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Da inizio agosto 2025 è partita una novità importante per le imprese italiane: la misura SIMEST dedicata alla Transizione digitale ed ecologica sarà accessibile anche alle aziende non esportatrici, purché appartenenti a una filiera produttiva. Un ampliamento che punta a coinvolgere un numero sempre maggiore di realtà nel percorso verso innovazione, sostenibilità e competitività.
SIMEST rafforza il sostegno alla competitività internazionale delle imprese italiane con la misura dedicata alla Transizione digitale o ecologica, strumento che finanzia gli investimenti in innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale e patrimoniale. La novità più rilevante è l’apertura, a partire dal 7 agosto 2025, anche alle imprese non esportatrici ma appartenenti ad una filiera produttiva, in linea con il Decreto Legge Economia 95/2025.
I vantaggi
Il finanziamento agevolato si distingue per condizioni particolarmente favorevoli:
- Tasso agevolato dello 0,321%;
- Quota a fondo perduto del 10%, che può salire fino al 20% per le imprese energivore o che abbiano intrapreso percorsi certificati di efficientamento energetico;
- Durata complessiva di 6 anni, di cui 2 di preammortamento.
Inoltre, sono state introdotte nuove classi di spesa finanziabili dedicate proprio alle aziende ad alto consumo energetico o impegnate nella transizione green.
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Platea più ampia
Il finanziamento è rivolto a tutte le imprese con vocazione internazionale – con particolare attenzione a Micro, Piccole e Medie imprese – ma si apre anche a categorie specifiche:
- imprese non esportatrici ma parte di una filiera produttiva;
- imprese energivore o con percorsi certificati di efficientamento energetico;
- imprese con interessi nei Balcani Occidentali;
- imprese localizzate nei territori colpiti dagli eventi alluvionali del 2023.
Come funziona
Il prestito agevolato può essere destinato:
- fino al 50% all’investimento in digitalizzazione o sostenibilità;
- fino al 50% al rafforzamento patrimoniale.
Questa quota può crescere fino al 70% per chi ha subito un raddoppio dei costi energetici, fino all’80% per le imprese attive nei Balcani, e addirittura fino al 90% per le aziende alluvionate o energivore con almeno il 3% di export.
Gli importi finanziabili variano in base alle dimensioni aziendali:
- massimo 500.000 euro per le Micro imprese;
- fino a 2,5 milioni per le PMI e PMI innovative;
- fino a 5 milioni per le grandi imprese.
L’importo minimo richiedibile è di 10.000 euro.
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Incentivi aggiuntivi
Per le domande presentate entro il 31 dicembre 2026 dalle imprese energivore o con percorsi di efficientamento certificato, è prevista la possibilità di accedere a una quota a fondo perduto fino al 20% e all’esenzione dalla prestazione delle garanzie, come stabilito dalla legge 207/2024.
