappa e paesaggio realizzato dall’artista Noemi Saltalamacchia come restituzione di quanto messo in movimento e condiviso nella due giorni, e poi anche l’installazione video tratta dal docu-film OhAhSi! e l’installazione exTemporanea a cura di Luigi Filadoro degli oggetti Olivettiani raccolti con un avviso pubblico: non nostalgia, ma archivio di memoria viva che ricompone, in modo partecipato, le storie del lavoro del territorio.
Il racconto in due atti…e uno sguardo lungo su…….
Atto I – 29 settembre, Palazzo Reale di Caserta. I seminari definiscono la cornice: tutela, design, responsabilità sociale, sostenibilità; il docu-film OhAhSi! apre una finestra su paesaggio e acque come infrastrutture di vita, spingendo gli attori locali a mettere in agenda la ricucitura territoriale.
Atto II – 30 settembre, Palazzo della Cultura di Marcianise. I laboratori diventano cantieri: l’arte esce dalle aule, i materiali (seta, metalli, semilavorati) incontrano gesti artistici e saperi tecnici; studenti e maestranze creano prototipi di narrazione urbana. La restituzione serale non è un punto fermo: è un passaggio di consegne alla città.
Sguardo lungo. Con il quadro MiC della formazione riconosciuta e la coprogettazione tra istituzioni, imprese e comunità, Settembre Olivettiano si candida a diventare appuntamento strutturale: un laboratorio permanente con alcuni momenti pubblici a cadenza annuale per misurare avanzamenti, correggere rotta e alimentare politiche territoriali fondate su cultura d’impresa, arte pubblica e cura del paesaggio.
“Quello che noi definiamo pragmatismo supera la percezione obsoleta e incompleta che esiste oggi di questo concetto: per noi essere pratici e pragmatici vuol dire comprendere la materia visionaria di cui siamo fatti, che si nutre di arte intelligente, non di formule matematiche. Siamo esseri simbolici e ragioniamo per astratto: per almeno otto ore, durante il sonno, siamo completamente folli, la ragione dorme, per fortuna, e le visioni ci guidano a cercare e trovare mondi inesplorati molto più seducenti e funzionali degli asfittici modelli razionali che non hanno mai lasciato traccia nel cuore e nell’immaginario. L’arte ha prodotto l’enorme patrimonio materiale in cui viviamo, la sua alleanza con l’impresa e la politica hanno prodotto l’intelligenza delle migliori aziende del mondo.” Cosi Francesco Cascino …. Art Consultant, Founder Art Thinking Project ETS, Responsabile Centro Studi Culturability SEF Consulting.
“Questo secondo Settembre Olivettiano – dice Maria D’Ambrosio – riprende il lavoro attivato e condiviso dal 2017 per restituire valore collettivo alle aree e alle attività produttive perché matrice culturale di ogni comunità e anche di quella di Marcianise e di tutto il casertano che unisce la coltura della terra e la manifattura (con la canapa e le corderie, per esempio). Da sempre abbiamo cercato di introdurre nel mondo delle imprese la responsabilità d’impresa come paradigma necessario a una visione economica che fosse sostenibile ed eco-logica, con uno sguardo all’insieme urbano, sociale, produttivo di un territorio per contribuire e qualificare in senso partecipato e attivo al governo del territorio. Ora sembra ci sia una maggiore attenzione su questi temi e Istituzioni e Imprese siano chiamate, anche dal PNRR, ad un lavoro integrato ed intersettoriale che investe e fa crescere la qualità della vita nei territori. Questo Settembre Olivettiano è un piccolo segno che testimonia di una concreta volontà a collaborare tra Istituzioni in primis. Ecco allora che i seminari e i laboratori sono un invito a ri-attraversare i luoghi che costituiscono l’area dell’ex fabbrica Olivetti per aprirsi e spaziare verso tutto il suo esteso contorno per rintracciare ‘anima’ di sistema-territorio cresciuto ma che necessita di un grande lavoro di tessitura conclude Maria D’Ambrosio presidente di F2(al quadrato)Lab aps e pedagogista.
In sintesi: se la fabbrica Olivetti di Marcianise è un capitale simbolico e materiale, Settembre Olivettiano ne riattiva il potenziale nel presente: mette in circolo idee, relazioni, competenze e materiali per una riconversione culturale orientata a qualità della vita, dignità del lavoro e bellezza come bene comune.
Programma essenziale
- Luoghi: Sala conferenze della Soprintendenza – Palazzo Reale di Caserta; Palazzo della Cultura, Marcianise.
- Date: 29–30 settembre 2025.
- Focus 29/9: Seminari + tessiture e performance live Antonella Romano + proiezione OhAhSi! Sul fiume fuori rotta.
- Focus 30/9: Laboratori (Romano, Lopez, Pacini) con San Leucio Silk e Laminazione Sottile; apertura pubblica h 18:30 con mostra esiti e installazioni.
