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DUT Call 2025: il bando Europeo per città più vivibili, circolari ed efficienti

Alessandra Carlo

Alessandra Carlo

Laureata in Giurisprudenza all'Università Cattolica del Sacro Cuore con esperienze maturate nell'ambito della professione forense. Fa parte del Centro Studi di Sef Consulting
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La European Partnership “Driving Urban Transitions (DUT)” aprirà il 1 settembre la quarta Call per progetti transnazionali di R&I dedicati alle città. L’obiettivo della misura è accelerare la transizione verso centri urbani climaticamente neutrali e resilienti con fondi gestiti dalle agenzie nazionali e cofinanziati dalla Commissione Europea.

La DUT Call 2025 mira a finanziare progetti transnazionali di ricerca e/o innovazione che aiutino le città ad affrontare le sfide urbane e a progredire verso una futura neutralità climatica e resilienza unendo scienza, innovazione e governance locale. Sono incoraggiati Living Labs e dimostratori in contesti reali, il coinvolgimento strutturale delle autorità urbane e delle comunità, la produzione di evidenze trasferibili (linee guida, toolkit, casi pilota) e il riuso/replicabilità tra città con contributo al Knowledge Hub del partenariato e attenzione a open science/FAIR data. I progetti devono dimostrare impatti misurabili su inclusione sociale, qualità dello spazio urbano e riduzione delle emissioni.

La Call è costruita attorno a tre Transition Pathways e nove topic operativi: 15-minute City, Circular Urban Economies, Positive Energy Districts.

15-MINUTE CITY

15-minute City è il percorso che traduce la città di prossimità in progetti concreti: quartieri dove servizi essenziali (scuola, salute, lavoro, cultura, verde) sono raggiungibili in 15 minuti a piedi o in bici, riducendo dipendenza dall’auto. Le proposte devono integrare mobilità multimodale (TPL, attivo, sharing, logistica dell’ultimo miglio), riforma della sosta e del “kerbside” per liberare spazio pubblico, e nuovi strumenti di policy capaci di operare anche in contesti di conflitto sociale. Vengono finanziati progetti che puntano a risultati replicabili: linee guida, toolkit e dati per migliorare accessibilità, sicurezza, qualità dello spazio urbano e taglio delle emissioni e dei tempi di spostamento.

CIRCULAR URBAN ECONOMIES

Circular Urban Economies (CUE) punta a riprogettare il “metabolismo” urbano focalizzando i processi inerenti i materiali, l’acqua e l’energia in progetti che combinano infrastrutture a funzione sociale, turismo urbano sostenibile (con gestione degli impatti su residenti, mobilità e servizi) e appalti pubblici come leva per la circolarità (criteri, CAM, modelli di gara). Sono finanziati studi e living labs su mappatura dei flussi (material flow & urban mining), riuso/repair e filiere del bio-waste, edilizia circolare (dalla progettazione al fine vita), piattaforme digitali per tracciabilità e decisioni e schemi di governance multi-attore. L’obiettivo sono toolkit di procurement, modelli di business replicabili, KPI(materiali, CO₂, biodiversità, impatti sociali), linee guida per integrare circolarità in piani urbani e regolamenti nel rispetto di DNSH e transizione.

POSITIVE ENERGY DISTRICTS

I Positive Energy Districts (PED) mirano a realizzare quartieri che, su base annua, producono più energia rinnovabile di quanta ne consumino integrando efficienza, generazione locale (fotovoltaico, solare termico, geotermia), storage elettrico/termico, flessibilità dei carichi, teleriscaldamento/raffrescamento e recupero di calore di scarto. Il focus del 2025 enfatizza transizione e affordability, edilizia sociale/subsidised housing, contrasto alla povertà energetica, modelli di comunità energetiche e business/regolazione per mercati locali (tariffe, condivisione, servizi di rete). I progetti devono produrre studi e living labs con un forte orientamento alla replicabilità dei risultati, a roadmap tecniche e finanziarie, a KPI (bilancio energetico netto, CO₂ evitata, peak-shaving), a linee guida per strategie integrate di heating & cooling e governance multi-attore.

BUDGET COMPLESSIVO E TERMINI DI PARTECIPAZIONE GENERALI

La DUT Call 2025 non prevede un budget definito, ma indica come preferenziali i progetti da 1 a 2 milioni di euro complessivi (somma delle quote nazionali). I massimali e le aliquote sono fissati dalle singole agenzie nazionali. Nella lista dei Paesi confermati compare anche l’Italia (MUR), ma l’Allegato di riferimento deve essere ancora pubblicato.

Sono ammissibili sia progetti di ricerca sia d’innovazione con attività che vanno da ricerca applicata e policy tools a piloti/living labs in contesti urbani reali, networking e open science/FAIR data.

Possono partecipare consorzi di almeno 3 partner di 3 Paesi partecipanti (almeno 2 da Stati UE/Paesi associati Horizon Europe). È fatta obbligatoria la presenza di un’autorità di governo urbano (Comune o utility di proprietà locale).

Le scadenze della Call includono la proposizione di una Pre-proposal entro 17 novembre 2025 e una Full proposal entro il 23 aprile 2026. Di particolare importanza, inoltre, l’Info Day transnazionale del 9 settembre 2025, dalle 10 alle 13, che si svolgerà online (clicca qui)

LE DEFINIZIONI DI AUSTRIA E FRANCIA

L’Austria (FFG) ha previsto un budget di 4 milioni di euro per la Call (2 per 15mC, 2 per PED) prevedendo un range di circa 100-400 mila euro per progetto di applied research, e un range di circa 100-500 mila euro per innovation/implementation. Per i Consorzi che includono partner austriaci e selezionano “applied” o “innovation” è obbligatoria almeno un’impresa finanziata, mentre il coinvolgimento di un Comune/utility è caldamente raccomandato. L’agevolazione a fondo perduto è prevista nei seguenti termini: le università 85% (applied) e 60% (innovation), piccole e medie imprese 80% (applied) e 60% (innovation), la Pubblica Amministrazione 80% (applied) e 60% (innovation).

La Francia (ANR) invece prevede 3 milioni di euro per circa 8/10 progetti attesi. L’agevolazione prevista è di circa 200/350 mila euro (eccezionalmente fino a 500 mila euro) per progetti di ricerca di base e applicata (l’experimental development/innovation si richiede restai minoritaria), e rende obbligatorio nel Consorzio almeno un ente pubblico di ricerca francese che chieda fondi ANR. Le percentuali a fondo perduto per le grandi imprese variano dal 25% (experimental) al30% (basic/industrial). Per le PMI è prevista una percentuale del 35/45%.

LA CALL ITALIANA: UN’OPPORTUNITÀ PER IL SUD MA NON SOLO

Per l’Italia non è ancora stato pubblicato l’Allegato 2025 del MUR. L’Edizione 2024 prevedeva due linee d’investimento: MUR-FIRST (1,5 milioni di euro) e MUR-ERDF (500 mila euro). Il massimale previsto per partner era di 200 mila euro (300 mila se il partner italiano è coordinatore) con percentuali a fondo perduto pari al 70% per ricerca di base e ricerca industriale/applicata, e 25% per sviluppo sperimentale. Nell’edizione 2023 era invece intervenuto anche il MIMIT con 16 milioni di euro per un budget ammissibile di progetto fino a 1 milione di euro, mentre il MUR impegnava 2 milioni di euro di fondi nazionali.

Il MUR nelle annate precedenti ha definito un ventaglio ampio di soggetti ammissibili quali università ed enti di ricerca pubblici e privati, imprese e – peculiarità del DUT – anche le amministrazioni locali e regionali e le loro società partecipate o in-house. Nel 2024 il MUR ha confermato la partecipazione italiana con due linee: FIRST nazionale e ERDF per Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia.

I proponenti devono costituire un Consorzio per cui valgono le regole transnazionali della Call: almeno 3 partner di 3 Paesi partecipanti (di cui almeno 2 da Stati membri UE/Paesi associati Horizon Europe) e includere un’autorità urbana come un Comune o un’Autorità locale (può anche essere un ente erogatore di servizi urbani di proprietà locale).

Per il 2025 i dettagli saranno definiti dall’Allegato Nazionale del MUR che verrà pubblicato a breve e che plausibilmente percorrerà una struttura analoga alle edizioni precedenti.

LA PIATTAFORMA DI MATCHMAKING DEDICATA

Per la definizione dei Consorzi per la DUT Call 2025 è attiva la piattaforma di matchmaking dedicata, uno strumento utile alla ricerca di partner tra i vari partecipanti. Le piattaforma permette di pubblicare o rispondere a opportunità, inviare e accettare meeting virtuali e messaggi, filtrare per topic della call e tipologia di organizzazione (incluse municipalità e autorità locali), e gestire l’agenda degli eventi. Ad oggi la pagina indica più di 860 partecipanti per più di 100 opportunità.

LE TAPPE DELLA CALL

La tabella di marcia della DUT Call 2025 prevede l’apertura il 1° settembre 2025, l’Info Day online il 9 settembre 2025, l’invio delle pre-proposals il 17 novembre 2025 con eligibility check a dicembre 2025 e valutazione esperti a gennaio 2026, l’invio delle full-proposal da febbraio 2026 ad aprile 2026 seguito da eligibility check a maggio e valutazione a giugno 2026. Le decisioni di finanziamento saranno quindi attese a luglio 2026 e i progetti ammessi potranno essere avviati tra fine 2026 e inizio 2027.

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