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Fondazione Con il Sud: 2 Milioni di Euro per valorizzare i beni confiscati alle mafie

Gianrocco Rossetti

Gianrocco Rossetti

Giornalista, avvocato e consulente aziendale nel campo dello sviluppo d'impresa e comunicazione integrata.
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La Fondazione CON IL SUD promuove, per il triennio 2025-2027, una modalità erogativa “a richiesta” rivolta agli enti di terzo settore che per la prima volta decidono di affrontare un percorso di impegno civile in rete per valorizzare beni confiscati al Sud non precedentemente oggetto di un finanziamento da parte della Fondazione. Per il 2025 ci sono a disposizione 2 milioni di euro, le proposte possono essere presentate entro il 30 settembre e verranno esaminate in ordine cronologico.

La Fondazione Con il Sud promuove, a partire da quest’anno e per tutto il triennio 2025 -2027, una nuova modalità di sostegno a interventi per la valorizzazione di beni confiscati alle mafie in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia.

E’ infatti disponibile sul sito della Fondazione, www.fondazioneconilsud.it, un regolamento per accedere a una modalità erogativa “a richiesta”,  rivolta agli enti di terzo settore che per la prima volta decidono di affrontare un percorso di impegno civile in rete, valorizzando beni confiscati che non siano stati già oggetto di finanziamento da parte della Fondazione attraverso iniziative di natura sociale, culturale ed economica sostenibili nel tempo, capaci di favorire lo sviluppo e la riappropriazione del bene da parte della comunità di riferimento.

La disponibilità

Per questa prima annualità, a disposizione ci sono complessivamente 2 milioni di euro, con un contributo massimo di 400 mila euro per progetto presentato e selezionato.

“Dopo le prime 5 edizioni del bando dedicato alla valorizzazione dei beni confiscati, per questo triennio abbiamo deciso di sperimentare una modalità differente di presentazione delle proposte progettuali da parte del terzo settore, anche con l’obiettivo di allargare la platea delle organizzazioni e dei partenariati che si cimentano in questo delicato ambito dai risvolti decisivi per lo sviluppo del Sud Italia”, ha commentato Stefano Consiglio, Presidente della Fondazione Con il Sud. “La Fondazione investe da sempre sul tema della valorizzazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata, come potente strumento di accrescimento del benessere – sociale ed economico – delle comunità, oltre che simbolo della capacità dello Stato e della legalità di vincere il potere mafioso: nel periodo 2007-2024, infatti, abbiamo contribuito alla valorizzazione di 102 beni confiscati, attraverso l’assegnazione di 90 contributi per un importo complessivo di circa 26 milioni di euro”.

Il partenariato

Le partnership progettuali dovranno essere composte da tre o più organizzazioni, almeno due delle quali appartenenti al mondo del Terzo settore. Nei progetti potranno essere coinvolti, inoltre, il mondo delle istituzioni, della scuola, dell’università, consorzi privati e imprese appartenenti al tessuto imprenditoriale locale e nazionale.

Due le fasi del processo di selezione: la prima, di presentazione di un’idea progettuale e di verifica dei principali requisiti di ammissibilità; la seconda, dedicata allo sviluppo dell’idea attraverso la redazione, con il supporto degli uffici della Fondazione, di un progetto esecutivo comprensivo di un dettagliato piano di attività e costi, degli indicatori di risultato e impatto, di un piano di sostenibilità.

Il regolamento è pubblicato sul sito www.fondazioneconilsud.it e, per la prima annualità, le proposte potranno essere presentate entro il 30 settembre 2025. I termini di chiusura potranno variare in relazione alla disponibilità residua delle risorse stanziate; in tal caso ne verrà data comunicazione pubblica..

Il contesto

Secondo l’ultima relazione dell’ANBSC sono 19.764 gli immobili (terreni, abitazioni, magazzini, negozi, opifici, stabilimenti, etc.) attualmente confiscati, in attesa di essere destinati, in gestione presso l’Agenzia Nazionale dei beni sequestrati e confiscati; sono 23.658 gli immobili destinati allo Stato (il 13%) e agli Enti Locali (81%).

Le Regioni maggiormente coinvolte sono: Sicilia con quasi il 37%; Campania con il 18%; la Calabria con il 14%; la Puglia con il 10%; la Lombardia con l’8%; il Lazio con il 5%.

In Sicilia il 54,73% dei Comuni è interessato dal fenomeno e, scendendo in graduatoria, troviamo la Puglia con il 43,58% e la Calabria con il 33,91%, la Campania con il 28%, il Lazio con il 22% e la Lombardia con il 15%.

Le organizzazioni di Terzo settore che gestiscono beni confiscati, in base all’ultimo censimento realizzato da Libera nel 2025, sono 1132 (in gran parte associazioni e cooperative sociali).

Per quanto riguarda le attività svolte: il 56,5% Welfare e politiche sociali (688); il 25,9% Promozione culturale, sapere e turismo sostenibile (316); il 9,9% Agricoltura e ambiente (120); il 4,8% Produzione e lavoro (58); il 3% Sport (36).

Il regolamento

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“La nostra mission consiste nel dotare i lettori di un magazine in grado di decifrare il vasto mondo della gestione d’impresa grazie a contenuti d’eccezione e alla collaborazione con enti pubblici e privati.”

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